Il nuovo che avanza

Si annunciano tempi foschi per il futuro della “nuova” politica locale. Già qualche mese fa, Pius Leitner – storico leader dei “blu” – aveva consegnato il timone del partito alla più combattiva e “indirndlandata” Ulli Mair; l’operazione hardcore è adesso ulteriormente compiuta mediante la nomina del ventiseienne Michael Demanega a segretario generale del partito. Chi è Michael Demanega? Per dirlo con le categorie habermasiane messe a punto da Hans Karl Peterlini (cfr. Heimat zwischen Lebenswelt und Verteidigungspsychose) a proposito del discorso pubblico sudtiroelse, Demanega è un giovane invasato che vive di conati sistemici rivolti contro la Lebenswelt nella quale è cresciuto (viene da Salorno, un luogo in cui la sindrome del confine è percepita evidentemente al pari di una cicatrice sulla pelle). Mettendo in conto che tra le nuove leve della politica locale ci sono anche gli sconclusionatissimi “Pirati” (in sostanza la versione locale e tedesca dei “grillini”), la discesa in campo di questo “neo-professionista” della politica ispirata al totem dell’etnia e al peggior “tirolesismo” è il classico colpo sulla testa dopo aver già subito un calcio nelle palle.

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9 thoughts on “Il nuovo che avanza

  1. Il Pdl è un tumore che purtroppo deve ancora essere completamente estirpato (e non è neppure detto che sia possibile, visti i danni già compiuti). Ma a quanto ne so, lei simpatizzava o comunque non era in grado di esprimere compiutamente, nei confronti del Pdl, l’antipatia che oggi viene qui a millantare.

  2. Il Demanega, ennesima vittima dell’imperativo della contrapposizione esclusiva che genera odio nei confronti delle proprie identità plurali, ha recentemente attaccato rabbiosamente Alexander Langer (probabilmente dispiaciuto del fatto di non poterlo fare mentre questi era ancora in vita), tanto che persino un commentatore del sito dei Freiheitlichen si è sentito in dovere di invitarlo ad abbassare i toni.
    La destra radicale sudtirolese, condannata per sua natura al continuo rilancio, all’escalation senza fine, corre verso nuovi picchi del grottesco, o nuove sciagure, o entrambe le cose. Si vedrà.

  3. “È ancora polemica dopo l’annuncio, dato dal vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini, che in autunno apriranno anche a Salorno le prime classi elementari plurilingui con le nuove metodologie di insegnamento veicolare della seconda lingua. Mentre nel gruppo italiano si registra un consenso pressochè trasversale (Lega compresa), nel gruppo tedesco c’è la ferma opposizione dei Freiheitlichen. «Soprattutto a Salorno – commentano il consigliere comunale Arno Mall e il rappresentante dei giovani MICHAEL DEMANEGA – dove il gruppo linguistico tedesco è in minoranza, queste sperimentazioni costituiscono una minaccia. È tempo che anche la Svp si interroghi sui risultati di una coalizione, a livello provinciale, con un partner di sinistra come il Pd appunto. Da parte nostra non accetteremo mai, a Salorno, progetti di questo tipo per la scuola tedesca. C’è il rischio di affossare, infatti, la nostra madrelingua. Fa specie poi che a Salorno nessuno dei consiglieri comunali, compresi quelli del Pd, parli in tedesco. Si tratta di un chiaro tentativo del desiderio di italianizzare il paese, che non intendiamo accettare».
    Di diverso avviso la Lega Nord. «Per Katrin Mall dei Freiheitlichen di Salorno l’autonomia parla solo tedesco – commenta il portavoce del Carroccio Claudio Degasperi della Lega – mentre per la Lega Nord l’autonomia é trilingue. Se nelle scuole di lingua tedesca vuole mantenere il monolinguismo faccia pure. Per noi l’autonomia é intesa anche nel diritto per le scuole italiane di scegliere il proprio percorso formativo, sia esso anche trilingue. Il metodo funziona nella scuola ladina, perché mai dovrebbe essere bocciato, per mera ideologia, nella scuola italiana? Nessuno vieta a Katrin Mall di fare la propria battaglia con il suo assessore di riferimento. Rispetti, peró, i ladini e gli italiani che hanno una visione più ampia della convivenza e delle risorse umane future. Penso che sia cieco interpretare queste scelte come un’apertura al multiculturalismo. Basta passare una domenica in Alto Adige per vedere la gente nelle stesse chiese e a tavola negli stessi masi di montagna».
    http://ricerca.gelocal.it/altoadige/archivio/altoadige/2010/05/28/AL5PO_AL506.html

  4. Se il signor Salvatore Totò Santamaria ritiene che quelli del PdL siano delle “teste di kazzo” (posizione che forse poterebbe non essere così difficile da sostenere), non ha che da esprimerlo direttamente in una riunione di quel partito, del quale, mi pare di ricordare, ha la tessera in tasca (che sia scaduta o meno, poco importa). Oppure potrebbe andare dal suo amico Giorgio Holzmann e dirglielo direttamente in faccia: parte del corpo che non si discosta poi tanto dalla sudetta testa.
    Perché lo dice qui? Cosa c’entra?

  5. Ah, mi sento comunque di dare un consiglio spassionato al signor Salvatore Totò Santamaria: precisi meglio il suo pensiero. Sa, qui, avvinta come l’edera, staziona una figura politica locale (dovrebbe conoscerla: ci è andato a Mantova alle celebrazioni hoferiane quando eravate leghisti) che ha tanti amici avvocati e ci mette poco a rivolgerle una bella querela per diffamazione. Ci ha anche un po’ gusto a fare queste cose, per cui, per il suo bene, meglio sarebbe precisare: Chi, nel PdL? Tutti? O solo qualcuno? Se la potrebbe cavare a buon meracato così, dicendo: Tutti tranne quella figura politica e i suoi amici. Ecco, così sarebbe a posto.

  6. “Basta passare una domenica in Alto Adige per vedere la gente nelle stesse chiese e a tavola negli stessi masi di montagna».”
    Das ist doch ein Bericht von 2010, nicht neueres gefunden? Und von welcher “gente” wird hier geschrieben? Wenn ich es richtig verstanden habe, hier meine Antwort:

    Vielleicht in den gleichen Kirchen, aber mit Messen in verschiedenen Sprachen,
    und auf den gleichen Almen, aber auf verschiedenen Tischen!

  7. Qualcuno mi ha fatto notare il suo articolo già tempo addietro e ne sono rimasto alquanto turbato. Parlando della nuova nomina in seno ai Freiheitlichen annovera tra l’altro la fondazione del partito pirata altoatesino tra gli eventi politici di matrice negativa avvenuti nel mese di agosto. Beh di certo la partenza non è stata ottimale. Presumo però che anche le attese dei nostri concittadini fossero alte, soprattutto in virtù dei risultati ottenuti dai colleghi tedeschi e anche di m5s (di cui lei ci considera erroneamente una propaggine). Si poteva certamente fare un copy & paste del programma pirata italiano o peggio ancora di quello germanico, ma si è optati a maggioranza di creare una scatola vuota in cui chiunque potesse presentare le proprie idee all’interno di una discussione costruttiva. La scelta operata allora può essere condivisa, discussa e/o criticata, ma mi permetto di chiederle gentilmente di enunciare meglio cosa l’ha spinta a menzionare il movimento pirata altoatesino in un articolo di cui peraltro personalmente condivido appieno il contenuto, se non fosse per quel rimando.

  8. Addirittura turbato? Suvvia.

    Io non è che annovero la fondazione del partito dei pirati tra gli avvenimenti negativi, ho detto che mi sembrava (anche a giudicare dalle prime uscite, per l’appunto) un partito sconclusionato. L’apparentamento coi grillini lo vedo nell’enfasi data alla “rete” come veicolo quasi esclusivo (se non proprio esclusivo) di comunicazione politica. Ci sono poi delle differenze, è chiaro. Faccio i migliori auguri ai pirati sudtirolesi, sperando di poterli giudicare meglio quando ci sarà qualcosa di apprezzabile da giudicare.

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