La faccia

C’aveva messo la faccia e quella faccia è stata giustamente presa a ceffoni. Intanto oggi è un bel giorno.

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8 thoughts on “La faccia

  1. Generalmente il centrosinistra non ha mai avuto grossi problemi a vincere alle amministrative: è successo molto spesso. Purtroppo però c’è sempre il Gotha del partito maggiore che alle politiche sceglie candidati destinati a perdere. E’ come se a scuola, quando arriva il direttore, il maestro facesse recitare la poesia all’unico bambino che non l’ha studiata e pure dislessico avendo a disposizione una classe di geni. Anche fare una figuraccia con un buon capitale iniziale richiede qualche sforzo: diamone atto ai dirigenti DS/PD…
    Va ricordato che a Napoli, come a Milano la gente non ha scelto personaggi provenienti dalle posizioni più blande del centrosinistra. La logica per cui i candidati moderati prendono automaticamente più voti, ha fatto cilecca… ed è normale: se la gente vuole un cambiamento, non si può ripresetargli più o meno la stessa musica di prima…

  2. Beh, a Milano (dove il PD non ha fatto la cazzata di Napoli), i democratici sono di gran lunga il primo partito della coalizione e SEL (che in teoria esprimeva Pisapia) ha un risultato modesto. L’IDV non mi sembra, nella sostanza, così “di sinistra” ma semplicemente più rigorosa su determinati argomenti (leggi: giustizia). Tutt’al più De Magistris. Insomma: non propaghiamo la balla berlusconiana delle “frange estreme della sinistra antagonista”.

  3. Non riesco a capire chi dà alle elezioni comunali una valenza nazionale. Per cui ben gli sta se perde. E mi sembra che la sconfitta sia una vera e propria catastrofe. Leggere i proclami che cosaccano gli uni e autopartigianizzano gli altri mi fanno pensare alla guerra fredda ed al 1948.. Leggere della candidatura di Formigoni e Vendola mi fa venire la pelle d’oca… Vorrei vedere un po’ di rispetto reciproco, ma mi sembra che sia utopico anche solo pensarlo..
    Vorrei aggiungere a quel che scrive Valentino, che non mi sembra che si sia molto da gioire, vista l’assenza dei programmi degli uni e degli altri, la scarsità delle argomentazioni -ridotte ad insulti- e l’atmosfera da sprangate che si respira. Saranno poco di estrema sinistra gli uni e di estrema destra gli altri, a me sembra che si sia perso il senso della misura. PS Gadilu, salutami a John..

  4. Non so. A me personalmente il discorso di Vendola a Milano ha dato abbastanza fastidio, l’ho trovato eccessivo, sopra le righe, ma può darsi che mi sbagli. Milano non è mai stata una città di sinistra, se si intende questo termine in senso italiano tradizionale. Piuttosto è stata un laboratorio del riformismo socialdemocratico, poi regolarmente abortito a livello locale e ancor più nazionale. Certo è che non si è votato sulle buche nelle strade o su chi deve gestire l’Expo e nemmeno sulla Moratti. Fin dall’inizio è stato impostato come un referendum su Berlusconi, che l’ha perso, a Dio piacendo. Forse Milano, e con lei gran parte del paese, era semplicemente stufa del berlusconismo e desiderava disperatamente di tornare agli standard minimi della civiltà europea. In questo senso, e non perché c’è stata la svolta a sinistra, secondo me questo è un gran bel giorno.

  5. Balle estreme di Berlusconi, io le bevo tutte: di Pietro non è per caso Stalin travestito da Robin Hood?

    Caro il nostro Valentino che difende sempre il PD, devi spiegarci perchè quando a Dicembre Vendola diceva “primarie”, Bersani salmodiava “terzo polo”… è ancora valida l’offerta a Fini o credi che il risultato delle amministrative abbia evidenziato un’altra tendenza?

    Ma non c’è problema, non serve parlare di alleanze: il 2013 è ancora distante e non sia mai che il centrosinistra si presenti con un progetto e dei programmi concreti in anticipo. E se poi il governo dovesse cadere, meglio cadere a propria volta, dalle nuvole…

  6. fabivs, in un paese normale il Terzo Polo sarebbe il centro-destra, grosso modo l’equivalente nostrano della Merkel più Westerwelle, e per il PD sarebbe comodo e facile fare la SPD della situazione, ma l’Italia non è un paese normale. Come dice l’ultimo thread postato da Gadilu, dovrà liberarsi delle macerie di 17 (?) anni di berlusconismo, e sarà durissima perché è stata una deriva antropologica molto prima che politica. Nei prossimi anni qualsiasi governo in carica dovrà affrontare manovre di decine miliardi di Euro per riportare il debito verso il 60% del PIL come richiesto dall’UE, ugualmente sarà durissima e probabilmente quello che potrà fare un eventuale governo “di sinistra” sarà solo spalmare la manovra con la massima equità sociale possibile ma avendo cura di non inaridire le fonti della ricchezza nazionale, altrimenti si prospettano scenari alla greca. Al tempo stesso questo famoso governo “di sinistra” dovrà cercare di ridare prospettive e possibilità alla generazione perduta dei giovani, quindi innovazione, investimenti, ricerca, cultura del merito, sanzione del demerito contro tutti i parassitismi, rendite, corporazioni, clientelismi, familismi amorali e gerontocrazie del caso, e qui la vedo più dura di tutte. Niente impedisce poi che sulle macerie del berlusconismo e sulle frustrazioni della Lega Nord non attecchisca la mala pianta di un nuovo populismo “di destra”, come sta già fiorendo un pò in tutta Europa.
    E, ultimo ma non ultimo, sempre come dice gadilu, quello è sempre qui, e per ora non pare abbia intenzione di muoversi.

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