Le cellule del fare

Tiepolo

Da un po’ di tempo a Bolzano si respira un’atmosfera strana, una sorta di lieto abbandono ai piaceri della post-politica. E già fioriscono aneddoti. Uno me l’ha raccontato un consigliere provinciale e riguarda per l’appunto il protagonista di questa nuova stagione: il commissario Michele Penta. “Passeggiavo per il centro – mi ha detto quel consigliere – quando ho visto il commissario chinarsi a raccogliere un sampietrino scalzato e rimetterlo a posto con un gesto di semplice ma efficace significato civile”. Se il gesto fosse stato filmato sarebbe diventato sicuramente “virale”, per citare il gergo in uso tra i frequentatori dei social network.

La disponibilità fattiva con la quale Penta sta conquistando il favore dei bolzanini è comprensibile solo sullo sfondo di una delusione generalizzata. Non solo nei confronti del cosiddetto mondo della politica, senz’altro incrostato da consuetudini respingenti, ma della stessa elementare voglia di farla. Non bisogna perciò rallegrarsene troppo. Allorché la politica viene percepita come stanco e infruttuoso dibattere, e le assemblee preposte all’esercizio del potere legislativo appaiono “sorde” e “grigie”, è logico che riemerga il periodico desiderio di vedere in azione qualcuno operante al di sopra della mischia, magari per discendere là in basso un minuto dopo, a tumulto placato, riparando finalmente il manto della strada o promettendo un referendum per decidere su ciò che pareva indecidibile o in tutt’altro modo deciso.

Più che a questa falsa aria di primavera, è allora agli sparuti gruppi di cittadini ancora capaci di organizzarsi, trovarsi e discutere di un futuro comune che bisognerebbe guardare per dissolvere la piacevole, ma anche del tutto ingannevole tendenza post-politica poc’anzi descritta. Se infatti è purtroppo vero che i partiti hanno quasi completamente smarrito la capacità di alimentare il tessuto partecipativo che rappresenta l’habitat della “democrazia”, la rigenerazione di tale tessuto è affidata a qualsiasi iniziativa capace di trasformare la sterile chiacchiera modulata quasi sempre in commenti lamentosi in autentiche cellule di azioni possibili.

Sarà possibile osservare istanze di questo tipo prima dei prossimi appuntamenti elettorali? Dobbiamo sperarlo con tutto il cuore. Essenziale, comunque, è approfittare di ogni occasione di discussione, magari spegnendo il pc e uscendo di casa per stabilire contatti e vincoli altrimenti destinati a evaporare con la facilità di un clic.

Corriere dell’Alto Adige, 2 febbraio 2016

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