Fascismo, un confort millantato

Candidati che in campagna elettorale la sparano grossa. Normalità. Chi oserebbe sottrarsi all’impulso di dire qualcosa che attiri l’attenzione, che colpisca in modo esemplare l’immaginazione? Ma l’esemplarità non si esaurisce quasi mai nel ridicolo “choc” che osserviamo imperversare nei titoli dei giornali, come fosse davvero preceduto dal sostantivo “dichiarazioni” e non da una spaventosa “noia”. Perlopiù si tratta di luoghi comuni, i più duri a morire. Frasi buttate là tanto per dire, fra sospiri, gemiti o sbotti travestiti da effetti pirotecnici per un’intervista, i microfoni puntati sotto al naso.

Sul fascismo i luoghi comuni abbondano nella loro sfumatura consolatoria e finiscono quasi tutti in braccio all’espressione “italiani brava gente”. È un topos al quale ci si abbarbica persino in flagranza di abominio: “si stava meglio quando si stava peggio”, “i treni arrivavano in orario”, “allora si poteva dormire con le porte aperte” (da quest’ultimo Leonardo Sciascia ha ricavato anche un formidabile romanzo). Ultimamente, però, ne abbiamo ascoltato uno che ha trovato la maniera di essere applicato in una sua variante altoatesina: “il fascismo ha fatto anche tante cose buone”. E tra le cose buone fatte dal fascismo, per venire a quanto dichiarato da Michaela Biancofiore, le canalizzazioni, i gabinetti domestici e le autostrade. Sì, persino le autostrade, nonostante la prima autostrada italiana, quella “del sole”, sia stata realizzata tra il 1956 e il 1964, mentre quella “di casa”, del Brennero, risalga ai primi anni Settanta, cioè l’epoca in cui è nata Biancofiore.

Si tratta solo di menzogne, dunque? No. C’è qualcosa di peggio. Ogni luogo comune vampirizza anche una parte di verità estratta dal proprio contesto. Nel caso delle affermazioni pronunciate da Biancofiore abbiamo così a che fare con menzogne credute vere da tante persone, e in un modo talmente tenace da resistere a qualsiasi tentativo di confutazione. Servirebbe a poco, insomma, cimentarsi in una puntuale opera di correzione, magari per sentirsi confinare nel ruolo di insopportabili maestrini. Ciò che però non può essere davvero taciuto, anche se ci costringe a specchiarci in qualcosa di molto spiacevole, è il “razzismo culturale” che continua ad affacciarsi da quelle parole.

L’immagine del povero bambino sudtirolese minacciato dalla polmonite, in quanto appartenente a un modello culturale primitivo e privo di bagno, bambino dunque “salvato” dai servizi sanitari del regime, è ributtante perché avvolta nella retorica civilizzatrice di un confort millantato per relativizzare una stagione di barbarie politica.

Corriere dell’Alto Adige, 8 febbraio 2013

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8 thoughts on “Fascismo, un confort millantato

  1. Certo il fascismo ha avuto alcuni meriti, come tra l’altro l’alfabetizzazione degli italiani, certo non dei tirolesi. Una delle tragedie di Mussolini fu il suo vano sogno imperialista. La Francia come potenza colonizzatrice ed anche gli inglesi si potevano sopportare per un po’ fino ad un certo punto.. Non erano altruisti ma portavano non solo schiavitù ma anchr progresso, ed sotto un certo profilo civilisazzione ai territori conquistati. Scuole, università, ospitali.Ma gli italiani?La pasta alla puttanesca?

    E poi ll Tirolo ed anche la sua parte meridionale non fu il nord africa. Appartenva e tutt’ora appartiene ad una cultura con tanto di università, ospitali ed autostrade. Si puo apprezzare o meno questa cultura, ma la sua capacità chiamiamo la logistica certo non e seconda a quella italica. Ed ancora meno lo fu nel 19.

    Per essere polemico e giocare per un momento l’argomento cretino della signora: Se Mussolini non avrebbe costruito autostrade, binari, ospitali bonificati palludi malariche a Bolzano, l’avrebbe fatto il signore baffuto. Probabilmente meglio. Ansi certamente. Non mi pare che Innsbruck, Klagenfurt ecc, che non potevano mai godere il genio del Duce si trovino nello stato di degrado evidente di moltissimi città italiane, per fare un esempio o due Torino e Milano. Poi parliamo di Roma in giù. In verità non grazie a Hitler ma lui malgrado.

    Parlare stronzate di cose successe 90 anni fa non aiuta a migliorare la convivenza. A volte le stronzate arrivano da destra a volte da sinistra. Ma non sono questi buffoni che giustificano ed ormai rendono necessario la ricompattazione del Tirolo, ma i Monti di turno che mettono in dubbio il ruolo dell’Austria come Schutzmacht.

    Il primo passo sarà concedere la doppia cittadinanza a tutti i tirolesi anche quelli italofoni che la richiedono. Non possiamo lasciare il destino dei nostri paesan – siamo austriaci ad entrambi i lati del Brennero, vi piacqua o meno – in mano a gente del genere. Non parlo della signora insignifcante qui sopra ma appunto di Monti e i suoi compari, i Scalfaro, i Napolitano.

  2. “Certo il fascismo ha avuto alcuni meriti, come tra l’altro l’alfabetizzazione degli italiani, certo non dei tirolesi.”

    E tu saresti alfabetizzato?

  3. “Il primo passo sarà concedere la doppia cittadinanza a tutti i tirolesi anche quelli italofoni che la richiedono.”

    No. Io voglio la doppia cittadinanza retica e sannita.

  4. Comunque l’autostrada Milano -Laghi costruita da Puricelli nel 1923 è considerata la prima del mondo .Non costituisce un demerito

  5. La soluzione per risolvere definitivamente la questione del Monumento alla Vittoria di Bolzano non é il suo abbattimento ma una reale e approfondita conoscenza della simbologia e dell’origine del fascio littorio.

    Il fascio littorio (fascio di verghe con ascia nel mezzo) é un simbolo dell’antica Roma tardo monarchica, repubblicana e imperiale e rappresenta il piú alto grado di potere esercitabile nella gerarchia dell’antica Roma: questo massimo potere prendeva il nome di “imperium”. L’imperium era dunque il piú alto grado di potere (superiore alla auctoritas e a alla potestas) e aveva un carattere militare. Ma adesso arriviamo al nocciolo in merito alla origine del fascio littorio. Il fascio littorio e il potere maggiore che rappresenta (l’imperium) non era originario dell’antica Roma ma era di origine etrusca. Gli storici Dionigi di Alicarnasso, Tito Livio, Floro e Strabone attestano l’origine etrusca dei fasci littori mentre Silio Italico specifica che la prima cittá ad introdurre l’uso dei fasci littori é stata l’etrusca Vetulonia. Proprio a Vetulonia é stato rinvenuto nel 1898 un fascio littorio in metallo risalente al periodo etrusco. Esistono anche altri reperti archeologici etruschi raffiguranti il fascio.
    La popolazione originaria di quella regione alpina comprendente il Tirolo storico (Nordtirolo, Sudtirolo e Trentino), i Grigioni e l’Ampezzano erano i Reti. Infatti questa macroregione alpina veniva anticamente denominata Rezia. I Reti, presenti sulle alpi centro-orientali ben prima della occupazione romana, erano di stretta origine etrusca. Gli storici Plinio il Vecchio e Tito Livio attestano l’origine etrusca dei Reti: specificamente viene attestato che i Reti sono etruschi rifugiatisi sulle alpi in seguito a invasioni celtiche della pianura padana. Inoltre l’alfabeto retico risulta essere di stretta derivazione etrusca e il linguista Helmut Rix ha categorizzato la lingua retica e la lingua etrusca in una stessa categoria linguistica chiamata categoria delle “lingue tirseniche”.
    È inoltre noto che gli idiomi romanci detti anche reto-romanzi (per esempio il ladino dolomitico) costituiscono le lingue piú originarie e antiche dell’area alpina centro orientale e il linguista Isaia Ascoli ha identificato nel ladino la sovrapposizione del latino su un protolinguaggio retico.
    Ne deriva che essendo il fascio littorio di derivazione etrusca e essendo l’originaria popolazione dell’odierna regione corrispondente al Tirolo storico la popolazione Retica che come si é visto é di origine etrusca, il fascio littorio puó essere considerato come storicamente connesso a questa regione alpina. Dunque se si spoglia il Monumento della sua valenza politica moderna (fascista) e ci si ricollega al significato originariamente etrusco(retico) del fascio littorio nella sua valenza simbolica e storica originaria penso che si possa risolvere la questione.

  6. @ Andrea
    Lol! Ma tu davvero ritieni credibile e non strumentale oltre ogni limite ciò che hai scritto? 🙂

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