Come Veronica

Mi ha fatto un certo effetto sentire Berlusconi commentare il suo “divorzio” da Fini evocando, per l’appunto, la rottura con la sua ex-consorte: “Mi sono tolto un peso, come con Veronica”. È vero che si tratta di vicende interne al cosiddetto PdA (Partito dell’Amore) – una mostruosità concettuale e linguistica figlia del prolungato effetto prodotto dalla messa in onda di melense soap-opera – ma equiparare la relazione con Fini a quella con Veronica ci dice che per Berlusconi tutto, anche la politica, si basa su un vero e proprio delirio erotico nel quale lui recita (o meglio: crede di recitare) sempre e comunque il ruolo del seduttore (sia etero- che omosessuale) che poi, quando la storia finisce, scaraventa in mare la sua o il suo malcapitato partner.

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16 thoughts on “Come Veronica

  1. Un ‘Eros e Priàpo’ aggiornato (con la farsa che non torna alla tragedia, ma stinge alla farsetta), ecco quello di cui ci sarebbe estremo bisogno, al dì d’oggi.

  2. L’amaca di ieri:

    Nella vecchia Dc convissero per decenni famiglie politiche anche molto difformi, dai boiardi del parastato alla sinistra cislina alla destra confindustriale. Vuoi per un ben congegnato patto di potere, vuoi per spirito di servizio, questa natura confederale resse dalla nascita alla morte. Al primo cenno di un vero dibattito interno, in grado di rubare la scena alle penose parate di aficionadose ragazze pompon, il Pdl si è invece spaccato come un cocomero. Un partito politico che non regge il dibattitoè come una barca che non prevede di dover navigare. Semplicemente, il Pdl non è mai stato un partito (lo dice anche il suo nome strampalato), ma un’ organizzazione di culto nata per la venerazione del capo. “Il nostro scopo – confermò poco tempo fa Verdini – è fare da tramite tra Berlusconi e il popolo”. E’ un compito tecnicamente clericale, con la sola differenza che i preti devono fare da tramite tra popolo e divinità. Comunque vada a finire, il fatto che una struttura del genere, con una funzione del genere, domini la scena politica italiana da quasi vent’ anni, la dice molto lunga sullo stato della democrazia in Italia. E non ci permette di farci soverchie illusioni sul Paese nel quale vivremo anche quando il signor B scenderà dal tabernacolo. – MICHELE SERRA

  3. Iniziando a leggere il testo di Serra sono appena riuscito a prevenire il pensiero che oggi non esistono più partiti veri. Quelli erano ancora bei tempi, quando i politici incassavano le tangenti prevalentemente per il partito e non per se stessi. Adesso questo non c’è più. I partiti d’oggi sono solo azioni oppurtonistiche che regono solo fino a quando il vento non cambia direzione.

    È vero: il PDL non è mai stato un partito, ma il PD lo è? O lo stà ancora per diventare? Mà in Italia esistono ancora partiti?

  4. Ho già scritto in altri blog e lo ripeto qui: Gadilu e Gatto Mur (ma anche Michele Serra), cosa vogliono? Cosa prospettano in alternativa? Si crogiolano nella critica, condivisibile quasi in toto, ma come se ne esce? Il più ragionevole sembra il Serra quando scrive che quando il Berlusca scenderà dal tabernacolo non c’è da farsi soverchie illusioni.
    Vi siete mai chiesti perchè siamo scesi così in basso e ci troviamo in questa deplorevole situazione?
    Pensateci un pochino, poi datemi la risposta.

  5. Beh, in primis sono onorato di essere stato accostato a Serra. In secundis io non mi crogiolo proprio in nulla: io soffro tantissimo, sto male, mi deprimo; e non posso nemmeno essere accusato, come Travaglio, di diventare ricco con l’antiberlusconismo, visto che non ci guadagno nulla. In terzis: io non so come se ne esca; a me andrebbe bene qualsiasi altro governo, anche di destra, guarda: purché non gestisca il potere come lo sta gestendo questo. In quartis: non mi sono mai fatto illusioni neppure io. In quintis: non lo so bene perché ci troviamo in questa deplorevole situazione, se tu lo sai diccelo, per favore.

  6. Io confermo tutte le cose che ha detto il mio amico Gatto, aggiungendo – forse – che una vaga idea di COME ciò sia accaduto non sia poi così impossibile da formulare. In ogni caso: se ce lo dici tu ci risparmi la fatica (facciamo un lavoro di gruppo, ogni tanto, no?).

  7. @angelo41
    io lo so perché. perché siamo stati governati per cinquant’anni dai comunisti. ecco perché ci troviamo in questa deplorevole situazione.

  8. Ascolta gadilu, prendi provvedimenti perchè anche questa volta ho “fatto un culo così” a scrivere un commento ed improvvisamente, cliccando pubblicità o scritte non pertinenti, è andato via tutto.
    Raccolgo le idee e provo a scrivere più tardi. Mi stimola questo forum.

  9. angelo, permetti un consiglio? ogni volta che finisci di scrivere un commento selezionalo tutto col mouse (tenendo premuto il click sinistro e trascinandolo su tutta la superficie occupata dal testo) e poi premi insieme i tasti ‘Ctrl’ e ‘C’ (la funzione ‘copia’). in questo modo salvi il tuo testo, e se non te lo prende basta ripetere l’operazione reincollandolo ogni volta nella finestra dei commenti (con i tasti ‘Ctrl’ e ‘V’, sempre premuti insieme). ti risparmi in questo modo la giusta incazzatura e il tempo non indifferente che impieghi a scrivere. un caro saluto da livorno.

  10. Ti ringrazio per il consiglio, ma il problema è leggermente diverso. Mentre scrivo appare pubblicità o la finestra con un altro scritto. Per eliminarle ci clicco su e…scompare tutto. Vediamo se va bene ora.
    Hai acume e coraggio nel fare quella dichiarazione; ironia a parte non è che ce l’abbia con i comunisti:
    è l’analisi dei fatti che mi convince a pensarla così. Il consociativismo non l’ho inventato io e si è consumato dal 1962 al 1994, modificando profondamente la nostra società (io dico in peggio, altri ci vedono del buono). Formalmente i governi erano tutti di centro-sinistra con l’esclusione del PCI, in realtà i comunisti governavano, eccome! Ricordo che il PCI raggiunse il 34% dei consensi elettorali, quando la DC stava al 38, ai quali si aggiungeva il 10% dei socialisti, ante Craxi, e frange minori della sinistra estrema.
    C’era la spartizione scientifica del potere: i partiti di governo legiferavano (senza dare troppo fastidio al PCI) ed intrallazavano in più campi, mentre le sinistre andavano al sodo con l’occupazione dei posti di comando (scuole, banche, magistratura, enti vari), non disdegnando gli affari di grossa portata con le Coop e con i paesi dell’Est. Nel 1970 le sinistre furono accontentate con l’istituzione delle Regioni ed il loro potere si allargò. Tutt’ora in Emilia Romagna, Toscana ed Umbria il loro dominio impera, egemonizzando di fatto milioni di cittadini. (A Livorno dovresti saperne di più).
    Ricordo come la terza carica dello Stato, proprio per sancire la spartizione, spettava al PCI, che la tenne fino a quando Berlusconi non gli andò a rompere le uova.
    Economicamente fu un disastro perchè, per andare incontro ai lavoratori, furono approvate leggi demagogiche di spesa, senza copertura e si spendeva al di sopra dei bilanci dello Stato. L’istituzione dell’ENEL costò una cifra incalcolabile perchè furono acquistate tutte le società private, che funzionavano bene, e si crearono carrozzoni di competenze, incarichi e via sprecando. Il risultato pratico fu l’aumento del costo dell’energia elettrica ed un’organizzazione costosa a livello di presidenti,
    vice presidenti, consiglieri, funzionari e faccendieri vari. Potrei continuare con altri esempi.
    Moralmente invece, il PCI aveva una sottile politica destabilizzante. Non era consentito l’amor di patria. L’inno nazionale, la bandiera e simili “orpelli “erano ritenuti residuati del fascismo. La famiglia
    cominciò ad “allargarsi” e tante virtù come la verginità, il rispetto, la gerarchia, andarono in soffitta.
    Il 1968, cavalcato entusiasticamente dalle sinistre, diede una bella botta a questi valori, il resto venne da sè. Altri valori, man mano, andarono dispersi fino a giustificare sempre il reo, ed alla fine si giunse all’impunità, al ritenere furbo chi ruba, a rubare senza ritegno. Poi è storia di oggi.
    Non ci sarebbe stato Berlusconi con uno Stato forte e democratico e con una magistratura imparziale
    ed al di sopra dei partiti.

  11. Insomma, Angelo, dalla tua analisi sembrerebbe che lo sfascio sia da attribuire, guarda un po’, ai comunisti e ai magistrati. Al di là del fatto che l’ho già sentita da altre parti (e va pure di moda), è una ricostruzione che non mi convince per nulla. Soprattutto quando addebiti alla “dissoluzione dei valori” del 68 tutto lo schifo seguente.
    Io non saprei arrischiare un’analisi tanto organica. Ma mi sembra che si possa dire che a dare la spallata alla cultura civile del nostro paese è stata più la televisione che la scuola, come mi sembra voglia suggerire in parte tu. E Berlusconi ha cominciato a fare politica con Drive In e le soap opera. E ha saggiato il suo potere quando le masse scendevano in strada per opporsi a chi, leggi in mano, oscurava le sue televisioni, chiedendo con tanto di cartelli di poter riavere il loro Dallas quotidiano.

  12. @angelo
    ??????????
    un delirio… (i comunisti occupavano le banche?!?! la magistratura?!?!)
    e poi che palle questa solfa del comunismo che ‘egemonizza i cittadini’… ma che cazzo vuol dire?! la gente che votava comunista era CONVINTA di quel che faceva, era LIBERA di farlo. ma che dici?! cos’è, i comunisti in italia hanno lavato il cervello alla gente? ma siamo impazziti?! mah, qui mi sa che ci risiamo col delirio anticomunista. E SI DEV’ESSE’ ORGOGLIOSI DELL’ENORME CONTRIBUTO DI CIVILTA’ E DI CULTURA CHE IL COMUNISMO HA DATO A QUESTO PAESEEEEEEEE!!!!! (boia, ma siete duri, eh…). ciao

  13. (sempre @angelo)
    e poi, ah ah ah, dimenticavo: cioè, praticamente seondo te se craxi rubava era perché nel sessantotto i gggiovani predicavano l”amore libero’… ohiòhi…

  14. ….C’era la spartizione scientifica del potere: i partiti di governo legiferavano (senza dare troppo fastidio al PCI) ed intrallazavano in più campi, mentre le sinistre andavano al sodo con l’occupazione dei posti di comando (scuole, banche, magistratura, enti vari), non disdegnando gli affari di grossa portata con le Coop e con i paesi dell’Est. Nel 1970 le sinistre furono accontentate con l’istituzione delle Regioni ed il loro potere si allargò. Tutt’ora in Emilia Romagna, Toscana ed Umbria il loro dominio impera, egemonizzando di fatto milioni di cittadini…..

    Con tutto il rispetto, ma come è possibile fare affermazioni di questo genere, che vanno contro il senso comune ancora prima che contro i dati oggettivi? Le scuole??? All’epoca dipendevano dai provveditorati agli studi, da cui a loro volta dipendevano i presidi, che non risulta fossero al soldo dell’Unione sovietica. Quanto agli insegnanti, sono uomini, quindi ciascuno l’avrà pensata e si sarà fatto influenzare come e da chi meglio gli pareva. Le banche??? Tranne forse il Monte dei Paschi, è notorio che le fondazioni bancarie erano un tipico feudo della DC. La magistratura??? Stesso discorso degli insegnanti, c’erano correnti di sinistra e di destra al loro interno. Gli Enti vari??? Tutti i carrozzoni del parastato erano la tipica “mangiatoia” dei partiti di governo, una delle ragioni per cui negli anni ’80 si gonfiò il debito pubblico e poi infine si arrivò a Tangentopoli. Quanto ai milioni di persone che nelle regioni rosse sarebbero sotto il dominio eccetera eccetera, il concetto si può non dico condividere, ma prendere in considerazione per discuterlo magari sì, però la formulazione, dai, è ridicola.

  15. Angelo è un tipico, tipicissimo prodotto dei nostri tempi. Io non mi sogno minimamente di star lì a confutarlo (impresa inutile). Dobbiamo semplicemente godercelo così com’è: nature.

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