Ci tocca riscoprire la politica etnica

Di fronte alle accuse di “buonismo” che ci vengono tranquillamente rivolte dai sedicenti “cattivisti” – in realtà si tratta di emerite teste di cazzo, tutte molto “di classe”, e le riconosci già all’edicola perché hanno un foulard legato al collo e comprano o IL GIORNALE o LIBERO o LA PADANIA – finisce che ci tocca riscoprire il razzismo e tutta quella vecchia politica etnica contro la quale ci siamo incautamente schierati da quando abbiamo deciso d’impegnarci “nel sociale”. Ma non s’inventa mai nulla e basta citare quella famosa e cogitante pagina di Alberto Arbasino (Paesaggi italiani con zombi, Milano 1998, pag. 379):

Rifiutare ogni contatto contaminante con tutti i propri connazionali “storici” insostenibili e intollerabili, e dunque solidarizzare con qualunque nuovo arrivato malgrado i costumi alieni e le religioni inconciliabili?

Salvare qualcosa

salvazióne s. f. [dal lat. tardo salvatio -onis, der. di salvare «salvare»], letter. – Il salvare, il salvarsi, quasi esclusivam. con riferimento alla salvezza dell’anima: Andovvi poi lo Vas d’elezïone, Per recarne conforto a quella fede Ch’è principio alla via di s. (Dante); la grazia che chiedo per me al Signore, la sola grazia, dopo la salvazion dell’anima, è che mi faccia tornar con voi (Manzoni); pregare per la propria s., per la s. eterna; luogo di s., il purgatorio, il paradiso. [Fonte]

Salvare qualcosa perché semplicemente non è possibile salvare tutto. Ma salvare qualcosa anche perché sarebbe un peccato non salvare almeno qualcosa. Peccato più per colui che vorrebbe salvare qualcosa, certo, ma anche un po’ per coloro i quali, alla fine, potrebbero forse approfittare di questa piccola opera di salvazione. 

Arrivano i nostri

Quando eravamo piccoli a un certo punto arrivavano i “nostri”. Li annunciava una nuvola di polvere, là in fondo. E poi lo scalpicciare degli zoccoli, in crescendo. Ma dove sono, chi sono oggi i “nostri”? La sensazione è che siano andati ad abitare definitivamente da un’altra parte. Parecchio lontano da qui. Forse sconfitti, forse dispersi, forse addirittura ignoti a sé stessi. E per sempre. Dobbiamo arrenderci all’idea che non verranno più.