Una fazza una razza

 

È grottesco vedere come il mondo politico italiano si stia affannando ad alzare una cortina fumogena sulla corruzione, promettendo progetti di legge che, come una panacea, finalmente libererebbe lo Stivale dai parassiti (e non si capisce bene se questi appartengano alla categoria sfrangiata degli “imprenditori” o a quella più facilmente identificabile dei funzionari di stato). Davanti ai discorsi che gli automi di regime ripetono come cyborg eteroprogrammati (“Non è Tangentopoli, quando chi rubava, rubava per il partito: ora chi ruba, ruba per se stesso, e sono solo casi isolati”), è più che lecito pensare che si tratti dell’ennesimo caso di freudiana Verneinung elevata a ritornello del discorso ufficiale del potere.

Cambio canale, e questa sera, 23 febbraio, il Tg di France 1 ha dedicato un lungo reportage sulla situazione drammatica delle finanze greche, con tanto di interviste a ministri, professionisti e funzionari pubblici. Qual è il nocciolo della questione? Il giornalista di France 1 mette (facilmente) in relazione l’enorme deficit pubblico greco (arrivato al 123% del PIL, quest’anno, tanto da far scattare un cosiddetto allarme rosso a Bruxelles, com’è noto) con una corruzione che è sistemica. Scorrono intanto immagini di studi di professionisti, di medici ecc. Un medico non ha timore a confessare che lui riceve sempre delle bustarelle con dentro una piotta d’una cinquantina di euri per visita, dal momento che – così dice – “il paziente è convinto che, con questo incentivo, il medico sarà indotto a fare meglio il suo mestiere”. Ecco che un medico greco enuncia chiaramente il retropensiero che guida silenzioso gli automatismi “pro domo sua” dell’homo italicus! In un’altra intervista parla un imprenditore, il quale racconta che, prima dell’ingresso nella UE, le bustarelle venivano consegnate nascoste in forme di formaggio (oh! dolce Arcadia!), mentre ora viene impiegato il sistema della triangolazione con bonifico estero su estero in paradisi fiscali. Corruzione-evasione, binomio che dalle nostre parti conosciamo bene.

Si sa: i francesi quando vanno a fare le pulci a casa di altri sono antipatici, e dunque il reportage illustra chiaramente il carattere endemico e, appunto, sistemico della corruzione in Grecia (qui evito di farmi prendere da un sussulto républicain e di raccontare qualche ricordo sul nepotismo dei politici greci a Bruxelles, storie riferitemi anni fa da amici che lavoravano negli uffici dell’allora Comunità Europea: dico solo che grazie all’arrivo della Grecia, gli italiani non apparvero più come “i nepotisti per eccellenza”, dunque non il grado più basso di corruzione e di immoralità. E questo basti).

Antipatia su antipatia: in chiusura di servizio, intervista al ministro delle finanze (del nuovo governo socialista), che afferma che verranno prese misure necessarie per limitare gli episodi di corruzione nella pubblica amministrazione. Il giornalista, a commento, aggiunge: “I pubblici funzionari hanno affermato che accetteranno delle norme anti-corruzione solo quando i politici avranno dimostrato per primi di non essere corrotti”. Fine reportage. Per riprendermi decido di sintonizzarmi sul Tg2. E stappo una birra a forte gradazione. [rk]

Morto Mitolo

Oggi pomeriggio, ero a Bolzano, ho ricevuto un sms da Valentino Liberto che mi comunicava la morte di Pietro Mitolo. Valentino aggiungeva una considerazione a caldo, secondo la quale, con la sua scomparsa, adesso il Pdl locale potrebbe trovare un “mito unificante” e ricompattarsi in vista delle prossime comunali. Certo, il contraccolpo emotivo dovuto a questa perdita potrebbe avere un effetto di “sutura” sulle disiecta membra della destra locale. Potrebbe però anche verificarsi esattamente il contrario. Dopo qualche giorno di cordoglio, potrebbe cioè aprirsi una fase ancora più cruenta e persino esiziale dovuta al deflagrare della contesa sulla sua (in verità assai magra) eredità politica. Rimane il dato: in Alto Adige-Südtirol è la lotta per accaparrarsi il predominio del passato (e come in questo caso: del trapassato) che determina l’immagine del nostro futuro.

La situazione (politica) attuale

C’è il partito di centro catto-qualcosa che si chiama PD, guidato da ex dirigenti del PCI, che compete col partito di centro catto-liberal-fascio-populista che si chiama PDL, guidato da uno ricco & molto furbo coi capelli di plastica, che compete col partito di centro catto-e-basta che si chiama UDC, guidato da un morto vivente, che compete col partito di centro catto-giustizialista che si chiama IDV, guidato da un ex magistrato/ex poliziotto che ha problemi con l’italiano. A destra c’è un partito territoriale, catto-popolar-razzista, che si rifà a fantomatiche radici pagane e si chiama Lega Nord, guidato da un ex comunista con paresi facciale e voce cavernosa, che raccoglie il consenso di molti ex-comunisti. A sinistra non c’è quasi niente, tranne qualche formazione ri-fondatrice del comunismo, di recente passata all’ambientalismo, i cui giornali da decenni si rivolgono principalmente a due categorie sociali che non esistono più: gli operai e gli intellettuali, più ai secondi che ai primi.

Ovviamente tratto da: QUI