Mettere il carro davanti ai buoi

Benko

Talvolta il corso degli eventi può prendere un andamento paradossale. Capita così che il risultato di una decisione – ad esempio edificare in una zona strategica della città un nuovo centro commerciale – non discenda da un proficuo e largo dibattito sulla sua necessità, poiché tale necessità è semplicemente presupposta o data per scontata.

Il paradosso non è sfuggito ad un gruppo di cittadini – il cui esponente principale è il fioraio e attivista pentastellato Rudi Rieder, anche se si dichiara di non obbedire a una logica partitica – che ha deciso così di ricorrere in extremis ad uno strumento di partecipazione civile previsto dall’ordinamento comunale al fine di porre nuovamente in evidenza proprio quelle domande che avrebbero dovuto ricevere una risposta prima ancora di aprire una discussione, e una competizione, sull’entità dei progetti in questione. Si tratta in realtà di domande che ognuno, leggendole, potrebbe giudicare tranquillamente preliminari e ciò acuisce lo smarrimento di fronte al fatto che siano state praticamente oltrepassate: Bolzano ha davvero bisogno di un centro commerciale, e in caso affermativo, di quali proporzioni? E’ davvero la soluzione giusta per valorizzare la città e in particolare il quartiere della stazione? Quali ripercussioni potrebbe avere sugli esercizi già esistenti nella zona?

Il gruppo ha già raccolto le cinquecento firme necessarie per aprire un pubblico dibattito, ma la sensazione che ormai sia troppo tardi – ieri rafforzata al di là delle rassicurazioni – non fa che rinnovare i dubbi riguardanti la procedura complessiva con la quale si è arrivati ad ignorare tali istanze preliminari. Sarebbe insomma stato opportuno operare in senso esattamente contrario a quello prescelto, anche per depotenziare la voce di chi, stavolta non senza ragione, magari continua a pensare che l’interesse pubblico, da ritenere senz’altro primario allorché si parla di progetti così impattanti nel contesto urbano, non venga subordinato invece sistematicamente agli interessi di quei privati abili a sostituirsi alla politica intesa come governo della società.

Sarebbe utile se l’amministrazione cittadina recepisse la critica metodologica, in modo da tenerne almeno conto in futuro. Ogni pianificazione di sviluppo ha bisogno di essere discussa in primo luogo a partire da una seria e approfondita ricerca concernente le esigenze alle quali deve corrispondere. Mettere il carro davanti ai buoi non è mai stata una buona tecnica per arare con successo i campi.

Corriere dell’Alto Adige, 1 novembre 2104