Le credenze pericolose

vaccino

Parlando di profilassi vaccinica si incontrano generalmente due tendenze, entrambe nocive. La prima trova ancoraggio nella sua diminuzione, motivata dalla crescente diffusione di opinioni apprensive a proposito degli effetti collaterali che i vaccini potrebbero comportare, oppure, variante di natura ideologica, dalla presupposizione che il loro consumo procuri vantaggio alle case farmaceutiche; la seconda, di segno opposto, corrisponde alle forti impennate delle vendite di prodotti immunizzanti allorché occasionalmente si propaga, anche in questo caso con dubbie motivazioni, la paura di una particolare epidemia.

Le tendenze descritte oscurano la semplice verità: la profilassi vaccinica costituisce una conquista irrinunciabile del progresso umano, ha salvato milioni di vite e contestarne l’efficacia (o esaltarla, ma solo in casi ritenuti eccezionali) contraddice i dati di fatto. Certo, al pari di ogni altro atto medico, anche le vaccinazioni non immunizzano dall’insorgenza di eventi avversi, ma la percentuale di subire un danno grave da vaccino è del tutto minoritaria rispetto alle dosi somministrate. Rimane perciò da chiarire da dove si origina lo scetticismo, il più delle volte corroborato da argomentazioni come quelle sostenute di recente dalle consigliere provinciali Elena Artioli e Brigitte Foppa, secondo le quali nessuna supposta evidenza scientifica può limitare la scelta di percorrere una via individuale alla ricerca della propria salute. Per farlo, si potrebbe citare qui il fenomeno cognitivo che gli psicologi chiamano «bias di conferma» (confirmation Bias), consistente nel dare esclusivo peso a informazioni che avallano le proprie convinzioni o ipotesi perché corrispondenti a forti emozioni o convinzioni radicate, indipendentemente da una possibile smentita su un più ampio piano sperimentale. Un po’ come chi è terrorizzato dall’idea di prendere un aereo, e per questo magari decide per un lungo e rischioso viaggio in macchina. «I nemici delle vaccinazioni — scriveva Karl Kraus già nel 1907 — hanno detto che a Vienna non è scoppiato il vaiolo, ma un’epidemia da vaccino. Ora, anche loro sanno valutare il valore della profilassi, ma la loro prudenza è un po’ esagerata: si prendono il vaiolo per proteggersi dal vaccino».

Contrastare il bias di conferma non è facile, perché purtroppo un vaccino contro le credenze radicate non è stato ancora inventato, e comunque troverebbe poi altri obiettori a contrastarlo.

Corriere dell’Alto Adige, 21 gennaio 2017

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...