Famiglia senza ideologia

Famiglia di cani

La mia vita è costellata di opere lasciate a metà, e anche il mio matrimonio (ammesso e non concesso che a proposito di un matrimonio si possa parlare di “opera”) a un certo punto ha smesso di funzionare. Tra le altre cose lasciate a metà annovero poi la lettura di Anna Karenina, il tomo di Lev Tolstoj che non sono riuscito a leggere fino in fondo nonostante me lo fossi prefisso. Cito Tolstoj perché l’attacco della Karenina parla proprio di matrimonio, e lo fa con una di quelle sentenze sulle quale puoi starci a riflettere e a rimuginare per settimane. Lo conoscete sicuramente tutti, quell’attacco. Nella traduzione di Leone Ginzburg fa così: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. Francamente non so se questa sentenza (che il libro magari dimostrerà essere verissima, ma io lo ignoro, non avendolo finito) è davvero ineccepibile. Se per esempio la rovescio, dicendo cioè che “tutte le famiglie infelici si assomigliano fra loro, ogni famiglia felice è felice a suo modo” non mi parrebbe di dire una cosa completamente insensata o meno persuasiva di ciò che afferma Tolstoj. Inoltre, più passa il tempo e più queste frasi così roboanti mi paiono tentativi di nascondere un grande imbarazzo: abbiamo proprio bisogno di sapere “cosa” sia una famiglia (per giunta una famiglia “felice” o “infelice”)? L’affannosa ricerca di una formula che ne riveli l’essenza non serve piuttosto a farci finire dentro una trappola? Se il problema si limitasse a come imbastire una discussione da bar o per parlarne tra amici (anche sui social), si potrebbe anche sorridere e sorvolare, ma volendo poi trarne direttive “morali”, organizzarci sopra convegni, o addirittura mettere mano a delle norme “giuridiche”, tutto questo fa affiorare questioni sempre più spinose e soprattutto inutili. Non so, io ormai mi sono abituato a cercare di parlare di una cosa se vedo che potrebbe essere in qualche modo pragmaticamente migliorata. Chi per esempio si dichiara “a favore” della famiglia tradizionale, chi è contrario all’interruzione di gravidanza o persino all’uso dei contraccettivi, perché non si limita a praticare la monogamia eterosessuale, la castità o ad allevare i propri figli confidando nella letizia che gliene deriva? Perché chi dispone di un bagaglio tanto sicuro di soddisfazione sta a sfare le valige altrui, volendo curiosare tra calzini, mutande e camice che nessuno gli impone di indossare? Non vorrei essere scambiato per un banalizzatore, ma a me di cosa fanno gli altri a casa loro – o dietro la porta di una camera d’albergo – non interessa proprio un bel niente. E per quanto riguarda le leggi (che è cosa molto seria): il legislatore si occupi in prevalenza di togliere quanto più possibile dolore e infelicità dal mondo, restringendo il campo degli obblighi e ampliando sempre di più quello dei diritti. Ma soprattutto: si rinunci all’ideologia, tanto serve solo a rendere noi umani più stupidi di quel che indubbiamente già siamo.

#maltrattamenti