#addioabolzano (1) Radici

Radici

Fuori dalla porta di casa mia c’è un giardino niente male. Quando presi in affitto il monolocale in cui abito, ricavato al pianterreno di una villa affacciata su una delle più nobili strade di Bolzano, una di quelle segnalate come zona residenziale di prima categoria, l’amministratore fu chiaro: il giardino lo puoi vedere ma è riservato, non ci puoi mettere una sedia per leggere, non ci puoi portare a giocare i tuoi figli, non ci puoi fare un picnic neppure se piove. Avevo bisogno di entrare il più presto possibile e quindi non protestai. Del resto, a parziale risarcimento, mi era consentito avere il posto macchina, e secondo me il posto macchina, se te lo danno, lo devi prendere.

In mezzo al giardino c’è questo albero (non saprei dire che albero sia, non mi intendo di alberi). Un albero con le radici piuttosto contorte. A Bolzano, e in generale in tutta la sua provincia, la questione delle radici, quelle degli uomini, non quelle degli alberi, è molto sentita. Io ho sempre pensato che fosse troppo sentita. Ma quel che a uno sembra troppo, per un altro può anche sembrare troppo poco. Su questo punto non è facile capirsi e se vi mettete a discutere non ne venite fuori. A me piace discutere, quindi lo dico per esperienza, e vi prego di credermi: alla fine, anche impegnandovi molto, non ne venite fuori. Chi crede alla forza delle radici vi dirà che senza una storia comune, senza l’aggancio a certe tradizioni, la vostra vita è destinata a fluttuare senza mai poter ripiegare in un luogo sicuro. Rischiate di non avere la Heimat, come dicono qui. Per gli amanti delle radici, evidentemente, non c’è nulla di peggio che essere heimatlos.

Non so. Secondo me al peggio non c’è mai fine, tanto per dire le cose come stanno, e non avere radici, essere un po’ déraciné, ha anche i suoi vantaggi. Non avessi coltivato negli anni la mia modesta sradicatezza, se fossi sempre rimasto dove sono nato, probabilmente adesso sarei disoccupato, non avrei collezionato esperienze interessanti e non me ne starei insomma davanti a quest’albero che posso almeno vedere, anche se non lo posso toccare, né salirci sopra.

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