Europei

Scriveva Alberto Savinio il 14 agosto 1943

I mali di cui soffrono attualmente nonché gli italiani ma gli europei, vengono in massima parte dal che essi restringono l’idea della vita e del mondo entro la cerchia dei propri consanguinei, dal che non mandano lo sguardo oltre la barriera delle proprie abitudini quotidiane, delle proprie conoscenze, delle proprie cognizioni: egoismo, meschinismo, iniquità, settarismo, grettezza mentale e il corollario di queste qualità (perché nella parola “qualità” si vuole sottendere sempre il significato di “buona” qualità?), cioè a dire la malvagità accompagnata dal suo sottoprodotto la crudeltà, e la disposizione a nuocere al prossimo senza scrupoli né rimorsi, anzi con certo quale intimo convincimento che nocendo al prossimo si benefica se stessi e “i suoi”, al quale obbrobrioso sentimento non hanno mancato di collaborare anche talune forme religiose.

Parole scritte il 14 agosto 1943, ripeto. Vi pare sia cambiato moltissimo da allora? A me non pare.

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10 thoughts on “Europei

  1. Oggi io e Simon abbiam fatto una cavolata… la nostra info-abend sulla Selbstbestimmung era una fialazza mortale. Ce l’abbiamo messa tutta, ma pareva che il gemium della politica locale facesse a gara coi paesani dell’Ahrntal a chi era più becero. E se ti dico io che erano beceri, mi puoi credere… volevamo entrambi intervenire, ma il livello era così basso che ci ha scoraggiato e siam partiti dopo circa un’oretta. Era meglio se fossimo venuti con te alla serata sull’immigrazione… almeno ci si risparmiava la strada e facilmente era anche più interessante…

    P.S: ti sei visto gli ultimi commenti di Sosigis su BBD… quanto è pessimo? Ah, ma lui fa l’università…

  2. Non ho difficoltà a crederti. Sostengo da tempo che la causa dell’autodeterminazione (anche in senso “classico”) è irricevibile visto lo spessore del “materiale umano” che la persegue. Figurati trovare “materiale umano” adatto a sostenere la causa di BBD. Fantascienza.

    La serata di Brixen è stata buona. Parecchia gente, discussione vivace. Solo Pius Leitner si deve essere sentito un po’ fuori posto (soprattutto quando un professore di Innsbruck gli ha dimostrato in tre frasi in cosa consistono le argomentazioni tipiche dei Freiheitlichen). Sicuramente Leitner si sarebbe sentito più a suo agio in valle Aurina assieme ai bifolchi della Selbstbestimmung.

  3. Il problema è che tra sostenitori dell’indipendenza e quelli dell’autonomia non c’è differenza, anzi, se proprio vogliamo fare una classifica, ieri erano peggio i sostenitori dell’autonomia. Capisco che almeno questi ultimi non possono fare grandi danni, perché difendono un sistema ormai “funzionante”, ma è una magra, magrissima consolazione.

  4. Caro Gabriele, mi piacerebbe offrirti un pranzo luculliano (altro che pastasciutta!), ma domani parto e vado in Maremma. Torno venerdì, comunque. Fammi sapere se vieni, allora.

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