Dalla tragedia alla farsa (o viceversa)

Sempre in bilico tra il commentare certe notizie o consegnarle immediatamente all’oblio che certamente si meritano, dedico oggi un paio di righe all’ennesima puntata del “conflitto etnico rappresentato” che costituisce da anni uno dei miei privilegiati e forse (anzi: senza forse) masochistici temi d’indagine. In questo caso abbiamo a che fare con il diarietto (giunto alla seconda edizione) pubblicato da Süd-Tiroler Freiheit – un documento di risibile patriottismo infantile, infarcito di informazioni tendenziose e superficiali su aspetti largamente emotivi e destinato al consumo di ideali nazionalistici o micro-nazionalistici da parte di adolescenti di scarsa estrazione culturale – recentemente fatto oggetto di una interrogazione parlamentare ad opera della deputata Michaela Biancofiore (PDL) e, tanto per rincarare la dose, tematizzato anche da una lettera del Ministro degli Esteri Franco Frattini al collega Maroni (Ministro dell’Interno e, tanto per gradire, rappresentante di vertice di un movimento periodicamente secessionista seppur al governo). A parte gli spetti grotteschi e deprimenti che contraddistinguono questa vicenda, bisogna qui segnalare la pronta risposta di Sven Knoll, Consigliere Provinciale di Süd-Tiroler Freiheit, che ovviamente non aspettava di meglio (“Il fatto che il Ministro degli Esteri chieda di sequestrare il diario dimostra che per quanto riguarda la libertà d’opinione in Italia siamo rimasti ai tempi del Duce”), facendo poi notare en passant che se della cosa addirittura è la Farnesina a doversene occupare, significa davvero che il Sudtirolo è (giustamente, dal punto di vista di Knoll) da considerare a tutti gli effetti un Paese straniero. Apprezzata la battuta, rimane un dubbio che estendo ai miei concittadini sudtirolesi (di lingua italiana e tedesca): è meglio avere come attuale Ministro degli Esteri uno come Frattini, che fa il censore di diarietti, oppure preferite come possibile futuro Außenminister uno come Knoll, che quei diaretti li fa stampare? In altre parole: gradite di più la tragedia o la farsa?

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2 thoughts on “Dalla tragedia alla farsa (o viceversa)

  1. Auf der Rückseite des Voll-Tiroler Merkhefts kann man einen Ausschnitt einer Holztüre mit einem herzförmigen Guckloch sehen. So eine Türe wird oft für das stille Örtchen verwendet. Da man durch dem herzförmigen Ausschnitt eine grüne Landschaft sehen kann, muss man sich als Betrachter im Inneren vorstellen.

  2. Alos ich denke, Frattininist so ungeeignet, Italien in der Welt zu vertreten wie Knoll ungeeignet wäre (ist), Südtirol zu repräsentieren. Das “Kleine” und das “Große” sind oft dasselbe….

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