Uno contro tutti

Sento che è iniziata la lotta. La lotta tra me e l’incoercibile tendenza (che ovviamente è anche in me) a dire qualche cazzata sul tema dell’energia nucleare. A costo di finire uno contro tutti.

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24 thoughts on “Uno contro tutti

  1. Eccoti un assaggio di cazzate:

    CONTRO:

    -Se il vino e la f**a l’hanno inventati prima delle centrali atomiche, vuol dire che possiamo farne tranquillamente a meno.

    -Tutti vogliono le centrali, ma nessuno vicino a casa. Morale: ognuno è frocio col c**o degli altri.

    PRO:

    – L’Italia è in grado di garantire la realizzazione delle centrali in modo ineccepibile e trasparente, il loro funzionamento anche in situazioni ambientali critiche e lo smaltimento delle scorie in condizioni di massima sicurezza.

    Scegli te quella più assurda… 🙂

  2. Dai, non posso lasciarti solo con i tuoi propositi: le prossime cazzate che sento al bar te le riferisco… in modo che pure tu possa farti un’opinione tua… :-p

  3. per una volta, cari amici, voglio provare a fare il ‘serio’ (anche se so già che non ci riuscirò).
    e allora: noto, appunto, un certo imbarazzo, espresso da molti, riguardo al prendere una posizione precisa pro o contro il nucleare. si adduce, con mirabile onestà, la propria ignoranza di fondo sul tema come un argomento ineccepibile a sostegno del disorientamento. io credo che questo – quello della competenza – sia in realtà un falso problema, o meglio un problema secondario. credo piuttosto che la prima, vera domanda che bisognerebbe porci e alla quale dovremmo avere il coraggio di dare una risposta – risposta che peraltro non richiede alcuna competenza ‘scientifica’ – sia la seguente: siamo pronti, NOI, a RINUNCIARE a qualcosa nella nostra vita, a cambiare QUALCOSA del nostro stile di vita? siamo pronti a anda’ un po’ meno in macchina, a compra’ un po’ meno roba e a fa’ un po’ meno cose, a usa’ un po’ meno l’aria condizionata, a condurre una vita più frugale, a fregarcene un po’ dell’i-pod, dell’i-phone, dei cristalli liquidi? siamo disposti a RIDURRE almeno di qualche unità la MAREA di stronzate che abbiamo disseminato la per casa? siamo disposti, in una parola, a consumare un po’ meno energia, indipendentemente dal TIPO di energia? perché, amici cari, se ci convinceranno che l’adozione e lo sviluppo del nucleare è l’unico modo per mantenere il nostro stile di vita e noi questo stile di vita non siamo disposti a cambiarlo, allora credo ci sia ben poco da fare (rimarremo eternamente attaccati all’unica questione-stronzata della ‘sostenibilità’ – e ‘sostenibilità’, guardiamoci in faccia, significa una cosa sola, cioè questa: “è possibile sopravvivere su questo pianeta come degli STRONZI”?). io, per me, credo di essere pronto a cambiare strada, a rinunciare a qualcosa. voi?
    un abbraccio.

  4. Ok, ho deciso: basta energia elettrica (mio padre resterà disoccupato). Ora mi compro un clavicembalo, che funziona senza corrente. E poi casomai suonerò il trombone, ha un suono potentissimo, ma funziona anche senza il nucleare. 😀

  5. Ricordo di aver acquistato, ai tempi di Cernobil, in una libreria “alternativa” di allora Zweitausendeins, un libretto sugli effetti dell’esposizione a debole radioattività.
    Oggi imposto una ricerca su google e fra i primi risultati a caso trovo:

    http://www.nuetec-forschung.de/atomkraft.html
    Ergebnis einer Veranstaltung in Münster vom 9.4.02

    Die schwache Radioaktivität unterläuft die Sicherheitslinien unserer biologischen Polizei. Sie schleicht sich ein und wirkt, ohne dass die Abwehr es merkt. Die reagiert erst auf höhere Dosen. Natürlich wird sie von letalen Dosen ganz lahm gelegt.
    Wäre dieses wissenschaftliche Ergebnis allgemein bekannt gemacht worden, wäre das Ende der Atomkraftwerke sicher gewesen.

    oppure, su wikipedia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Inquinamento_radioattivo

    Naturalmente, come sempre sul web (ma sui libri no ?), bisogna valutare l’attendibilità di tale informazione, ad es. consultando epidemiologi. Sembra però, non da oggi, che i dati statistici raccolti (incidenza del cancro nei territori vicini alle centrali, a causa dell’uso dei proiettili di uranio, ecc.) siano inequivocabili.

  6. volevo dire:
    “o incidenza del cancro in regioni dove si sia fatto uso
    di proiettili di uranio, ecc”

  7. Proiettili all’uranio impoverito e paesi poverissimi pieni di uranio… Che cacchio di mondo..

  8. @Marco
    Quoto e sottoscrivo esattamente TUTTO quello che hai detto (parentesi e virgole comprese)!
    Ognuno/a dovrebbe chiedersi: sono disposto/a a correre un rischio-Giappone pur di avere l’ennesimo taglia-peli-del-naso o asciuga-smalto elettrici?
    Mettere sul piatto della bilancia (non elettrica) e rispondere!

    Io è da tempo che mi sono semplificata la vita piacevolmente rinunciando a cose perfettamente inutili

  9. Anch’io sono d’accordo con Marco. Penso che in fondo si tratti di un riscoprire i propri veri bisogni, anziché rifiutare a qualche cosa. Siamo troppo abituati a certi fatti e circostanze che neanche ci accorgiamo che in verità non ci fanno tanto bene. Se penso a tutta la roba che mi circonda e di cui non ho proprio nessunissimo bisogno. Ma anche comportamenti ed abitudini.. Beh, allargherei anche alle istituzioni come scuole e governi, ma non voglio sbagliare discorso…

  10. Il governo tedesco ha annunciato che entro il 2050 l’80% dell’energia in Germania dovrà essere prodotto da energie rinnovabili. Credo che intenda l’80% dell’energia consumata ad oggi, quindi senza ipotizzare particolari cambiamenti nelle abitudini attuali e sul presupposto che a quella data gli 80 milioni di tedeschi non saranno aumentati più di tanto, quindi in una prospettiva di ecologia delle fonti energetiche e di salvaguardia del pianeta terra a parità di standard produttivi e di vita, in sintesi una posizione razionale, illuministica e non, diciamo, apolittica. E’ vero che il Giappone insegna che nulla può essere totalmente prevedibile, tantomeno cosa accadrà nel 2050, però, trattandosi del governo tedesco, io sono portato a credergli. Fosse il governo italiano, non starei a rifletterci più di tanto, mi verrebbe semplicemente da ridere. E’ triste, lo so, ma è così, la situazione attuale coincide interamente con i luoghi comuni di sempre.

    A proposito di governo italiano, la seconda possibile risposta assurda citata da fabivS, ovvero, “l’Italia va avanti con il nucleare, il nucleare italiano è sicuro” è stata detta ufficialmente da ben tre esponenti del governo italiano, salvo poi uno di loro farsi sorprendere in un fuori onda a dire che “bisogna ripensarci, con il nucleare rischiamo di perdere le elezioni”

  11. Il gverno tedesco è oggetto di critiche molto forti da parte delle opposizioni rosso-verdi per il suo essere vicino agli interessi della Lobby nucleare e piuttosto volubile in occasione di concomitanti elezioni.. Che ci saranno à fine mese.. Finalmente si risente La SPD …

  12. >entro il 2050 l’80% dell’energia in Germania dovrà essere prodotto da energie rinnovabili.

    Beh, i tedeschi voglion sempre essere un passo avanti. Ma ricordiamoci che 4 o 5 anni fa era l’Italia a prendere l’iniziativa: riconversione a carbone delle centrali termoelettriche! Geniale: il prossimo passo sarà la macchina a vapore di Watt!!!

    P.S: certo che non è difficile parlare male dell’Italia. Gli stereotipi a livello di politica nazionale, son più o meno tutti un po’ veri. Se poi calcoliamo il PDL, che sembra la rappresentazione dell’italietta da avanspettacolo…

  13. @marcolenzi
    Anch’io posso solo condividere in pieno le tue parole scritte.
    Ma é cosí semplice dire(non riferito a te, ma in generale) di essere disposto a rinunciare, se…………….! Se cosa? Se lo fanno anche gli altri? Se non devo farlo solo io?
    Tutti i commenti sono pro, ma qualcuno ha giá cominciato a cambiare qualcosa, o sono solo parole??
    L’unico motivo che fa cambiare,sia in positivo che in negativo
    é sempre lo stesso: CASH, CASH, CASH!!!

  14. sì, certo, io intendevo di provare a cambiare comunque le proprie abitudini e il proprio standard di vita, indipendentemente da quanti siano quelli disposti a farlo. bisogna sempre cominciare da noi stessi. siamo tutti un po’ stregati dalle novità tecnologiche, ma se ci si pensa bene e ci si riflette un attimo si scopre che di tante se ne può fare tranquillamente a meno (p. es. della macchina, se si ha una bicicletta o la fortuna di vivere in una città dove i mezzi pubblici funzionano bene). ma anche dei cellulari superdotati, etc. etc.. c’è bisogno di una semplificazione, ecco, la nostra vita dovrebbe cominciare davvero a SEMPLIFICARSI. ciao jonny.

  15. PS e soprattutto: IMPARARE A DIRE DI NO. IMPARARE A FARE MENO COSE.
    “La facciamo la canzoncina per il concorso?”. No.
    “Domani c’è una conferenza sulla moda nell’antichità, vieni?” No.
    “E’ uscito l’ultimo film di Spielberg, andiamo a vederlo?” No.
    etc.
    🙂

  16. ecco, esatto, bravo PV: una goccia alla volta, lentamente, un po’ alla volta. è così che si fa. mi fa piacere che tu stia raccogliendo un po’ della mia sapienza. chissà se piano piano non ti sboccerà un quarto neurone in testa. un abbraccio

    PS e non farti scrupoli: quando hai bisogno chiedi che io – piano piano, poco per volta – elargisco sempre volentieri. tanto io non ho nulla da perdere, mentre tu non hai che da guadagnarci.

  17. Una vita semplice, frugale; del tempo da dedicare all’ozio… dei ritmi normali… bella cosa. Credo di essere uno dei pochi a poterne beneficiare (anche se solo in parte) perchè non ho un lavoro ed ho relazioni sociali ridotte al minimo… con l’aumento dell’uono o dell’altro tutto svanisce.

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