Pichler Rolle e il dubbio dei punti critici

Ogni tanto vado sulle pagine personali di Facebook aperte dai politici locali. Non lo faccio per voyeurismo, ma per conoscere la percezione che certi fatti possono assumere al di là delle dichiarazioni strettamente ufficiali. Con ciò non sto suggerendo l’idea che si tratti di un’attività del tutto innocente. Il contesto anfibio, cioè la commistione di pubblico e privato creata da tali mezzi di comunicazione, porta spesso chi ne fa uso a trascrivere le proprie opinioni senza filtri. Capita così che soltanto con rammaricato stupore – quando ormai è tardi perché molti hanno già avuto nel frattempo la possibilità di leggere lo “status” in questione – vengano avvertite le conseguenze di quanto è stato divulgato in modo forse troppo disinvolto.

Un po’ d’indulgenza, insomma, è senz’altro doverosa. Eppure, anche avendo a che fare con interventi spontanei e perlopiù del tutto privi di aspetti che i loro estensori giudicherebbero a posteriori imbarazzanti, lo strumento rimane utile per cogliere un tratto ambientale altrimenti difficile da catturare.

Recentemente mi è capitato d’imbattermi in una fotografia pubblicata da Elmar Pichler Rolle – ex vicesindaco di Bolzano e attuale capogruppo Svp nel Consiglio provinciale – che lo ritraeva davanti a una malga, sorridente e abbracciato a tre tizi altrettanto di ottimo umore. Ma è lo “status” scritto a commento della foto l’elemento più interessante: “Su una malga sopra Prati di Vizze ho incontrato Phlipp Burger, il cantante dei Frei.Wild…”. I Frei.Wild sono un gruppo rock nato a Bressanone una decina d’anni fa, gratificato da un largo successo giovanile anche a causa dei testi di sapore spiccatamente patriottico. Una dichiarazione dello stesso Burger, pubblicata in un’intervista concessa alla Sächsische Zeitung del 23 dicembre 2010, precisa senza giri di parole il risvolto politico di una così fiera Heimatliebe: “A noi non è mai interessato essere considerati italiani. È qualcosa che ci è capitato per colpa della storia. E in quanto sudtirolesi di lingua tedesca cantiamo in lingua tedesca per un pubblico di lingua tedesca”.  

Pichler Rolle racconta poi di aver parlato a lungo con l’interessante personaggio, il quale non gli avrebbe peraltro nascosto alcuni “punti critici” legati alla sua vicenda personale (“Mi ha molto impressionato e l’ho trovato veramente cool”). A questo punto rimane la curiosità di sapere in cosa consisterebbero questi “punti critici”. Lo “status” di facebook termina purtroppo senza rivelarcelo. Da parte mia, posso comunque sperare che accada presto e perciò da ora in poi continuerò a seguire Pichler Rolle su Facebook con maggiore assiduità. 

Corriere dell’Alto Adige, 4 agosto 2012

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