Europei

Scriveva Alberto Savinio il 14 agosto 1943

I mali di cui soffrono attualmente nonché gli italiani ma gli europei, vengono in massima parte dal che essi restringono l’idea della vita e del mondo entro la cerchia dei propri consanguinei, dal che non mandano lo sguardo oltre la barriera delle proprie abitudini quotidiane, delle proprie conoscenze, delle proprie cognizioni: egoismo, meschinismo, iniquità, settarismo, grettezza mentale e il corollario di queste qualità (perché nella parola “qualità” si vuole sottendere sempre il significato di “buona” qualità?), cioè a dire la malvagità accompagnata dal suo sottoprodotto la crudeltà, e la disposizione a nuocere al prossimo senza scrupoli né rimorsi, anzi con certo quale intimo convincimento che nocendo al prossimo si benefica se stessi e “i suoi”, al quale obbrobrioso sentimento non hanno mancato di collaborare anche talune forme religiose.

Parole scritte il 14 agosto 1943, ripeto. Vi pare sia cambiato moltissimo da allora? A me non pare.

Appello

Con piacere pubblico l’appello che Brigitte Foppa e Sepp Kusstatscher (portavoci dei Verdi sudtirolesi) hanno recentemente lanciato per sensibilizzare l’opinione pubblica locale sulla cosiddetta “emergenza” profughi.

Con sgomento seguiamo in questi giorni gli sviluppi della questione dei profughi africani a livello internazionale e locale.

In particolar modo ci spaventano certe affermazioni dei nostri compaesani e dei nostri governanti locali. In preoccupate prese di posizione si tenta di costruire un’emergenza profughi laddove non ne esistono i presupposti  – per ora le stime indicano la futura presenza di neanche 1 profugo per comune sudtirolese.

Si sente parlare di „clandestini“ i quali non meriterebbero certo di essere ospitati – quando è solo il tipo di legge in vigore che determina lo stato di “illegalità” in cui un immigrato/a si viene a trovare. Troviamo cinico che si cerchi di individuare delle ipotetiche differenze tra la responsabilità etiche verso chi fugge da un dittatore (e quindi è “profugo”) e chi invece fugge da fame e miseria (e quindi è un “clandestino”).

Si sente dire che noi altoatesini non saremmo colpevoli della politica italiana sulla migrazione ed il coro del rifiuto arriva a quelle frange che sfruttano il momento per ribadire che apparteniamo a questo stato senza volerlo. Tutte queste persone non menzionano il fatto che noi siamo tra le province più ricche dell’Italia e che quindi potremmo anche avere una responsabilità specifica verso chi è più povero di noi. Si tace sul fatto che i rappresentanti politici della Volkspartei hanno dato un notevole contributo alla persistenza del governo Berlusconi con la sua politica della migrazione assurda, sconnessa e misantropa.

La nostra terra ed i suoi politici che attualmente discutono animatamente sul fatto se la nostra provincia riesca ad assorbire più di 20 profughi, sembrano aver dimenticato che il Sudtirolo stesso neanche troppo tempo fa è stata terra di emigrazione e che 70 anni fa ben 80.000 compaesani sono emigrati per motivi politici ED economici. Allo stesso modo si finge di non sapere degli europei che hanno colonizzato paesi interi, senza mai porsi il dubbio della legalità o addirittura della buona accettazione da parte di chi veniva sottomesso.

La nostra terra ed i suoi politici che negli ultimi anni hanno fatto a gara, nei dibattiti sulla Rana, il Crocifisso nelle aule e le Radici cristiani nei programmi scolastici, sembrano aver eliminato dalla loro scala di valori lo spirito dell’amore per il prossimo come anche la decenza ed il senso per la giustizia e la giusta misura.

La nostra terra ed i suoi politici che mettono a disposizione generosi mezzi per i megaprogetti e la pubblicizzazione di essi e che finora sembravano temere una sola cosa – la “raggiungibilità” dell’Alto Adige, ora temono la “grande ondata” dei profughi e la prevengono puntando sulla chiusura.

Siamo indignati di fronte al clima che si tenta di creare e ci solleva solo il fatto che percepiamo anche voci di dissenso nella nostra popolazione.

Proprio per questo chiediamo alla Giunta Provinciale di abbandonare la posizione difensiva e di rifiuto e di avviare invece subito la ricerca di alloggi dignitosi per tutti quelli che ne avranno bisogno. L’atteggiamento solidale che caratterizza una gran parte della nostra popolazione deve essere rafforzato e utilizzato positivamente.

Non vogliamo certo minimizzare la problematica intorno a flussi migratori ed integrazione o di fingere armonia laddove ci saranno certamente anche attrito e conflitto.

Ma respingere, rifiutare, spostare uomini e donne come merci non potrà mai essere la base di una responsabile e rispettosa politica della migrazione.