Colpirne uno per educarne cento

“Colpirne uno per educarne cento”, lo slogan coniato da Mao Zedong, ebbe ovviamente corso anche negli anni plumbei del terrorismo italiano. Ironia della sorte, adesso nel Pdl si vorrebbe colpire Roberto Lassini – l’autore dei simpatici manifesti che potete vedere nell’immagine – per dare sotto elezioni una riverniciatina di credibilità a un partito che dell’attacco ai giudici e alle procure ha da sempre fatto un suo personalissimo cavallo di battaglia. Cavallo a briglie più che sciolte, aggiungiamo. Dunque: colpirne uno (Roberto Lassini) servirà ad educarne altri cento? È lecito dubitarne. Il problema – di Milano e del Paese – resterà sempre l’ispiratore e il finanziatore di questi attacchi inverecondi ed eversivi. Il problema è Mao Zedong, non l’ultimo dei suoi cinesi.

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5 thoughts on “Colpirne uno per educarne cento

  1. Che figata… le BR in procura… fra poco ci propineranno che i celerini sono bolscevichi…

  2. Copio e incollo un intervento di un noto frequentatore di un blog locale ispirato alla linea politica del Pdl:

    Con quel che leggo sui vari giornali on line da qualche settimana ed in particolare negli ultimi giorni mi stanno venendo sempre piu’ a mancare le motivazioni personali per un confronto democratico e sto riflettendo sempre di piu’ sulla necessita’ che la Lega Nord con le sue ronde e con la sua collaudata ed efficiente organizzazione capillare nel territorio aderisca pienamente al PdL non appena approvati tutti i decreti del federalismo. Alle prossime elezioni il PdL non potra’ piu’ presentarsi disarmato ed inerme in pasto alle procure ed alle istituzioni dei parrucconi, finora si e’ riempito di tromboni ove occorrono piuttosto fucili.
    Mi candidero’ molto probabilmente alla guida di una bella Centauro con torretta HITFAC da 120 mm, la piu’ potente blindo esistente al mondo. Piazzata ovviamente dove stava la famosa postazione TV di Paolo Brosio, in corso di Porta Vittoria a Milano e con il colpo in canna (piu’ altri 13 gia’ in torretta e altri 26 pronti all’uso all’interno dello scafo).

  3. Manca solo che qualcuno tiri fuori “l’aula sorda e grigia” riferendosi al Parlamento e poi ci siamo.
    La verniciatura intellettuale alla D’Annunzio e Marinetti ce l’abbiamo, ovviamente in versione farsesca, per le battute sui froci e sulle fighe ad uso della bassa plebe c’è solo l’imbarazzo della scelta, il solido ancoraggio ai Valori e alla Difesa della Vita e Famiglia c’è, garantito dagli atei devoti, quindi direi che non manca nulla. Anzi forse rispetto all’originale c’è qualche reato, qualche mignotta e qualche bunga-bunga in più, ma non è un problema.
    Ma allora, se la destra italiana è questa, pensando al Sudtirolo la situazione mi sembra quasi disperata. Le destre tedesche avranno sempre e comunque buon gioco, potranno in ogni caso apparire più rispettabili e potranno sempre dire che gli italiani non riescono a fare i conti con il passato.

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