Arrivano

Ed ecco che arrivano. Prepariamoci al solito isterico balletto delle cifre (ottantamila? duecentomila? trecentomila? un milione e mezzo?), prepariamoci al palleggio delle responsabilità, prepariamoci agli scontati “non siamo preparati per accoglierli” e “ci occorre il sostegno dell’Europa”, prepariamoci ai disgustosi “che se li prendano gli altri”.

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002159.html

10 thoughts on “Arrivano

  1. Ottima analisi, quella de La Voce. Che dimostra come sia facile, per alcuni, costruire fortune politiche usando i numeri come un manganello. Qualcuno del governo, giorni fa, ha parlato di 500.000 pronti a sbarcare: ma ci rendiamo conto dell’assurdità di questa cifra? Eppure fa il suo effetto: oggi qualcun altro del governo parla di “esodo di dimensioni bibliche”. E un leghista di provincia ha affermato che bisogna respingerli con i mitra. Anche nel nostro piccolo (anzi, nel nostro infimo), una consigliera comunale di Bolzano scrive su un blog pubblico, sulla scorta di un articolo del Giornale (notoriamente una fonte autorevole e attnedibile), “qui ci arriva mezzo Maghreb e all’Europa va bene così”.
    Ma sì, ma sì, spariamole pur grosse, tanto chi ci va a controllare le cifre? Chi può scalfire l’effetto emozionele provocato da queste cifre sparate così, da questi sostantivi e aggettivi iperbolici che penetrano la pancia degli elettori?
    E mannaggia, è saltato pure l’accordo con la Libia, quello firmato con uno a cui si baciano le mani e si tributano onori, l’accordo che ci permetteva di respingere in Libia, nei suoi deserti, chiunque si avvicinasse a noi, chiunque fosse, da ovunque provenisse. Cazzo, non li possiamo più fare morire nel deserto africano, ci tocca magari dargli pure accoglienza.
    Senza pensare che i miliardi spesi per soddisfare le voglie di un capo di stato che bombarda il suo popolo che gli si ribella contro si potevano impiegare, appunto, molto meglio perdare una accoglienza decente a questi disperati.

  2. Ah, anticipo subito che fra poco ci sarà un qualsiasi coglione che verrà qui e ci inviterà ad accoglierli noi nelle nostre case, i profughi. Ecco, almeno gli ho bruciato il commento, a ‘sto solito coglione.

  3. faccio parecchia fatica ad immaginarmi ondate migratorie da un paese ricco come la Libia, ma è sicuramente più facile che mi sia bevuto il cervello io, che non tutti quelli che le prefigurano…

  4. Piaccia o meno, nel respingere in mare o nel lasciar marcire nei lager libici anche uno solo dei potenziali richiedenti asilo, senza che venga verificata la sua posizione, veniamo meno a trattati e convenzioni che abbiamo sottoscritto.
    Va poi rimarcato come la politica italiana sull’immigrazione sia, negli ultimi anni, essenzialmente consistita nel ricoprire d’oro un dittatore prossimo alla bollitura, perché facesse il lavoro sporco in nostra vece. Ora che il tempo del Raïs sembra davvero finito e che la polizza d’assicurazione da lui rappresentata è in scadenza, va ritenuto probabile che il tappo salti, facendo emergere la nostra impreparazione e la mancanza (dagli Stati membri fortemente voluta) di una politica comune europea sulla gestione dei flussi migratori.

    @Oscar: è ragionevole pensare che – più che di libici, cui nella migliore delle ipotesi si aprono anzi nuove prospettive – la supposta ondata migratoria sia composta principalmente di abitanti dell’Africa subsahariana, cui la Libia di Gheddafi ha finora fatto da tappo e gendarme.

  5. Dunque: l’Italia ha dato, se ricordo bene, 5 miliardi di dollari in 20 anni a Gheddafi, per fae in modo di potere respingere, senza nemmeno capire chi sono, se sono donne e bambini, se avrebbero diritto allo status di profugo, etc., i migranti e ricacciarli nei deserti libici o in veri e propri centri di concentramento. Il destino di questi uomini e donne è quello di morire nel deserto, o di venire torturati e uccisi nei loro paesi.
    Tutto questo, che solo a scriverlo fa male, non ha destato nessuno scandalo. E non hanno destato nessuno scandalo (o troppo poco, insomma) le accoglienze rivolte qualche mese fa a Gheddafi. Il tutto in nome della nostra “sicurezza”, del fatto che non vogliamo grane, che questi migranti “sono ospiti indesiderati” (cito ancora l’infima consigliera comunale ex-comunista ex post-fascista ex-leghista).
    Ci sono numerose testimonianze delle atrocità commesse dalla Libia sui migranti, dei veri e propri lager che li ospitano, delle morti nel deserto (mi sembra che Gatti abbia fatto dei filmati anche). E noi, noi Stato italiano intendo, per tramite del nostro infimo Governo, abbiamo accettato tutto questo, abbiamo ricoperto d’oro un dittatore, uno che fa sparare sulla folla e manda i caccia-bombardieri sulle citta del suo popolo. Noi, in nome della nostra sicureza, del fatto che vogliamo meno grane, etc.
    E ancora Berlusconi, quello del baciamano, quello che pochi mesi fa tesseva le lodi di Gheddafi, ci mette in guardia sul “dopo”. Come dire: meglio un Gheddafi oggi che, chissà, un regime teocratico islamico integralista domani. Mah, mah e poi mah! Che si nascondesse, che si vergognasse; e che si levasse dai coglioni, finalmente.
    Ci siamo resi complici, in quanto Stato, di crimini contro l’umanità: contro i migranti respinti e contro la popolazione libica che si è ribellata. Questa vergogna ci perseguiterà, e spero che i maggiori responsabili (e qui siamo su un fronte, per dirla con termini correnti, bi-partisan) possano prima po poi pagarne la colpa. In primis Berlusconi, sul quale, purtroppo, troppo ci indignamo quando dimostra una condotta morale non troppo castigata; ma è davvero nulla rispetto, ad esempio, a questo, al fiancheggiamento di un despota, al suo foraggiamento.

  6. Gianluca Trotta può anche decidere di farne a meno ,ma senz’altro necessita di sedativi

  7. Son già addormentato di mio, se prendo pure un sedativo è la volta buona che muoio.
    Ma perché poi ne avrei bisogno? E tu chi sei, che mi dai consigli medici?

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