Un referendum? Dio ce ne scampi!

Mi pare di aver capito che qualcuno (Biancofiore?) vorrebbe indire un referendum per chiamare il “popolo” a decidere sulla permanenza (o meno) del fregio mussoliniano assurto un po’ a simbolo della nuova (in realtà quasi eterna) questione-monumenti (o questione-relitti fascisti). Spero sinceramente che non si arrivi a tanto. Assisteremo infatti a una rinnovata campagna polarizzante, alla peggiore riedizione possibile dello scontro tra fautori dell’italianità offesa e della tedeschità imperante (e ovviamente viceversa: della tedeschità vessata e dell’italianità occupante). Non potrebbe accadere niente di peggio, per tutti noi.

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18 thoughts on “Un referendum? Dio ce ne scampi!

  1. Pingback: Quello strano ritorno di fiamma « GattoMur’s Weblog

  2. A parte gli scherzi, l’idea della copertura (che io limiterei al duce a cavallo) è ottima. E adotterei un pannello che comunque lo lasci intravedere.

  3. non vedo il problema di fare il referendum. Ancora una volta sono costretto a ripetermi: volete la democrazia diretta? Allora democrazia diretta sia, anche quando non vi piace.
    Si vada alla conta e si constati se veramente la questione interessa o se è invece solo un veicolo di visibilità per chi si autoproclama portavoce degli interessi degli italofoni.
    Non vedo, onestamente, come si possa applaudire un sistema come quello attuale, dove si ha così tanta paura di scoprire cosa pensano davvero i cittadini del Freistaat Suedtirol o dei monumenti fascisti (che tra l’altro esistono anche a Trento, meno di 60 km a sud di Bolzano, nonostante il fascismo abbia distrutto le prerogative secolari delle nostre valli e città).
    L’intera situazione ha un che di surreale: immersi nel liquame, s’ingiunge all’altro di non muoversi: “non fate l’onda, non fate l’onda!” si leggeva in una striscia delle Sturmtruppen.

  4. “Io non sono a favore della democrazia diretta”.
    Perfetto, allora invita Francesco Palermo a discuterne qui, così magari si fa un salto di qualità.

  5. Tanto per illustrare a che cosa porta la democrazia diretta in questioni etniche..

    http://www.ausschaffungsinitiative.ch/
    http://www.minarette.ch/

    Entrambi le iniziative sono state approvate…e la svizzera è un paese con molto meno problemi etnici dell’ Alto Adige. Un referendum su questa questione sarebbe solo un ennesima opportunità data ai vari populisti per creare ancora piu’ confusione..

    E poi la soluzione proposta da Durnwalder mi sembra molto ragionevole.

  6. @ideco: giusto per chiarire, io sono contro la democrazia diretta per le stesse ragioni. Chiedo solo coerenza da parte di chi invece la invoca come un toccasana. Anch’io apprezzo la proposta di Durnwalder, che è di buon senso e previene tante chiacchiere a vanvera.
    Quanto alla Svizzera, se ha minori problemi etnici dell’Alto Adige è solo perché la classe dirigente svizzera ha operato in modo tale da sopirli e sanarli in senso riconciliativo.
    In Alto Adige si avranno le stesse ondate xenofobe elvetiche, con l’aggiunta della faziosità interetnica indigena. Una fin troppo facile profezia…

  7. La democrazia diretta è l’ultima spiaggia: quando si ritiene che comunque il governante la sappia meno lunga della pancia dei suoi adulatori. A volte è davvero così: la pancia ci azzecca ed il palazzo no.
    Di norma quando ci sono interessi economici o di lobby in ballo. Invece su altri temi bisogna evitarla come la peste. La costituzione l’hanno inventata per tenere a freno il popolo… altrimenti con un paio di “buoni” referendum saremo già dinuovo a bruciare le streghe e scuoiare gli eretici.

    Alla fine da una certa parte è anche comprensibile che si voglia evitare il referendum: si può già intravedere il risultato. Bolzano che fa quadrato attorno alle posizioni di Casapound. E la solita storia che gli italiani son tutti fascisti (cacchio, non è affatto vero: almeno il 30% non lo sono!!! 😀 ).
    Però potrebbe scapparci all’ultimo una bella manifestazione degli Schuetzen ed allora darei il mio benestare al referendum: un male necessario per un entusiasmante serata di fiaccole e tamburi! 😀

  8. ma voi non considerate che giù da voi ;o) è tutto un fiorire di grandi progetti e proposte:
    “Con questa Svp, del dialogo, della ragionevolezza, della consapevolezza – conclude la Biancofiore – si puo’ avviare davvero un’alleanza politica organica e duratura, proficua per il Paese e per lo sviluppo della Provincia Autonoma di Bolzano”.
    “The sky is the limit”, signori.
    ;op

  9. “Con questa Svp, del dialogo, della ragionevolezza, della consapevolezza si puo’ avviare davvero un’alleanza politica organica e duratura, proficua per il Paese e per lo sviluppo della Provincia Autonoma di Bolzano”. [Biancofiore]

    A questo punto è dinuovo possibile parlare di Todesmarsch per il Sudtirolo. Solo che non si tatterà solo della comunità tedesca come negli anni ’60. No, questa sara una “Gesamttiroler Todesmarsch” per tutti, tanto per cambiare.

  10. >Todesfurz.

    Vara… con l’influenza intestinale che gira non ti sarà difficile trovarla. Anche di quelle con frenata!

    Guarda… io la vedo così: un partito (PDL) che non ha generato nulla di buono per l’Italia se non tanto malcostume, che cosa potrebbe combinare di buono per noi? A che risultati positivi potrebbe portare l’auspicata collaborazione? L’alleanza con la sinistra, che ogni tanto qualcosa di buono l’ha fatto, verrà messa in pensione? Rispondi a queste domande prima di tirare in ballo le scorregge… 🙂

  11. Non mi sembra si profili nessuna alleanza tra Svp e Pdl. Io son qui che caschi il caiamano. E si faccia parecchio male. Poi, dopo, si può tornare a parlare di politica. Adesso è solo una penosa battaglia per riconquistare un minimo di decenza.

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