Una questioni di stile, ma non solo

Con il cambio di governo appena avvenuto, e prima ancora di poter saggiare i suoi primi passi, non pochi osservatori politici hanno rilevato come sia il profondo mutamento sul piano dell’immagine a costituire già il punto di discontinuità più rilevante rispetto al passato. E questo proprio perché lo stile così inappariscente e compassato che caratterizza il nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti, è intonato a quei principi etici trascurati e persino irrisi dall’opera del suo predecessore.

Trovandoci ad assistere a questi accadimenti dalla nostra posizione particolare – cioè al confine tra due mondi culturali, quello mediterraneo e quello mitteleuropeo, che durante la lunga stagione del “berlusconismo” si sono per molti versi sensibilmente allontanati – possiamo senz’altro salutare positivamente una tale innovazione stilistica. Infatti, anche se il progressivo crollo di credibilità mostrato dai mercati nei confronti delle nostre istituzioni non è solo da attribuire ai molti difetti incarnati da Silvio Berlusconi, la qualità dei comportamenti pubblici e privati, giustamente ritenuti appropriati al ruolo di un leader, rappresenta un capitale irrinunciabile per un Paese che non voglia essere trattato dall’alto in basso dai suoi partner di riferimento. E questo ovviamente vale per gli altri stati europei ma anche per la nostra piccola e autonoma provincia, sempre percorsa da fremiti di superiorità e di malcelata soddisfazione ogni qual volta il resto dello stivale si copre di ridicolo o affonda nel fango.

L’orientamento ideale del Corriere dell’Alto Adige è notoriamente molto distante da qualsiasi rivendicazione di tipo nazionalistico o di retorico patriottismo. Ma il senso per la dignità e il rispetto della nazione – anche in merito al contributo dato allo sviluppo di questo suo estremo lembo di terra e nella prospettiva di un’auspicabile unificazione continentale – costituisce la garanzia di un’armonica integrazione delle nostre articolate specificità identitarie. Quando questo senso viene a mancare – negli ultimi tempi ne abbiamo avuto la sofferta prova – si originano spinte centrifughe basate ancora una volta sul rancore o la supposizione di meriti e demeriti univoci, tutti fattori di sicuro impoverimento collettivo.

Augurando quindi al senatore Monti che il suo lavoro possa incidere positivamente sul quadro generale dei gravissimi problemi economici e finanziari che dovrà affrontare, intanto ci contentiamo che il benefico effetto della sua responsabile presenza possa riverberarsi anche un po’ dalle nostre parti, restituendo all’Italia e agli italiani qualche frammento di considerazione perduta. Non si tratta di un progresso da poco.

Corriere dell’Alto Adige, 24 novembre 2011

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8 thoughts on “Una questioni di stile, ma non solo

  1. Propongo l’ambito premio di “lecchino d’oro” (ambito e conteso da molti giornalisti della “Stampa” e di “Repubblica”, per esempio), all’estensore di questo articolo.
    Per fortuna non ha raggiunto i temi parodossali e ridicoli dei suoi colleghi più accreditati, però si è piazzato da quella parte che va per la maggiore.
    Descrivere come Monti vada a messa, mani nelle mani, con la consorte o che vada a vedere
    la mostra pittorica nelle Scuderie del Quirinale ci frega poco.
    Quando invece, prima di entrare nelle suddette Scuderie, porge il famoso loden nelle mani della guardarobiera ci riempie l’animo di gaudio e di soddisfazione.
    Dove cazzo lo doveva lasciare questo prezioso capo di abbigliamento? Per terra? Boh.
    Piuttosto a noi serve sapere quale fine ci aspetta; dopo una decina di giorni dalla nomina tutte le ambasciate d’Europa conoscono i provvedimenti che prenderà il nostro Premier, noi, diretti interessati, siamo appesi al filo della speranza, ansiosi di sapere quel famoso cetriolo dove andrà a piazzarsi.

  2. Non credo che all’Alto Adige (o almeno a gran parte dei suoi abitanti) stia a cuore l’onore e la considerazione che possano avere gli italiani all’estero.
    Lì c’è un popolo a parte che se ne frega delle condizioni economiche della Nazione perchè, nel loro piccolo, vivono bene e non vogliono mischiare i loro problemini con quelli, più grandi, dei quali sono assillati il resto degli italiani.

  3. Grazie Angelo. Il tema dell’articolo – forse t’e’ sfuggito – e’ la sospensione momentanea delle pernacchie dall’esterno (quindi anche da qui) rivolte quotidianamente all’indirizzo del governo italiano targato Berlusconi (e dunque anche alla maggioranza degli italiani, che se l’erano scelto). A Monti, dicevo, dobbiamo questa sospensione. E concludevo: non e’ poco.

  4. Per Angelo 41 – Intanto abbiamo il passaporto italiano ed ovunque ci moviamo siamo considerati degli italiani. Ci pensi. Saluti

  5. Chissà perché fra gli italiani non altoatesini la percezione del Sudtirolo oscilla tra due estremi: o le invettive contro i crucchi perché sputerebbero nel piatto dove mangiano, anche espresso in forme più politicamente corrette di questa ma anche no, oppure, come è dato sentire in area leghista o para-leghista, grotteschi osanna alla destra tedesca locale perché “loro sì che sanno come si fa la secessione”. Una sana via di mezzo, o meglio una visione realistica basata sulla conoscenza dei fatti è rara, riservata a una sparuta élite, quella che un tempo si sarebbe chiamata la borghesia colta.
    Perdonami, gadilu, se negli ultimi tempi sono diventato un discreto produttore di OT 🙂

  6. Ero entusiasta per Monti, sperando che potesse ridimensionare la casta e poi iniziare un cammino di moralità che parte proprio dal pubblico; il “popolo” o almeno quello che ragiona con la propria testa, quello che paga le tasse ed è disposto ai sacrifici, lo avrebbe seguito…avremmo provato a sperare che anche gli italiani furbi avrebbero capito che è ora di passare alla intelligenza, altrimenti a forza di furbate andremo tutti all’aria, come di fatto siamo sià, un paese che crolla dappertutto….senza anima……ma ora questi tentennamenti mi fanno capire che si sta rassegnando all’inevitabile…gli italiani hanno bisogno di finire a terra nella melma della povertà per rialzarsi…ma qui a Bolzano la storia di Monti non importa granchè…gli appartamenti costano ancora il doppio di una regione vicina come il Veneto..costano come a Roma, dove notoriamente la laboriosità ministeriale prevale su tutto…..

  7. anche se il profondo sollievo della dipartita del “tappo del governo” non ci ha concesso la festa che avremmo immaginato qualche tempo fa, il senso di liberazione è grande.
    Riscopriamo anche forse come estetica ed etica non siano così lontane, ma come il legame profondo sia tutt’oggi vitale. Come può essere autorevole chi punta sulle istanze più basse di un popolo, che dico, della gente? Autorevolezza è precisamente uno di quei termini che legano le forme alla sostanza.
    Adesso le critiche al governo non potranno che spronare il nuovo premier a procedere in modo deciso. Se tagliare si deve che lo si faccia senza tentennamenti.
    Comunque è vero che gli italiani devono trovarsi col culo per terra per rialzarsi e forse è vero anche che non sanno governare.. che insomma il cammino verso una piena democrazia è ancora considerevole..
    Forse l’arte e la creatività hanno a che fare con la democrazia? Forse la libertà ha a che fare con la responsabilità?

  8. Obbligato a trattenere le lacrime,visibilmente turbato dalla commozione chiedo umilmente di fare Seppuku

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