Un vero pasticcio

Quando furono resi noti i cinque progetti selezionati da una giuria di nomina provinciale allo scopo di scegliere la copertura del fregio mussoliniano, nell’editoriale del 20 aprile [> link] auspicai che si agisse in fretta. Che quei progetti fossero criticabili, che non piacessero a tutti, che potessero insomma costituire un argomento di ulteriore (e infruttuosa) discussione non ci pareva un ostacolo insormontabile. Stavolta esistevano alcuni presupposti di base per poter sperare che si sarebbe comunque trattato di reazioni provenienti solo dalle estremità del nostro paesaggio politico, reazioni dunque marginali e destinate a svanire al cospetto di un complessivo accordo registrato almeno sul senso e, nonostante il vizio d’origine, sulle modalità dell’intera operazione.

Purtroppo ci sbagliavamo. Sbagliavamo perché il passaggio dal piano progettuale – così come si era definito e si stava perfezionando – a quello realizzativo è stato paradossalmente bloccato da Durnwalder in persona, cioè da colui che doveva farsene garante dal punto di vista istituzionale. Bloccato poi con uno dei suoi caratteristici gesti d’imperio, tanto antipatici quanto efficaci. Quindi al diavolo i progetti selezionati, al diavolo i soldi già spesi, al diavolo soprattutto il tentativo compiuto dalla giuria di far passare un’interpretazione “soft” del bando, capace di articolare un dialogo meditato tra l’oggetto da coprire e l’intervento coprente e di staccarsi così dalla pedissequa esecuzione di un compito riassumibile nel crudo motto “fatelo sparire e basta”. Senza contare infine che la proposta presidenziale, quella del vetro oscurante, non è neppure originale, essendo già stata avanzata dal nostro Ettore Frangipane assieme al fratello ingegnere nonché dall’insegnante e fotografo brissinese Leo Angerer, i quali comprensibilmente ne reclamano merito e compenso.

Un bel pasticcio, non c’è che dire. Ma una preoccupazione ancora maggiore, se possibile, desta l’aggettivo (“provvisorio”) con il quale il presidente ha qualificato la copertura che adesso egli vorrebbe imporre. Dopo decenni di litigi e contrasti, dopo tutte le parole spese a ponderare, vagliare, sostenere, limare, rifiutare e riprendere argomenti ruminati, sputati e rimangiati senza costrutto, è mai possibile che il risultato al quale siamo giunti sia ancora “provvisorio”? In questo modo è certo che le polemiche avranno tutto il tempo di riprendere il loro sconsolante vigore, con gli Schützen, travestiti da antifascisti, a drizzare le penne nella speranza di una definitiva abrasione, e i nazionalisti italiani, travestiti da esperti d’arte, a imprecare contro i nemici della cultura. E già il neoministro Giancarlo Galan fa sapere che l’impegno preso a suo tempo dal suo predecessore è da considerare col beneficio d’inventario. Ne usciremo mai?  

Corriere dell’Alto Adige, 6 maggio 2011

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26 thoughts on “Un vero pasticcio

  1. >Schützen, travestiti da antifascisti

    Ti spiace, caro amico livornese, se io non sono travestito da antifascista, ma sono un ottimo Scizzero e un provato antifascista?
    Mi fa specie invece Seppi, l’ignoranza fatta persona, che si atteggia a moderato, a estimatore d’arte, quando poi saluta i suoi fedelissimi con “camerata”… ti sfugge per caso la contraddizione di chi difende contemporaneamente gli italiani ed i fascisti, i loro più grandi malfattori?
    Per una volta, da tanto tempo, mi trovo d’accordo col nuovo Landeskomandant: se quel rilievo è insieme un relitto fascista ed un’opera d’arte, allora il suo posto è in un museo. Così sarà possibile salverne il pregio artistico togliendolo da un contesto che ne fa un simbolo molto ambiguo tra incuria e celebrazione. Certo se dovesse invece passare il progetto del vetro o la scritta antifascista della Ahrendt (la preferirei al vetro) non mi straccerei le vesti e mi butterei per terra dalla disperazione…

  2. Polemiche decennali? Il Duze è stato là in beata pace e solitudine a benedire la giustizia in etnolandia per decenni. Come il Trionfo della Morte razziale, il fratellino delle Camere a Gas, raffigurato nel laurino sgozzato . Il manufatto giaceva da qualche parte… Chi ha Interesse a giocare con il fuoco? Si può non obbedire al Potere ?

  3. “Ne usciremo mai?”

    Ce lo siamo detto tante volte: forse sì, ma non in questo orizzonte epistemico, non in questo spazio glocale.

    L’opzione per il vetro opaco ha il valore di un’ammissione: il Sudtirolo, per funzionare, deve rimanere una piaga aperta. “La ferita che si estende dal Brennero a Salorno è un punto d’equilibrio: non un’equidistanza, ma un’oscillazione permanente tra la guarigione e la cancrena. Bisogna medicarla quel tanto che basta per non farla suppurare, ma mai abbastanza da farla guarire”.

    Il vetro opaco rivela per l’ennesima volta che la provincia autonoma di Bolzano, in attesa di diventare nazione o di diluirsi in uno spazio più ampio (l’Italia? L’Europa?), non può che rinviare la soluzione dei problemi, scegliendo di non scegliere, esibendo di continuo la propria condizione di provvisorietà eterna o di eternità provvisoria.

  4. La “Ahrend” è una famosa ditta organaria e “Arendt” è una filosofa tedesca. Di due cose belle ne ho inavvertitamente fatta una sola…

  5. >in attesa di diventare nazione o di diluirsi in uno spazio più ampio (l’Italia? L’Europa?),

    Diluirsi? Minchia, tocca ferro! Meglio la prima che hai detto…

  6. Per calmare un po’ le acque ci vorrebbe una bella marcia di noi Schuetzen, così tornerebbe tutto alla normalità… tutte queste aperture rischiano di disorientare la popolazione! 😀

    A proposito: mi sto ponendo già da un pezzo il problema di quale sarà l’eco della manifestazione per i 50 anni della Feuernacht che si terrà l’11 giugno e partirà dalla tomba di Kerschbaumer per finire a Castel Firmiano… comincio a credere che le celebrazioni per i 500 anni del Landlibell non se le filerà nessuno, primi tra tutti gli Schuetzen sudtirolesi, mentre tutti punteranno gli occhi sul presunto legame tra terroristi e Schuetzen, che questi ultimi provvederanno idealmente a rinsaldare.
    Credo che la manifestazione sia irricevibile da una gran parte dell’opinione pubblica, specialmente se verrà incentrata sulla glorificazione degli atti di terrorismo più che sulla loro rilettura in prospettiva, ed una mia partecipazione in questo caso potrebbe essere difficilmente giustificata; d’altra parte non voglio proprio perdermi una bella sfilata tra amici (a ‘ste manifestazioni incontri un sacco di gente che abita distante) coi costumini, le fiaccole e i tamburi, accompagnata dalle solite polemiche e dalla rituale escalation etnico-nazionalista dei toni! 😀
    D’altra parte c’è un unico appiglio a cui possa aggrapparmi: la Podiumsdiskussion; se andrò alla manifestazione dovrò intervenire al dibattito, chiarificando alcune mie posizioni, altrimenti non mi sentirei a posto con me stesso.
    Ti prego, fatti mandare come inviato di cronaca, così poi ci incontriamo e ci fumiamo una sigaretta assieme, per spezzare un po’ la presumibile pesantezza della situazione.

  7. Fabio, forse è bene che ti informi: quello che qui a te sta a cuore 50, per me non arriva a 2. Strano che tu non l’abbia ancora capito.

  8. Uffa… niente sigarette… stavo già per chiederti di contrabbandare anche un paio di lattine di birra! 😦

  9. il fumo daneggia la salute, lo stato ci guadagna pure! Quindi fumate camomilla! Sana e gratuita 🙂

  10. Uffa, se tutti smettono, non ci sarà più nessuno in giro a cui scroccare e sarò costretto a smettere anch’io. Sarebbe una sconfitta, dopo ben 8 anni di vita da fumatore. Nei tempi d’oro fumavo fino a 3-4 sigarette di tabacco al giorno, poi c’è stato un declino fino alle 5-10 sigarette a settimana odierne… comperarle? Non ci penso nemmeno!

  11. “Il vetro opaco rivela per l’ennesima volta che la provincia autonoma di Bolzano, in attesa di diventare nazione o di diluirsi in uno spazio più ampio (l’Italia? L’Europa?), non può che rinviare la soluzione dei problemi, scegliendo di non scegliere, esibendo di continuo la propria condizione di provvisorietà eterna o di eternità provvisoria.”

    Du hast sicher Recht, aber was wäre die Alternative, wenn die Menschen für Alternativen nicht reif sind? Oder wären die Menschen reif dafür, nur die Politiker nicht? Oder wären die Menschen und die Politiker reif dafür, nur nicht alle?

  12. Io non credo che i cittadini della Provincia di Bolzano – almeno quelli che non mangiano con la politica – siano così fuori dal mondo come lo farebbero capire le tediose argomentazioni su duce- alpino-schuetzen-toponomastica e vattelapesca….
    possibile che qui la gente voglia proprio farsi del male da sola ?

  13. Vero Luigi, ma si tratta comunque di cittadini “mobilizzabili” (come ci ha insegnato il referendum sul cambio di nome della piazza: Vittoria/Pace) o comunque disponibili a prestare la propria carne per portare in giro quei fantasmi.

  14. Schützen, tradizione centenaria di questa terra, e uno lo accomuna con vattelapesca…consiglio…cerca di arrivare a destinazione in questa terra…anche se tanti sentieri sono interrotti…poi respira forte 10 volte…e forse poi anche tu avrai la fortuna di sentire una bricciola di “Heimat” 😉 in questo senso buona notte!

  15. Arrivare in questa terra, caro Günther, non significa affatto assumere costumi e convinzioni che in questa terra sono prevalenti. Io non ho bisogno di sentirmi giunto a destinazione qui perché mi sento ugualmente a destinazione ovunque (e in nessun luogo in particolare). Per me la “Heimat” è un concetto su cui riflettere, uno tra i tanti, sicuramente non il più importante. E in questo senso buona notte.

  16. era riferito a Luigi, scusami 😉 So che tu non hai bisogno di costumi e convinzioni di questa terra sono prevalenti ( o spesso come leggo qui rappresentativi solo per una minoranza della minoranza 😉 buon giorno!

  17. Anche io non mi sento di dover assumere costumi di questa terra che pure rispetto anche se non è la mia terra natale, e anch’io mi sento a mio agio ovunque, specie quando sono in mare o sui ghiacciai……………..dove respiro non dieci ma mille volte forte…………………
    Solo che non riesco più ad interessarmi di questi pseudo argomenti che appassionano la destra tedesca e pure quella italiana.
    Buona giornata a tutti….

  18. >la destra tedesca e pure quella italiana.

    Se è per questo appassionano anche la sinistra: vedessi i verdi che piroette argomentative compiono pur di salvare ogni opera che abbia a che fare con l’italianizzazione forzata o col regime! Credo che se qualcuno gli regalasse una statua di Michelangelo loro la scambierebbero subito con un alpino o un duce nuovo di zecca, per regalare ai bolzanini un altro pezzo della loro cultura (che è appunto il fascismo, non il rinascimento, secondo loro)… 😀
    E poi Spagnolli che dice che i bolzanini non avevano motivi per distanziarsi dal fascismo, che aveva dato loro delle case (senza contare che la gran parte arrivò in città ben dopo il fascismo)… se lo avesse sentito mio nonno o qualsiasi persona genuinamente antifascista, non voglio nemmeno immaginare gli improperi che gli avrebbe scagliato contro!!!

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