Testimonianza interessante

In margine (molto in margine) al dibattito sul prossimo candidato sindaco di Bolzano espressione del Pdl (a proposito: partecipate numerosi a questo sondaggio), si può leggere in rete una testimonianza molto interessante resa da un certo Franco Bortolameolli [QUI]. Mi colpisce soprattutto il candore con il quale questa persona afferma di aver militato (e lungamente) nella struttura segreta GLADIO. E lo afferma così, come se si trattasse di una cosa non solo normale e scontata, ma sotto sotto addirittura di cui menare vanto.

53 thoughts on “Testimonianza interessante

  1. Sì, ha colpito molto anche me. Ma ormai, davvero, non mi stupisco più di nulla. Comunque bene hai fatto a mettere in rilievo la cosa, è piuttosto indicativa e inquietante.

  2. Bortolameolli gestiva qualche anno fa un proprio sito, ora non più presente in rete, nel quale prendeva posizione per il mantenimento del nome “Piazza della Vittoria” a Bolzano e dove, fra le latre cose, raccontava della sua esperienza con Gladio, motivata dal timore dell’ espansione verso Occidente del comunismo sovietico. Sul sito aveva anche pubblicato foto di suo padre, ufficiale dei Kaiserjäger tirolesi durante la prima guerra mondiale sul fronte carpatico ed esprimeva solidarietà al governo austriaco Schüssel-Haider, allora criticato duramente in tutta Europa.

  3. Non accostiamo PdL a questi fenomeni da baraccone e soprattutto basta dargli attenzioni… GLADIO non si conoscerà mai è quindi inutile sentire delle testimonianze a metà, strumentali invece le altre polemiche finali che servono soltanto a mettere in cattiva luce delle altre persone, ma credo l’effetto delle parole di una persona come Bortolameolli giochino solo a favore delle persone che critica, e mettano in cattiva luce la parte che sostiene. (vista la sua posizione)

    Da che pulpito certe affermazioni… mamma mia uno di GLADIO che parla di democrazia e politica robe da matti!

    BRAVO Gabry sta volta siamo d’accordo!

    BERTO
    (sconvolto)

  4. Solo per la cronaca, i personaggi che venivano “arruolati” in GLADIO erano come richiesto persone ottuse ed incapaci di cambiare idea…fascisti si , ma anche esaltati!

    Fate voi…

  5. Guarda Berto, io non lo so. Conosco poco la storia di Gladio per tranciare giudizi di condanna con chi vi ha preso parte. Quello che so è che si trattava di una struttura clandestina, dunque fondamentalmente antidemocratica. Per questo mi aspetterei un po’ più di prudenza nel dichiarare l’appartenenza a quella struttura come se si trattasse di un banale corpo militare. Poi leggo i soliti commenti obliqui di chi millanta rapporti con politici famosi e dice che ormai è tutta acqua passata e non si può ancora vivere nelle trincee. Benissimo. Peccato che lo si dica per applaudire un capo del governo implicato, tra le altre cose, nella vicenda della Loggia Massonica P2 (se possibile una struttura clandestina peggio di Gladio). Dalla padella nella brace, insomma. Evidentemente in Italia non è possibile trovare una destra di tradizione “nobile” e bisogna fare lo slalom tra gli scheletri negli armadi.

  6. Attendo solo che qualcuno si vanti di aver fatto parte della banda della Magliana.

    1816, il numero del pluripregiudicato, nella P2.

  7. Fausto Bertinotti ed io abbiamo amato molto e continueremo a portarlo ad esempio Licio Gelli, eppure fino a una certa data sicuramente oltre la mia era sempre stato un dirigente della struttura clandestina che porta il nome di P2. Una struttura clandestina che si opponeva al comunismo e non per scherzo, di cui oggi ammettere l’esistenza, la verita’ e la passata partecipazione non dovrebbe appunto far male a nessuno perche’ finalmente superate entrambi (la loggia P2 e il comunismo, ovviamente) ed alla grande. Eppure questa verita’ fa ancora male a qualcuno (cioè a voi, intendo dire) che non ha mai smesso di fomentare vendette, da bravi frequentatori dei corridoi della politichetta, ma scambiati forse per eroiche trincee antifasciste. Ci sono ancora i bebe’ del terrorismo, gli idioti matricolati che continuano a pensare a questo Paese come se la Resistenza dovesse indefinitamente continuarvi, anzi riprendere vigore contro Berlusconi e contro chi lo sostiene. La manifestazione di Sabato 13 costituisce una svolta politica di cui ci saranno da temere dei contraccolpi sul piano della delinquenza organizzata e del terrorismo.

  8. @ Matteo

    Il fatto che tu abbia seguito pure questo sito di Bortolameolli m’inquieta. Perché tu sai sempre tutto? Lavori per i servizi segreti. Confessa.

  9. Già iniziare una frase con “Fausto Bertinotti e io” è un po’ osé, direi. Comunque mi piace lo stilema, d’ora in poi lo adotterò anch’io…

  10. @Gabriele
    Sì, agente Zero Zero Beppe dalla Russia con furgone!
    ci sono capitato per caso, quando imperversava la controversia sul referendum di Piazzadella Vittoria/della pace, già qualche annetto fa.
    Ero ancora studente.

  11. strutture analoghe a gladio esistevano in tutti i paesi europei aderenti all’alleanza atlantica; venivano chiamate “stay behind”, ossia coloro che “stanno dietro”. scopo di queste organizzazioni sarebbe stato quello di organizzare la “resistenza” in caso di invasione di uno stato dell’alleanza atlantica da parte delle truppe del patto di varsavia.
    non mi stupisce il fatto che bortolameolli, che confessa di aver fatto parte di gladio, ne parli così apertamente. dovrebbe essere più riservato, stando a gadilu, se si dà per scontato che gladio fu un’infamia. il che si è cercato di argomentare – con esiti fallimentari.

    la battaglia del partito comunista italiano contro gladio, allorché l’esistenza di quella struttura fu resa pubblica da giulio andreotti (che aprì gli armadi – o un particolare armadio – dei servizi segreti alle richieste del giudice veneziano casson), si basava su questa argomentazione: gladio è di fatto un trattato internazionale, ossia un atto che impegna lo stato italiano. i trattati però devono essere ratificati dal parlamento. ora, siccome il parlamento italiano era sempre stato tenuto all’oscuro di gladio, ecco che si profila l’accusa di alto tradimento per tutti i presidenti della repubblica, i presidenti del consiglio e i ministri dell’interno (cariche che venivano messe al corrente dell’esistenza di gladio) dagli anni in cui gladio fu fondata (credo gli anni cinquanta, ma potrebbero essere anche i sessanta) al 1990, anno in cui l’esistenza di gladio fu resa pubblica. insomma: cossiga, pertini (fortuna sua che era già morto), leone, saragat (fortuna sua che era già morto) e poi andreotti, goria (forse era già morto), craxi, spadolini, forlani, de mita… più una lunga serie di ministri dell’intero che francamente sarebbe noioso elencare, a processo per alto tradimento, reato per il quale, in tempo di guerra, è prevista la pena di morte.

    gladio in realtà era un accordo tra i servizi segreti, non un trattato. giuridicamente il suo fondamento era il trattato dell’alleanza atlantica, questo sì ratificato più volte dal parlamento italiano. tra le altre cose i trattati prevedono la possibilità di stipulare accordi (tra servizi segreti, tra gli eserciti, le polizie, i diversi rami delle amministrazioni degli stati, ecc. ecc.). così in effetti avvenne: per gladio e per tutta una (lunga) serie di accordi più o meno espliciti, più o meno riservati.
    la battaglia del partito comunista italiano sul caso gladio era strumentale e fu persa in tutte le istanze: giudiziarie e politiche. al termine di una lunga controversia il caso gladio fu chiuso dal cosiddetto “tribunale dei ministri”, formato da un collegio di giudici delegato a giudicare eventuali reati ministeriali. sul piano politico la battaglia militante su gladio fu di fatto abbandonata per cavalcare un altro tormentone, tangentopoli, che prometteva molto e che produsse quello che sappiamo.
    in nessun altro paese dell’alleanza atlantica dotato di una struttura segreta simile a gladio fu organizzata una campagna simile a quella italiana: né in gran bretagna, né in germania, né in danimarca, né in svezia e via elencando.

    gladio è tuttavia un’immagine non priva di un suo perverso fascino. suggerisce la vecchia, inutile, anzi perniciosa idea che l’italia sia stata governata con l’inganno da un’alleanza politica di venduti, che non meritano altro trattamento che la galera. solo grazie a questo “grande imbroglio”, al gioco falsato e truccato, le forze realmente democratiche dell’italia non sono riuscite ad andare al governo. insomma: non ci fosse stata gladio, avremmo avuto la vera democrazia.
    chi vuol credere in questa favola libero di farlo. W la libertà!

  12. @ gatto mur
    per non inquinare il tuo blog, lo posto qui:
    il “censimento” giorgio holzmann e mario tagnin mi sembra proprio una gratuita fesseria.

  13. Lucio, dunque ABBIAMO AVUTO vera democrazia? Non è forse anche questa una favola? Non è – più oltre – la democrazia, in quanto tale, una favola?

  14. @ gadilu
    in italia abbiamo avuto una democrazia incompiuta, per tutta una serie di fattori, ma non per gladio.
    la democrazia non è, inquanto tale, una favola. è la forma di governo meno peggiore che abbiamo finora sperimentato.
    cosa c’è se non c’è la democrazia? chi comanda se non comandano coloro che sono eletti dal popolo?

  15. @Lucio
    Il fatto é che in nessun altro Paese occidentale (come quelli da te su elencati) le organizzazioni Stay Behind hanno combinato i crimini e le porcate che hanno combinato in Italia, vedi strategia della tensione, terrorismo di Stato (fra cui anche diversi attentati in Alto Adige).
    Inoltre, le organizzazioni Stay Behind non hanno avuto nessun problema a servirsi di criminali di guerra come Reinhard Gehlen e altri vari nazisti e fascisti riciclati.

  16. @ lucio giudiceandrea
    Hai una stima molto bassa di te stesso, se temi di “inquinare” il mio blog. O il contrario. Che è lo stesso, in fondo.
    Devo constatare ancora una volta che: a. non sei un lettore attento; b. non brilli particolarmente per spirito umoristico.
    a. Io non ho fatto alcun “censimento” tra Tagnin e Holzmann, dei quali, detto per inciso, m’importanasegna. Ho voluto dare voce al “poppolo” (lontano ispiratore questo editoriale di Gramellini: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=767&ID_sezione=56&sezione= , leggilo, magari riposi la mente dalla lettura dei dati del ragionier Monorchio) facendolo scegliere tra quattro (e non due) possibili sindaci).
    b. È ovviamente una sciocchezzuola: ma ancor più sciocco è chi la prende sul serio (ad esempio: chiunque sia venuto a dare ben 10 voti a Tagnin).
    Ecco, sepro di essere stato esaustivo.
    Per non inquianare oltre il blog di Gabriele, ti faccio notare che commentare altrove qualcosa è, questa sì, una gratuita fesseria.
    Buonanotte e sogni d’orco.

  17. Una democrazia compiuta non dovrebbe avere bisogno di un’organizzazione militare segreta “pronta a intervenire” qualora il volere del popolo spingesse l’ago del gradimento politico in una direzione non gradita ai comandanti di quell’organizzazione militare. Col senno di poi possiamo quindi anche dire che sia stato un bene o che non sia stato necessariamente un male (mali peggiori, l’ho detto prima, ci sono stati, vedi per l’appunto l’azione della criminalità organizzata, delle massonerie finanziarie e quant’altro). Resta il fatto che la nostra democrazia era incompiuta ANCHE perché esistevano organizzazioni come Gladio.

    Sul resto concordo. Non possiamo immaginarci nulla che funzioni meglio di una democrazia, a parte una democrazia che funzioni meglio.

  18. @ matteo
    la responsabilità penale è una responsabilità personale. se persone appartenenti a gladio hanno compiuto crimini, questa responsabilità va provata individualmente e personalmente per ognuno di loro. i cosiddetti “reati associativi” sono, come sai, molto problematici.
    la responsabilità di gladio, dell’organizzazione gladio in quanto tale, nella cosiddetta “strategia della tensione” non è provata.
    i casi di “infiltrazione” ci sono stati. in germania, paese che stimo moltissimo, addirittura in apparati dello stato noti e conosciuti. sono fatti che devono essere denunciati, criticati e ai quali va rimediato, ove possibile. sono d’accordo su questo.
    ma la “battaglia” contro gladio non era (solo) questa. per quell’altro che la “battaglia” contro gladio era, le cose stanno come ho detto.

  19. @ gadilu
    scopo di gladio e delle altre strutture stay behind era organizzare la resistenza in caso di invasione del territorio nazionale da parte di truppe del patto di varsavia. fa parte della “battaglia” contro o “su” gladio diffondere la cosa che dici tu: che cioé gladio avrebbe dovuto intervenire in caso di vittoria elettorale del partito comunista.
    la finalità di gladio era, ripeto, un’altra: garantire la permanenza dell’italia nell’alleanza atlantica. una scelta infinitamente migliore di quella del patto di varsavia, come tu stesso convieni.

  20. @luciogiudicenadrea
    È vero: non me ne entra manco un euro. Pensa che altri fanno/dicono/scrivono fesserie e glie le pagano pure…

  21. @ gatto mur
    una sciocchezzuola, su due dei quali gl’importa na sega, da non prendere sul serio…
    verosimilmente è gatto mur che non va preso sul serio.

  22. Lucio, a te risulta che l’ipotesi di una possibile vittoria elettorale dei comunisti fosse – a suo tempo – contemplata come una “normale” evenienza politica da ratificare sic et simpliciter? O per caso non esisteva (largamente diffuso) il pensiero che ciò avrebbe costituito esattamente l’anticamera di quell’invasione tanto paventata? Ragione insomma per cui l’organizzazione militare preposta a sventare questa seconda evenienza, mancando l’evenienza, ha dovuto essere impiegata per rendere ancora più improbabile quella democratica vittoria? Ovviamente hai ragione tu: il mio ragionamento (non solo mio, ovviamente) non terrebbe se fosse pienamente dimostrato che Gladio non ha mai operato per condizionare la vita politica del paese. Ma è dimostrato? A sentire te lo è. E io ti voglio credere. Rallegrandomi inoltre per l’inusitato fatto: è la prima volta che non ti esprimi negativamente nei confronti di un’istituzione italiana (anche se in realtá si trattava di un’organizzazione internazionale, tu ne hai apprezzato la versione italiana, e questo deve essere sottolineato).

  23. @ luciogiudiceandrea
    Lo confesso: ho avuto l’incarico direttamente da Silvio (da me conosciuto a una cena, anni fa, con Craxi e Dell’Utri) a commissionarmi il sondaggio. Mi ha detto: “Gatto, pensaci tu! ‘sti fregnoni stanno a fa’ ‘n casino peggio d’ aa storie d’ ee liste elettorali. Me raccomanno, fa’ ‘na cosa fine, buttace ‘n mezzo quarche antro nome, così, pe’ vede’ si l’elettori stanno attenti”.
    Ecco, è nato tutto così, da questa telefonata, intercettata d’altronde, che a giorni sarà pubblicata su Repubblica: contento così?

  24. L’episodio dell’ambasciatrice americana a Roma (di cui mi sfugge ovviamente il nome) che negli anni Cinquanta disse ai vertici del Governo: “Dovete dichiarare fuorilegge il PCI”, testimonia del fatto che gli USA non avrebbero visto di cattivo occhio la estromissione del Partito Comunista con qualsiasi mezzo. Fortunatamente all’epoca la nostra Repubblica era nelle mani di politici seri, che risposero alla signora: “Guardi, noi ci riteniamo un paese democratico, quindi non dichiareremo fuorilegge nessun partito”. Chissà oggi…
    Mi scuso per i riferimenti così nebbiosi, ma garantisco che è un episodio vero della storia del nostro paese, che forse qualcuno, con più cellule cerbrali di me, potrà precisare meglio nei dettagli.

  25. Ecco, cominciano a muoversi le sinapsi: l’ambasciatrice che chiese la messa al bando del PCI si chiamava Clare Booth Luce. Purtroppo non sono riuscito ancora a ricordarmi dove avevo letto dell’episodio, ma pian piano ci riuscirò. Per ora (nonostante luciogiudiceandrea pensi che io non sia da prendere sul serio) dovete accontentarvi e fidarvi delle mie parole.

  26. Oggi? Oggi i comunisti li han già sbattuti fuori… metterli fuorilegge è sciocco, giacchè spariranno fra qualche anno da soli.

    >Una democrazia compiuta non dovrebbe avere
    >bisogno di un’organizzazione militare segreta
    >“pronta a intervenire” qualora il volere del popolo
    >spingesse l’ago del gradimento politico in una
    >direzione non gradita ai comandanti di
    >quell’organizzazione militare

    Sotto scrivo questa tua affermazione in pieno.

  27. @ gadilu
    secondo me c’era in giro per l’europa e gli stati uniti un sacco di gente molto preoccupata del fatto che i comunisti potessero andare al governo in italia.
    secondo me si sono compiute anche delle “mosse” (chiamiamole così) piuttosto sporche affinché i comunisti non andassero al governo in italia. ma gladio non c’entra, tra queste mosse.
    inoltre non si deve dimostrare che “gladio non ha operato per condizionare la vita politica del paese”. semmai bisognerebbe dimostrare il contrario, ossia che gladio ha operato per ecc ecc. (i giuristi dicono che l’onere della prova spetta all’accusa).

    siccome il senso di un blog, suppongo, è anche quello di far parlare chi lo legge, ho preso spunto dal tuo intervento su gladio per dire quello che io so della vicenda. tutto qui.

  28. Hai fatto benissimo, Lucio. Io, come ho già detto, non sono un esperto di Gladio. Ma ritengo comunque che aver disposto di un esercito parallelo e segreto sia stato un fatto ben poco inquadrabile nella cornice democratica che io mi augurerei per il paese. Tutto qui.

  29. “…per dire quello che io so della vicenda”

    Quando qualcuno mostra tanta sicurezza, sarebbe però anche interessante conoscere le fonti sulle quali basa la sua presunta conoscenza. Altrimenti non si capisce perché occorrerebbe dare più credito a una ipotesi piuttosto che a un’altra.
    Ad esempio: al di là del sillogismo che “occorrerebbe dimostrare il contrario”, quali sono le fonti, le realtà di fatto etc. sulle quali si sta così accesamente “difendendo” l’operato di Gladio?
    Sarebbe bello a questo punto un incontro faccia a faccia tra Pier Paolo Pasolini e Lucio Giudiceandrea (che spero volgia scusare il parallelo ingeneroso). PPP afferma:

    “Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.”

    E poi:

    “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.”

    E LG: “Eh, no, caro il mio PPP, tu hai l’onere della prova” etc. etc.
    Una scena divertentissima.
    Scusa Gabriele se ho ulteriormente “inquinato” il tuo blog.

  30. Berto non sai quello che dici. La p2 era “paramilitare” in quanto tra gli affiliati contava anche un paio di generali. E quando si è trattato di “coprire” o di “sviare le indagini” relative alle stragi (tipo quella di Bologna) ha agito nel peggiore dei modi (rendendosi di fatto complice degli assassini). Si vede che non conosci le cose.

  31. Licio Gelli e io pensiamo che non riuscirete mai a dimostrarlo. E visto che l’onere della prova spetta all’accusa…

  32. @berto tu dici:Solo per la cronaca, i personaggi che venivano “arruolati” in GLADIO erano come richiesto persone ottuse ed incapaci di cambiare idea…fascisti si , ma anche esaltati!………..
    ma che ne sai tu di GLADIO , tu che non hai cognizioni al di fuori di quanto comandato giornalmente dal partito? casomai c’era gente che aveva pagato le conseguenze del fascismo bruciando la propria giovinezza e non voleva che il comunismo ne continuasse il ruolo di oppressione. Non erano certo comunisti, questo è sicuro, ma di qui ad essere fascisti ne corre. Ma quella gente, ora, quella che è ancora vivente, ti assicuro che si vergogna della bassezza politica della destra che sta comandando il paese.
    E non per questo si sente comunista ora. ,,,,
    Esaltato è qualcun’altro,… anzi ti dirò che non ce ne sono più di esaltati, sono semplicemente dei venduti.

  33. Sono stufo degli insulti e dei giudizi di valore che continuamente mi attribuite anche più volte al giorno dall’alto della vostra (demenziale) arroganza da saputelli.
    Vergognatevi un poco…siete buoni solo a distruggere e vi occupate solo di smontare tesi e criticare perchè di proporre proprio non ne sareste capaci…

    BUON LAVORO!

    Alessandro Bertoldi

    P.S. tornerò forse quando avrò di nuovo voglia di farmi due risate…

  34. giudizi di valore personali di questo tipo: “ma che ne sai tu di GLADIO , tu che non hai cognizioni al di fuori di quanto comandato giornalmente dal partito?” oppure “Berto non sai quello che dici” sempre mortificare…e daje!

  35. «La responsabilità penale è personale», «Gladio non c’entra, tra queste mosse», «I giuristi dicono che l’onere della prova spetta all’accusa». «La finalità di Gladio era, ripeto, un’altra: garantire la permanenza dell’Italia nell’Alleanza atlantica». E via di questo passo.

    Sono sinceramente colpito da tante e tali cautele, unite alla perentorietà delle sentenze d’assoluzione emanate su una pagina di storia italiana che rimane – comunque la si pensi – tutt’altro che trasparente. Soprattutto se vengono da chi, nel giudicare altre vicende, altri percorsi, usa la scure del consociativismo e dell’intelligenza coi Soviet, fattori – quelli sì, si deduce agevolmente – d’incompiutezza di democrazia e cultura italiane. Diverte certo, pur lasciando perplessi, vedere il fiero cipiglio del supremo Giudice della Storia trasformarsi, toccando certi argomenti, certe zone – d’ombra per tutti gli altri, non certo per Lui – nell’ammicco del capzioso difensore “sostanzialista”.

    Tralascio, per carità di quel che preferite, di elencare le occasioni in cui sarebbe quantomeno auspicabile far piena luce sul ruolo svolto da Gladio, che vada oltre il computo delle responsabilità penali (peraltro prescritte, amnistiate e quant’altro) degli ad essa appartenenti.
    Ritengo però necessario, riallacciandomi a considerazioni precedenti sulla compiutezza o meno di una democrazia che si serva di simili strumenti, precisare che la democrazia, in Italia, si esercita nelle forme e nei limiti sanciti dalla nostra Costituzione. Cui strutture di tipo stay-behind come Gladio erano (sono ancora?) estranee, e non a mio esclusivo giudizio. Che, ho l’onestà di ammettere, assai poco vale. Di strutture di quel tipo si possono certo condividere le finalità, senza che per questo si possa pretendere di costituzionalizzarle, democratizzarle in nome delle proprie idiosincrasie politiche, o tentare di spacciarle per circoli del bridge, con sede in luoghi ameni tipo Ufficio R del Sifar e con qualche socio birichino ma, in fondo, patriota. No, davvero non si può.

  36. sì, gambero, non ho voglia di scrivere, mi sbrigherò subito: la storia delle trame atlantiche non è pienamente riconducibile alla Nato o a un accordo tra servizi (e quindi a una strategia legittima, per quanto segreta). Sono piuttosto comprovati la continuità tra Gladio e neo-fascismo veneto (operanti nelle stessa area di confine nord-est) riferibili a un unico ufficiale di collegamento CIA di base a Verona (tale Longo, se non ricordo male, italo-americano), più decine di dichiarazioni, non adeguatamente supportate da prove, su i due livelli di strategia di Gladio, in più pare certo che Bertoli, quello della bomba alla Questura di Milano, dove a momenti Rumor ci rimetteva le penne, fosse un gladiatore (mi pare ci sia anche il numero/agente).
    nel link suggerito sopra, interessante la parte dove si accenna alla codificazione penale del reato di depistaggio, oltre al solito marasma di servizi e interessi politici mutevoli, convergenti, contrastanti che hanno segnato, e segnano, la nostra storia.

  37. @da
    Ho dimenticato di ringraziarti per il link dell’intervista a Vinciguerra, davvero interessante.

    Anche se sempre troppo poco se ne sa, appare evidente come la struttura stay-behind fosse accuratamente divisa in sezioni dai compiti ben specifici, e che certe ambigue attività non fossero da ricondurre a singoli elementi deviati, e che non si trattasse esclusivamente del passatempo di dopolavoristi patriottardi ed un po’ esaltati, coi fucilini di plastica col tappo in sughero. Molto interessanti i contenuti delle indagini condotte dai magistrati militari Sergio Dini e Benedetto Roberti sui diversi livelli di Gladio e sulle loro specifiche attività, più o meno “istituzionali”, prima che l’inchiesta approdasse al romano porto delle nebbie per incompetenza territoriale della Procura militare di Padova.
    http://archiviostorico.corriere.it/1992/febbraio/25/per_Gladio_militare_inchiesta_Roma_co_0_92022513625.shtml

    Qui, prima o poi, la digitalizzazione dell’audizione di Dini e Roberti in Commissione Parlamentare (metto lo stesso il link, a mo’ di appunto: non so se sia disponibile altrove). http://www.radioradicale.it/scheda/73891/73963-commissione-parlamentare-di-inchiesta-sul-terrorismo-in-italia-e-sulle-cause-della-mancata-individuaz

  38. sì, grazie, ricordavo l’ episodio del trasferimento dell’ inchiesta su Gladio Militare. Concludo con le audizioni della Commissione parlamentare di cui sopra della XIII legislatura (primo governo Prodi 96-00), le più vecchie disponibili, tra cui segnalo, ma molte sono interessanti, le audizioni del giudice Salvini, anche se non strettamente correlate a Gladio.

    http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/audizioni/aud.htm#1

  39. Burocrazia? Dove, di grazia? Parliamo forse di marche da bollo? Siamo piuttosto gli unici a parlare di cose concrete, di lavoro d’indagine svolto, piuttosto che dei nostri liberi (?) convincimenti, legittimi quanto si vuole, ma che lasciano il tempo che trovano, che valgono quanto quelli di segno opposto. Parlare piuttosto di reduci di guerra ed antifascisti, sostiene Luigi. Beenissimo, sacrosanto. In Gladio ne militavano, è indubbio. A patto che dal loro novero si vogliano escludere, a titolo esemplificativo, i reduci della X Mas di Borghese e quelli dell’Unione dei reduci di Salò da lui in seguito presieduta. Proseguiamo. Come già fatto notare, è ripetutamente emerso come la struttura stay-behind operasse su più livelli, divisa in sottostrutture dalle diverse finalità, oltre che dalle diverse aree di competenza. In parte “presentabili”, di cittadini, diciamo così, genericamente all’erta (come, presumo, quella di cui faceva parte il signor Bortolameolli, vista la schiettezza della sua ammissione), altre, non necessariamente citate nella relazione Andreotti, né tantomeno conosciute agli altri livelli, più o meno strettamente coinvolte in misteri ed operazioni non limpide, dal quantomeno dubbio DNA costituzionale ed antifascista. “Burocrazia”? Mah. E stop. Il tutto è forse (anzi, certo) troppo complesso da ricostruire in un thread di commenti su un blog.

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