Il caso Orfino

Oggi pomeriggio ho ricevuto una telefonata di un amico che mi ha chiesto: “sai nulla del caso Orfino”? Ho risposto di no, che sapevo qualcosa di vago, che aveva avuto problemi nel consiglio comunale dove era stato eletto (Vipiteno), ma non sono stato in grado di dire molto di più. Allora mi sono documentato [QUI].

Conosco personalmente Orfino. E conosco ovviamente anche la sua attività politica. La prima volta che sentii parlare di lui, qualche anno fa, era a proposito di una polemica da lui avviata nella scuola che frequentava. Qualcuno aveva dimenticato la cartolina di una moschea appiccicata sul muro di una classe. Orfino ne aveva fatto un caso, smuovendo un po’ le acque del paesino natale e paventando una imminente islamizzazione dell’Alta Valle Isarco. Si dirà: cazzate di un quindicenne, amplificate dal micragnoso contesto locale. È vero. Esistono però persone ben più adulte di Orfino (e operanti in contesti più larghi) che palesano le stesse tendenze. Non è escluso che anche loro abbiano cominciato ad esibirle da piccoli (magari scagliandosi contro altri bersagli).  Passato questi cinque minuti di gloria (?), Orfino ha continuato a far carriera nelle formazioni giovanili di AN (prima) e del PDL (poi). Si ricordano visite agli ossari, grandi sventolii di tricolori, qualche scaramuccia con la trecciuta Eva Klotz in occasione della memorabile applicazione del cartello “Süd-Tirol ist nicht Italien” al Brennero e anche un controverso braccio teso alla maniera romana durante un “presidio” al Monumento alla Vittoria contestato dagli Schützen. Insomma, la solita solfa di “destra”, tipica di un ragazzotto ossessionato dal problema dell’identità (bisogna sapere che Orfino è figlio di padre italiano e di madre austriaca, ma anziché vivere con serenità questa sua fortunata condizione di “ibrido” ha finito con l’abbracciare l’italianità paterna forse anche in reazione al clima di abituale antiitalianità che avrà respirato da piccolo nel suo nativo borgo selvaggio) e culturalmente non proprio robusto (in uno scambio che avemmo un giorno su facebook, Orfino mi disse di non avere mai letto un libro in vita sua e di non avere nessuna intenzione di farlo).

Insomma, questo è Davide Orfino, accusato da Sven Knoll (fondamentalmente un suo omologo, anche se un po’ più anzianotto, eletto di recente in Consiglio Provinciale, e fanaticamente rivolto a perorare la causa dell’autodeterminazione) di essere vicino agli ambienti dell’estrema destra italiana e quindi non degno di ricevere incarichi comunali per occuparsi dei giovani (dei tre o quattro giovani di lingua italiana dei quali Orfino si sarebbe voluto occupare).

Ecco. Questo è quanto. Se adesso (dopo aver letto) provate, come me, la voglia di sbadigliare, vuol dire che possiamo passare tranquillamente a un altro argomento. Se invece avete voglia di approfondire il discorso, cominciate a preoccuparvi.

[P.S. Di Orfino mi ero già occupato in questo blog – cfr. il link sottostante. Lo feci poco prima che mi togliesse l’amicizia su facebook in quanto non riusciva a sopportare le mie svariate critiche. 🙂 ]

https://sentierinterrotti.wordpress.com/2010/03/28/scrivere-non-serve-quasi-a-nulla/

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