Ampie garanzie

«Noi abbiamo gradito anche se non era quello lo scopo dell’incontro. Il nostro obiettivo, e per questo che abbiamo accolto il suo invito, era parlare di politica. Gli abbiamo detto che occorre fare una riflessione seria su come far tornare a vincere il centrodestra e su questo abbiamo ricevuto ampie garanzie». [Ignazio La Russa]

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4 thoughts on “Ampie garanzie

  1. E come si fa a far vincere nuovamente il centrodestra? Semplice: prometti di abbassare le tasse da una parte, gridi al complotto dei giudici comunisti dall’altra, sacrifichi una o due “mele marce” tanto per ricostruirti l’imene politico: e il gioco è fatto.
    Senti, Gabriele, tu che sei da quelle parti: ci sono dichiarazioni in merito del pupillo di Gasparri e La Russa in salsa bolzanina? Quello che qualche mese fa diceva “basta con le veline, i raccomandati e i ladri”. Qualcuno sa cosa ne pensa? Cosa vuol fare? Se si vergogna almeno un pochino?

  2. Beh, deve pure tenersi stretto un certo elettorato italiano destrino, sennò chi lo vota più davvero? Anche se ultimamente faceva l’ecumenico, votava come la Svp, elogiava l’autonomia… Boh!

  3. L’unica fortuna di questa gente è che i suoi elettori sono come o persino peggio di lui (e quindi è probabile che lo rivoteranno). Cito Serra, mutando l’indispensabile:

    Io questo Giorgio Holzmann lo conosco. E lo conoscete anche voi. Lo abbiamo visto dietro il bancone di un bar. Alla guida di un autobus. Alla cassa di una pescheria. In coda all’ufficio postale. È un normotipo popolare italiano. Giorgio Holzmann è uno di noi. La parola “casta” è perlomeno fuorviante. Lascia intendere che esista un ceto parassitario alieno alla brava gente che lavora, quasi una cricca di invasori. Purtroppo non è così. Tra casta e popolo c’è osmosi, e un continuo, costante passaggio di consegne. Holzmann non nasce ricco e non nasce potente. Holzmann è un prodotto della democrazia. Molti italiani che oggi sbraitano contro la casta, ove ne facessero parte, sarebbero identici a Giorgio Holzmann, per il semplice fatto che sono identici a Giorgio Holzmann anche adesso. Non si cambia un paese se non cambia il suo popolo, non migliora un paese se non migliorano le persone, la loro cultura, le loro ambizioni. Il mito della “democrazia diretta” non mi cattura perché non tiene conto di un micidiale dettaglio: se a decidere direttamente chi dovrà rappresentarli sono i Giorgio Holzmann, eleggeranno in eterno Giorgio Holzmann.

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