Lo specchio in frantumi

Pistoletto specchi

La madre di Alejandro Augusto Stephan Meran, l’uccisore dei due poliziotti di Trieste, ha detto che adesso ci sono tre famiglie distrutte. Ha detto bene, l’unica cosa che bisogna dire subito quando accadono eventi del genere. Per capire a fondo la natura di questo evento, però, dobbiamo proseguire su due strade. La prima è quella che percorreranno coloro i quali hanno il compito di ricostruirne nei dettagli essenziali la “dinamica”, come si dice. La seconda, più difficile, ma ugualmente necessaria, dovrà includere alcuni dettagli che a qualcuno appariranno forse “inutili” (in particolare a chi si oppone in linea di stupido principio alla convocazione delle “attenuanti” in sede di giudizio). Le cronache, recuperando la testimonianza della madre, ci raccontano che l’uccisore era un cittadino dominicano al quale era stato riscontrato un grave disturbo mentale. “Sentiva voci”, soffriva quindi di paracusia o di allucinazioni uditive, tali da confinarlo talvolta in uno stato delirante. Sbrigativamente – ed è esattamente contro questo modo di giudicare sbrigativo e superficiale che si tratta di argomentare – si potrebbe dire che Alejandro sia schizofrenico, dunque folle. Ma che cos’è la follia, come si riconosce all’interno della dinamica di un evento che la rivelerebbe? Si tratta di una domanda abissale. Quando cerco di spiegarlo ai miei studenti, faccio leggere un raccontino di Thomas Bernhard – guarda caso contenuto in una raccolta intitolata “Ereignisse”, “Eventi” – che parla di una bella ragazza, apparentemente normalissima, ma che improvvisamente compie qualcosa di inaspettato (inaspettato, chiaramente, solo per chi non conosceva quella ragazza). Un minuto prima lei è seduta su una panca all’ombra di un melo, tranquilla. C’è un uomo che la guarda, rapito dalla sua bellezza. L’uomo sta per rivolgerle la parola, “ma nel preciso istante in cui decide di presentarsi – scrive Bernhard –, la fanciulla proietta nell’aria una gamba fasciata da una lunga calza, e prende a tirarsi violentemente le trecce con entrambe le mani. Poiché non può parlare, emette incomprensibili suoni. Si tormenta a lungo le trecce, finché il sangue non le annebbia la vista”. Ecco l’evento che straccia ogni apparente prevedibilità, l’irruzione della follia sulla scena, l’orlo dell’abisso. Nessuno, meglio di Alberto Fregomeni – in un libro che dovrebbero leggere tutti quelli che vogliono capire che cos’è la follia –, ha guardato dritto in questo abisso, spiegandoci cosa significa impazzire. Sentite cosa dice. “Impazzire è come attraversare lo specchio. Nulla cambia, apparentemente sei ancora tu, eppure tutto è alla rovescia, e non sei che l’ombra di te stesso. Vorresti tornare in te, di là, nel mondo reale, ma oramai questo è impossibile. Dopo un po’, se hai culo, se sei ben curato e assistito, puoi forse smettere di essere un riflesso, ma poiché non puoi più tornare dall’altra parte del vetro, della tua sostanza originale, succede piuttosto che diventi lo specchio stesso, il limite lungo il quale salute e malattia si fronteggiano. Sai di non poter più dire di star bene, perché è la volta buona che finisci in ospedale, ma allo stesso tempo sai che non puoi nemmeno più dirti malato, perché sarebbe puro vittimismo. Sano tra i malati, e malato tra i sani, te ne stai lì, a riflettere, nella tua nuova condizione specchiante, come in attesa di un proiettile vagante che ti mandi in frantumi”. Alejandro, per usare le parole di Fregomeni, non ha avuto culo, non è stato ben curato e assistito. E allora con un proiettile ha mandato in frantumi il suo specchio e la vita dei due disgraziati poliziotti che sono stati inghiottiti dall’abisso dell’evento manifestatosi con prevedibile imprevedibilità.

#maltrattamenti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...