Quel rifiuto una conquista politica

Pubblico l’editoriale di Florian Kronbichler apparso oggi sul Corriere dell’Alto Adige. Lo trovo totalmente condivisibile.

Aiutato o danneggiato? Siamo usciti indenni dal cinquantesimo della notte dei fuochi (“Feuernacht”) e non è cosa ovvia. Le ricorrenze sono il pane dei nostalgici. Ciò che resterà di quest’ anniversario gonfiato a giubileo è una piccola, autoctona disputa fra storici sulla domanda: gli attentati degli anni 60, della “Feuernacht” per l’appunto e dei suoi strascichi, hanno aiutato il processo dell’autonomia o l’hanno invece danneggiato? Vertevano decine di dibattiti e mezza dozzina di pubblicazioni intorno a questo aut-aut, con le note posizioni ben schierate e senza apparenti conquiste né defezioni sul campo. Fin quando la storia è politica, di certo non sono gli storici ad imporsi.

Tutti, ovviamente, rivendicano a sé la ricerca della “verità storica”. Impegno tanto nobile quanto disperato. Già è difficile in storia, scindere fra causa ed effetti. Che le bombe scoppiate e i tralicci saltati in quella notte di 50 anni fa abbiano portato “la questione sudtirolese” all’attenzione del mondo svegliando le diplomazie sonnolente, nessuno vorrà negare. Ma da ciò a voler provare scientificamente se gli atti terroristici (già usando il termine ci si schiera) hanno propiziato o piuttosto ostacolato la via del Sudtirolo all’autonomia e al benessere? Le bombe ci sono state, e nessuno sa come sarebbe andata senza.

Quindi, sforzi sprecati e tempo perso? Assolutamente no. Come spesso nell’elaborazione storica, non ci svela il passato, ma aiuta a conoscere il presente. Nel caso concreto ci ha fatto capire che il Sudtirolo ufficiale non è più disposto a cedere la memoria di un pezzo di storia importante a chi lo strumentalizzi a suo piacimento. Chiamando gli storici anti-bombaroli Steurer e Steininger, e solo loro, a relazionare a suo nome di quegli eventi, il governo provinciale ha preso una posizione netta come mai prima, dissociandosi implicitamente da Schützen, partiti di destra e nostalgici vari. Altrettanto inequivocabile, ad onor della verità non va sottaciuto, il comportamento del quotidiano Dolomiten che all’occasione ha mobilitato la sua miglior tradizione antinazista e anti-violenza nei periodi sospetti.

Ora c’è chi ha da ridire che si sarebbe fatto torto alla verità storica. La rimembranza della Provincia sarebbe stata, come minimo, unilaterale. E può anche darsi. A volte, però, più della verità storica conta come la si intende interpretare. Prendiamo l’Italia e la Resistenza. A distanza di mezzo secolo è lecito relativizzarne l’efficacia e persino ironizzarci sopra. Però nessuno negherà che il culto che se ne è fatto, fatto forse anche a sproposito, abbia avuto un enorme merito pacificatore per l’intero paese. Così anche il solenne rifiuto di riconoscere meriti alle bombe sudtirolesi è una conquista politica.

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6 thoughts on “Quel rifiuto una conquista politica

  1. Come Florian Kronbichler, semmai. Comunque il paragone è non solo infelice, ma anche stupido: qui nessuno nega che la Feuernacht ci sia stata.

  2. “Così anche il solenne rifiuto di riconoscere meriti alle bombe sudtirolesi è una conquista politica”

    Non é piuttosto l’ ultimo tassello, l’ ultima prova, che ci fa capire quanto é sporca la politica?
    Si puó rifiutare di riconoscere, ma non basta! Un rifiuto non é mai una soluzione, un rifiuto é soltanto un rifiuto, e basta.

  3. No. La politica deve operare delle scelte. Scegliere contrariamente (cioè affermare che le bombe hanno un MERITO) sarebbe peggio. È la ricerca storica, semmai, a dover appurare, soppesare e discernere quanto e come quelle bombe si siano inserite (positivamente o negativamente) all’interno del processo autonomistico.

  4. molto interessante: chi analizza la questioni dei bombaroli con lucidità, onestà intelettuale e (DIO perdoni) ironia viene messo sullo stesso livello di un filonazista:
    significa lodare i filonazisti.
    grazie del chiarimento comunque.

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