I libri di Lang nella cabina

Lang cabina biblioteca

A prima vista nessuno tenderebbe a collegare Roland Lang, l’inesauribile animatore delle iniziative dello Heimatbund, a qualcosa che non sia il rimestare nella storia locale, la litania sull’ingiusto confine, la rimembranza dei vari martiri della patria (in lui declinata ancora nel senso del Vaterland austriaco), insomma il consueto rosario di eventi e personaggi celebrati o stigmatizzati, snocciolato con il calendario alla mano. Ha destato quindi se non altro curiosità la sua lode a un’iniziativa della consigliera comunale Corinna Lorenzi (Verdi), ossia l’allestimento di una piccola biblioteca tascabile ricavata in una cabina telefonica in disuso in piazza Ziller. Lode inoltre provvista, nel comunicato stampa, di citazione assai rilevante: «Un libro dev’essere come un’ascia per il mare ghiacciato dentro di noi» (Franz Kafka)

Prima di dedicarci all’interpretazione di cosa sia, nella prospettiva di Lang, il mare ghiacciato da rompere con l’ascia di un libro, facciamo un breve excursus. Visitiamo altre celebri frasi pronunciate o scritte da grandi artisti sulla lettura o sui libri, per ritagliare una possibile indicazione sull’uso di questa benemerita iniziativa. «Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare musica (sì, sì), come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia» (Roberto Bolaño); «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo» (Gianni Rodari). In tali citazioni riluce la possibilità, ricavata incontrando magari un volume o un autore del quale non sospettavamo neppure l’esistenza, di evadere dalla ricorsività dei nostri pensieri, di abbandonare (seppure solo mediante l’immaginazione) quella prigione dell’io nella quale siamo inevitabilmente rinchiusi se le modalità della nostra esperienza non si aprono anche al fittizio, all’ipotetico, o alla prospettiva donataci da altri punti di vista.

Ma torniamo a Lang. Quali sono i libri che ha portato subito nella cabina telefonica? Testi sull’indipendentismo veneto, sugli attentati legati alla stagione del terrorismo sudtirolese e il medesimo repertorio di sempre. Auguriamoci che, in cambio, abbia almeno preso una guida a un’isola tropicale, un trattato medico sulle insolazioni oppure una novella erotica (very hot). Altrimenti, hai voglia di picchiare con l’ascia su quel mare, non s’incrinerebbe neppure dopo mille colpi.

Corriere dell’Alto Adige, 3 giugno 2017