Un positivo effetto collaterale

Vespa Kompatscher Caso

Imbarazzante. Non esiste altro aggettivo per descrivere quanto accaduto nella puntata di “Porta a Porta” andata in onda lunedì 13 gennaio, nella quale Arno Kompatscher, il nuovo presidente della provincia autonoma in collegamento da Bolzano, è praticamente stato messo alla gogna in quanto considerato colpevole di gestire, secondo la vox populi tanto diffusa quanto superficiale, un ingiustificato fiume di denaro pubblico. E aveva davvero il suo bel da fare, il nostro Arno, a ribattere contro la superficialità di certe accuse – da voi le badanti sono gratis, si elargiscono contributi persino per decorare di gerani le finestre –, difendendo il valore di un’amministrazione virtuosa e le ragioni storiche della sua specialità. Il giudizio, sommario e formulato senza confrontarsi con i fatti, era già stato confezionato: avete (cioè abbiamo) troppi privilegi, la musica dovrà cambiare.

In realtà, la trasmissione di Bruno Vespa almeno un effetto positivo – ancorché involontariamente – l’ha raggiunto. E’ proprio adoperando in modo palesemente errato lo strumento del servizio pubblico, del quale egli dovrebbe essere tutore, che gli altoatesini, senza distinzione di lingua, l’altra sera hanno compreso come l’autonomia sia un bene prezioso, da apprezzare e tutelare comunemente dagli attacchi ai quali viene ripetutamente sottoposto. Il sindaco Spagnolli, captando e sintetizzando questo sentire diffuso improvvisamente esploso davanti ai teleschermi, ha per esempio affermato: “Bruno Vespa fa parte di quella malsana abitudine di martellarsi sui genitali (ma l’espressione del sindaco era un’altra, ndr) quando si sta male. Il problema è colpire la parte sana per diventare omogenei con quella malata. Gli altri, forse, non hanno i soldi perché li buttano via. Kompatscher ha fatto male ad andare alla puntata, Durnwalder non sarebbe mai andato. Vespa ieri ha fatto populismo, non pubblica informazione. Pensare di pagare il canone per quelle robe lì è sconcertante”. Persino ai simpatizzanti di partiti di centrodestra, dunque più inclini a reagire istintivamente adottando il punto di vista dei supposti interessi nazionali, le labili argomentazioni antiautonomistiche sono sembrate sfocate e degne di biasimo.

Ora, proprio in considerazione dell’effetto collaterale citato, quello cioè relativo all’emersione di un “patriottismo dell’autonomia” trasversale e interetnico, è possibile dire che l’ultima parte del giudizio dato da Spagnolli è errato. Kompatscher non ha fatto male ad andare alla puntata, perché è proprio facendo esperienza di situazioni del genere che noi possiamo comprendere quanto lavoro ci sia ancora da fare per cementare il senso di collettiva appartenenza ai destini della nostra provincia, valutando quindi meglio i rischi che giungono dall’esterno. Al contrario, chiudersi ancora di più, rinunciare al confronto, significherebbe avallare la teoria di un’autosufficienza che potrebbe solo contribuire a rafforzare la sterile posizione degli isolazionisti.

Corriere dell’Alto Adige, 15 gennaio 2014

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7 thoughts on “Un positivo effetto collaterale

  1. Sono davvero d’accordo. Recentemente un caro amico mi ha fatto notare proprio questo: non abbiamo saputo (o voluto) raccontare e comunicare la nostra storia, la nostra tipicità e la nostra autonomia. Ci è voluta una romana (adottiva sudtirolese) per raccontare cos’è l’Alto Adige. Mi riferisco naturalmente a Eva Dorme di Francesca Melandri. È tempo di aprirsi. È tempo di confronto.

  2. Ha fatto benissimo ad andare e sono molto dispiaciuta per come Vespa lo ha trattato. Ma è proprio vero, molte volte da situazioni apparentemente negative scaturisce l’effetto positivo. Noi in Alto Adige di tutte le etnie eravamo, TUTTI, con Kompatscher. E il signor Vespa ha fatto il suo tempo….è ora di andare. Impari anche a pronunciare i nomi, dovrebbe far parte del suo mestiere.

  3. Concordo con ciò che ho letto, è stato un preciso “cecchinaggio mediatico”, il fine Tafazziano stava meramente nella volontà di mescolare le carte in tavola, confondere ciò che sta succedendo in un’altra Autonomia quella Siciliana con “furti e sprechi” veri e certificati, ma l’analogia etimologica della parola Autonomia, non è sufficiente per rapportare due Regioni con due modi totalmente diversi di amministrare la cosa pubblica.

  4. Sig. Vespa vada in pensione che è meglio! Questa si vede subito che è una trasmissione architettata
    ad arte per dare un’immagine completamente falsata e distorta di ciò che è effettivamente
    l’Alto Adige.

    Il lavoro fatto dai politici sudtirolesi (e anche trentini) è semplicemente da elogiare. Offrire e garantire servizi e qualità di vita ai cittadini non sono uno spreco di denaro pubblico, ma un suo giusto uso(scuole e ospedali efficienti, strade ben tenute, rispetto dell’ambiente, ordine pubblico). Nei Paesi scandinavi, per esempio, sono uno standard, NON spreco!!!
    E poi, da non sottovalutare, l’alto grado di operosità della popolazione locale.
    Tutto ciò il risultato di questi fattori, altro che Paese del Bengodi!!!

    Da biasimare come sempre, sono le altre Regioni , la cui situazione politico-amministrativa è a dir poco a livello fallimentare, senza considarare il loro alto grado di corruzione, giochi di raccomandazioni, furti DOC e sprechi a 360 gradi.

  5. Vespa e i suoi tirapiedi parlano a vanvera.. dovrebbe cominciare a pensare alla pensione invece che fare demagogia superficiale su una realtà politico-amministrativa in cui lui non è coinvolto e della quale non sa praticamente nulla.. mi spiace dirlo ma se i governatori dell’alto adige si fossero comportati come quelli dello stato a Roma saremmo nelle stesse condizioni del resto della nazione.. Contro Kompatscher una gogna vergognosa, la RAI si scusi o l’alto adige smetta di pagare il canone.

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