Un museo che non sia criptato

Non bisognava certo essere dei geni per capirlo [QUI]. Una volta apposte tutte le firme necessarie per dare il via libera all’allestimento di un piccolo museo interrato nella cripta del Monumento alla Vittoria, ad opporsi sono rimaste soltanto quelle minoranze di stolidi (sia italiani che tedeschi) contrarie a qualsiasi operazione di storicizzazione e musealizzazione perché fondamentalmente ancora prigioniere di un cono d’ombra impastato di rancore e malcelato spirito di rivalsa. Tra un anno – quando, come previsto, il museo verrà aperto al pubblico – di questi estremisti rimarranno soltanto sparute propaggini. Ma non avranno più nessuna scena sulla quale esibirsi, non avranno più un pubblico a cui rivolgersi e non godranno più dell’attenzione degli organi di stampa fin troppo a lungo lucrata. Che il museo nella cripta possa rivelarsi tutt’altro che un museo criptato, dunque. Ma un convincente e luminoso segno di un passato finalmente passato.

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