Dobbiamo figurarceli così

Dobbiamo figurarceli così, quando di tanto in tanto si ridesta in loro, chissà mai perché, l’ispirazione di essere gli eredi di una tradizione ancora ininterrotta, e tra un gas in lenta ascesa e un altro in dolorosa discesa – nei meandri di un corpo impegnato in faticosa digestione – è lo spirito quello che credono di poter alfin esalare. E allora un colpo di tosse un po’ più forte degli altri già solleva le polveri – che sono notoriamente un impasto finissimo di frammenti di pelle, unghie e fibre di vestiti, anche se danzano smosse nel sole – dai tomi mai letti e finiti in soffitta trenta o cinquant’anni prima: “… bisogna nella generazione che succede giovane istillare gli antichi documenti” (G. Carducci, A Fucecchio in un banchetto per Giuseppe Montanelli, in Prose di Giosue Carducci MDCCCCLIX-MCMIII, Zanichelli, Bologna 1905, p. 1207). Al rinvenire delle “solite polemiche” faranno poi una faccia affranta e pensierosa. Finché il sospirato rutto e la sospirata scorreggia non li liberino da ogni impettito affanno.   

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8 thoughts on “Dobbiamo figurarceli così

  1. Polemica sterilissima… Qui di seguito spiego la proposta bipartisan di PD – PdL e la mia… Ciao

    SCUOLA, BERTOLDI (VIS-PdL): “BENE INSEGNAMENTO INNO, LUNEDÍ ANCHE CANTATO.”
    In questi giorni passerà al vaglio della Commissione cultura della Camera dei Deputati e poi a quello dell’aula di Montecitorio la proposta trasversale di insegnare nelle scuole primarie e secondarie di primo grado l’Inno nazionale. Il Canto degli Italiani é una poesia dedicata all’Italia da Goffredo Mameli che tende a rispettarne più che dignitosamente ogni peculiarità territoriale, le polemiche sono superflue in quanto l’Inno oltre a rappresentare comunque tutti, anche in caso contrario come per le minoranze non é di certo dannoso se viene studiato, ma é pur sempre un arricchimento culturale.
    Quindi in Alto Adige (dove vivo), come in Sardegna non ha senso che i leader dei partiti autonomisti locali gridino denunciando la violazione degli Statuti speciali o delle Autonomie, poiché lo studio di un brano non viola ovviamente nulla.
    Infine propongo che in tutta Italia in tutte le scuole, come accade nei college americani, il lunedì mattina gli studenti si fermino all’inizio della giornata per cantare ciò che a livello canoro rappresenta il proprio Paese, sarebbe estremamente educativo e formativo per i futuri cittadini. Chi non sente l’Inno come proprio, può liberamente evitare di cantarlo.
    Soprattuto nelle scuole di lingua italiana della Provincia di Bolzano questa sarebbe una pratica utile per ricordare agli Italiani la propria appartenenza, mentre per quelle di lingua tedesca andrebbe lasciata libera scelta ai singoli Istituti.

    Cordialmente,

    Alessandro Bertoldi
    Presidente nazionale
    Voce dell’Italia
    VIS studentesca

    Organizzazione studentesca del Popolo della Libertà

  2. >poiché lo studio di un brano non viola ovviamente nulla.

    E’ proprio questo il punto: studiarlo criticamente operandone una contestualizzazione storico-sociale, come dici tu, non viola nulla. Ma questo non avrebbe nulla a che fare con il sentimento d’appartenenza degli “Italiani della Provincia di Bolzano” a cui miri…
    Quel che proponi tu, cioè di fatto obbligare le scuole di ogni grado a cantarlo il lunedì mattina sarebbe un’imposizione culturale bella e buona. Pertanto inaccettabile. Soprattutto in Sudtirolo: se ti piace cantalo tu e non scocciare gli altri…

  3. Bei aller Sympathie für Italien. Das Mameli Gstanzel ist einfach, wie soll man sagen, inakzeptabel. Dass sie klingt wie der Einzug der baiazzi in die Manege, wär ja noch zu verkraften. Schade eben, dass ein Volk begnadeter Musiker nix besseres zu bieten hat, aber nicht mehr als schade für sie.

    Aber spätesten bei der fünften Stophe hört der Spaß auf, mit einer wenig netten aber nicht misszuverstehenden Anspielung auf die Potenz der Crucchi, wird da ihr Wappentier gerupft, und ihnen gemeinsamer Kannibalismus mit den wilden Horden aus dem Osten unterstellt. Dagegen ist Facette nera ein liebliches Nina Nana.

    Ein Kompromiss wär den aktuellen Text der dritten Strophe der Haydnhymne zu der lächerlichen Musik der fratelli zu spielen:

    Deutschland, Deutschland über alles, ….von der der Etsch (sic!) bis an den Belt

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