51 thoughts on “Memoria

  1. Non ho guardato i TG oggi e non ho letto nessun giornale…..ma credo che tutti avranno parlato della Shoa…e pochissimi del video che hai messo….e se guardi le discussioni generiche scopri che la massima è: “Hitler era peggio”…triste ma vero!

  2. Questo articolo di Sofri lo lessi in occasione della mia “Serata Sofri”. Chissà se anche Sofri può essere accusato di cerchiobottismo.

  3. Riporto qui un lungo commento di Luigi D’Ambrosio al mio post. Lo lascio senza commenti perché non li merita (ma è molto istruttivo leggerlo bene).

    Mi sembra che di incapacita’ di fare i conti con l evidenza si debba accusare e pure condannare, visto l’atteggiamento poco scientifico e certamente arrogante e disinformato, Gadilu. Che fa bene a ricordare le Leggi Razziali, sul suo sito, che furono del 1938, quindi posteriori a quelle tedesche e che colsero molti ebrei sfuggiti a quelle tedesche in Italia impreparati e terrorizzati, costringendoli ad una nuova emigrazione o a rischiare, rimanendo in Italia e sperando che la patria del diritto romano sfuggisse al richiamo tribalgermanico della foresta. Sbagliandosi, purtroppo, come i fatti del 1943-45 dimostrarono.
    Credo che un personaggio pubblico come Gadilu sia responsabile di quello che dice, di come lo dice, del contesto nel quale lo dice. E quello sudtirolese e’ molto particolare. Non vorrei stesse cercando, in modo piuttosto maldestro, di diluire le responsabilita’ del nazionalsocialismo, di annacquarle, di coprirle. Spero per lui che il suo ardore antiitaliano, il suo feroce attaccamento ad un presenzialismo tanto debordante quanto spesso insopportabile, gli abbia fatto perdere per qualche minuto, davanti alla tastiera, il controllo di se stesso. Il suo atteggiamento, revisionista, reazionario, storicamente e politicamente non degno di commenti, vorrei avesse da parte sua un chiarimento ed una spiegazione.
    Con il ricordo delle donne, dei bambini, degli anziani, di tutti quelli ebrei sudtirolesi che i “liberatori”, cosi’ li ha definiti un politico che siede in giunta a Bolzano, mandarono a morire dopo l’8 settembre 1943, realizzando quello che era stato teorizzato nel Mein Kampf, avviato con le leggi razziali di Norimberga del 34, proseguito da quelle italiane del 1938. Fatto e’ che, fino all’ingresso dei “liberatori” in Alto Adige, gli ebrei, dilaniati dalla vergogna delle leggi razziali, erano in vita. Le responsabilita’ del fascismo nell’aver appoggiato, dopo il 1938 e supportato, dopo la nascita della Repubblica di Salo’, prima il razzismo istituzionalizzato, poi lo sterminio, mi sembra siano enormi.
    Fa riflettere pero’ che, ogni volta che si tocca una pagina del passato nazionalsocialista dell’Alto Adige, sia questa legata agli alpini della Wehrmacht e a Cefalonia o all’Olocausto, il solito fine intellettuale Gadilu, mostra una virulenta tendenza al revisionismo etnicamente orientato. Accusando tutti quelli che mettono in evidenza fatti e realta’ sui quali il mondo scientifico e politico concordano (eccezion fatta per circoli reazionari e storici revisionisti) di filo fascismo. Ripeto che la responsabilita’ di quello che scrive -in questo caso un cumulo di reazionarie sciocchezze- in privato e’ sua, di chi lo lascia scrivere su quotidiani una volta prestigiosi e’ del capopagina. Che dovrebbe informarsi su quello che riesce a produrre tal personaggio.
    L’Italia e’ un paese strano, dove il coraggio civile e’ spesso stato considerato vizio e non virtus suprema. Servili, imbecilli, non degni del posto che occupavano, sono stati per esempio tutti quegli intellettuali che aderirono alle leggi razziali. In compagnia dei tanti esempi di ignavi servi di ogni bandiera, di lacche’ di ogni signore, di stupidi portaborse di ogni potente di cui e’ piena la storia italiana.

  4. Sarà allora stato per questo che cinquant’anni dopo un autentico antifascista decise di buttarlo fuori dalla televisione di stato.

  5. Controllando bene il post di Gadilu, caro Paddo, potrai accorgerti che il link alla fonte c’era, e che tu – al solito – hai rimediato una figura da cioccolataio.

  6. Caro Gambero, il nostro Paddo ha detto più volte di non essere un blogger particolarmente esperto, quindi non ha capito che quella parolina sottolineata (qualcuno) avrebbe potuto essere cliccata per giungere al blog del personaggio in questione. È significativo peraltro che l’unica osservazione da lui prodotta riguardi questo inutile dettaglio. Sul merito, come sempre, nulla da dire (e stavolta la possiamo considerare persino una fortuna).

  7. Ho pure l’umiltà di chiedere scusa a Gadilu, perchè quel “qualcuno” non lo avevo proprio notato, nel senso che non avevo notato il link.
    Ho ineffabilmente commesso un errore e me ne scuso, cosa che invece altri nonhanno l’umiltà di fare quando sbagliano.

  8. Scuse accettate. Ma mi premerebbe lo stesso un tuo commento disinteressato sull’attacco a me rivolto dal nostro amico D’Ambrosio. Un attacco che io reputo indecente (a dir poco).

  9. @ gadilu,
    nulla da aggiungere all’articolo di sofri, che condivdo in pieno e che mi ha fatto un grande piacere leggere. a parte i dovuti confronti italia – germania (e lasciando perdere quel confuso di superciuck), resta aperta la domanda: perché nella giornata della memoria non si trova qualcuno, in italia, che ricordi le nostre malefatte?

  10. Freud aveva teorizzato a suo tempo che la nascita della civiltà fosse da collegare al sentimento di rimorso per un orrendo crimine ancestrale (parricidio).
    Che avesse ragione o no, è da notare come la civiltà possa progredire solamente dalla presa di coscienza dei propri errori e dal misto di schifo e rimorso che ne deriva. Purtroppo la cosa più difficile sta proprio nel deprecare questi errori, se sono ideologicamente o cronologicamente vicino a noi.
    Semplicemente perchè significa porre sè stessi in vicinanza dell’errore e danneggiare la propria sicurezza di valori.
    Quindi se oggi è universalmente accettato che lo schiavismo, gli antichi genocidi, le guerre sante, l’inquisizione ed altre cose molto lontane siano stati dei gravi errori, qualcuno sulle legi razziali del 1938 può ancora sentirsi pungolato e mettersi in difesa.
    E tirare in ballo i nazisti, i sudtirolesi, Pio XII o chi altri.
    Richiede molto, molto coraggio intellettuale fare i conti con sè stessi e con il proprio passato più prossimo: perciò è ovvio che non tutti non ne abbiano la forza.

  11. Aggiornamento. D’Ambrosio replica alla mia replica e rimpiange interlocutori rispettosi:

    http://superciuk2008.wordpress.com/2010/01/30/crisantemi-autonomistici/

    Ricordo quello che ha scritto in precedenza:

    il solito fine intellettuale Gadilu, mostra una virulenta tendenza al revisionismo etnicamente orientato. Accusando tutti quelli che mettono in evidenza fatti e realta’ sui quali il mondo scientifico e politico concordano (eccezion fatta per circoli reazionari e storici revisionisti) di filo fascismo. Ripeto che la responsabilita’ di quello che scrive -in questo caso un cumulo di reazionarie sciocchezze- in privato e’ sua, di chi lo lascia scrivere su quotidiani una volta prestigiosi e’ del capopagina. Che dovrebbe informarsi su quello che riesce a produrre tal personaggio.

    Non c’è che dire. Un fulgido esempio di rispetto.

  12. Ulteriore aggiornamento. Il D’Ambrosio, che non offende ed è sempre molto obiettivo, scrive di me:

    Con gente come te, che cerca solo di soffiare sull’odio etnico sparando tra l’altro delle sciocchezze da scuola elementare, possiamo aspettare due secoli prima di vedere una qualche riforma in Sudtirolo.

    Dunque io soffio sull’odio etnico. Va be’. Avanti così.

  13. Si può chiedere al giornalista e traduttore il
    rigore dello storico? Credo di si’ soprattutto riguardo ad argomenti essenziali come l’ Olocausto e le responsabilità di interi popoli che non solo non dissero di no, ma contribuirono con entusiasmo al macello di milioni di persone. In questo senso le date che ci permettono di ricostruire gli avvenimenti sono importantissime. Il 1934 segna la politica razziale tedesca, il 1938 quella italiana, il 1943 e’ un marchio indelebile per quella sudtirolese con le accoglienze trionfanti per i soldati di Adolf. Che non si limitarono a “liberare” i sudtirolesi oppressi dal fascismo e che
    avevano già truffato in precedenza con lo scempio delle opzioni che dovevano mandare i nostri montanari e contadini a tedeschizzare la Crimea (da deslavizzare). No, i soldati dell’ austriaco di Braunau applicarono anche in alto Adige e con l appoggio entusiastico di fanatici locali la politica razziale che avevano gia’ realizzato nelle altre parti d’ Europa. Con deportazione di ebrei e con la realizzazione di una rete di campi di concentramento dipendenti dalla casa madre bolzanina. Il sudtirolo del 1943 1945 non era più Italia e quindi accusare gli italiani, fascisti, fasciatissimi, ciechisordiemuti davanti alle leggi razziali e poi davanti alle squadracce della RSI mi
    sembra insostenibile. La particolarità storico etnico culturale del Sudtirolo, la più che secolare inimicizia tra i gruppi linguistici, il nazionalismo feroce contrapposto, due guerre mondiali, una stagione di violenti attentati costati sangue e dolore, la sottile e nemmeno tanto demagogia
    etnica dei partiti politici presenti sul territorio, la tendenza propria dei contesti conservatori e chiusi a vedere solo le travi negli occhi degli altri e non nei propri, la pericolosa situazione di monopolio culturale operato dal maggior committente e dai suoi partners -SVP e soci-, il sostrato bollente di feroce risentimento etnico-in tutti i gruppi linguistici- dovrebbero insegnarti a soppesare le parole. Invece tu operi un intervento di sollecitazione ed incentivazione del consenso verso la struttura di potere dando il panem del revisionismo a senso unico condito dai soliti insulti verso chi critica (insulti che naturalmente devono saziare chi ti ascolta, per cui dai del fascista italiano acritico a chi non condivide il tuo immobile conservatorismo) e i circenses del sostegno alla domus imperiale SVPverdiana come migliore dei mondi possibili. Ripeto, aspettare da te e compagnia una anche piccola riforma e’ fantascienza purissima

  14. Boh. Io ho solo detto che nel giorno della memoria non avremmo dovuto ricordare solo il ruolo svolto dal nazismo, ma tematizzare esplicitamente anche il notevole contributo italiano (e il discorso di Mussolini del ’36 è un documento disarmante). E questo proprio in qualità di italiani. Tutto qui. Se questo ti causa tutti questi problemi e ti dà l’occasione per fare tirate prive di senso contro la SVP penso tu abbia un gravissimo problema. Ma lo conosciamo e non c’è motivo di meravigliarsi. Cordialissimi saluti.

  15. Anche il 36 e’ dopo il 34. Non nutriamo lo sciovinismo di nessuno. E rilanciamo, con la premessa che non sono in discussione le responsabilità ma la cronologia e la realtà dei fatti. Indiscutibili. Il fascismo non era amato dai pangermanisti razzisti tant e’ che la dittatorella austriaca filomussoliniana fini’ con la morte del ducetto locale e l annessione segno’ un momento di non ritorno da quello che l austria era comunque stata fino a quel punto. L accanimento contro gli ebrei, prima e la loro deportazio ne, poi, segnarono per sempre la storia di un paese europeo multiculturale e cristiano che perse un impero per la razza e pure la dignità, nel 1938.

  16. Aggiungo che ad un’ Austria pre 1918 si potrebbe pensare con quell affetto che viene dai nostri miti più radicati nell immaginario e che riguardano anche gli italiani. Quell Austria non
    esiste più e questo sarebbe bene dirlo sempre. Due guerre mondiali perse e l accanimento contro i diversi l hanno segnata per sempre anche se oggi l Austria e’ un paese fieramente democratico e geloso delle sue tradizioni -ma mancano le nazionalità e i reciproci influssi che ne costituivano il pregio maggiore come anche l Italia di oggi e’ diversa dalle precedenti e da quella di Mussolini anche se accendere il televisore o leggere i giornali mi mette profonda inquietudine

  17. Ah, è un problema di cronologia? Ma bravo. Dunque tutto quello che viene dopo il trentaquattro conta meno di quello accaduto nel trentaquattro. Bene bene.

    Trovo un modo di ragionare siffatto semplicemente agghiacciante. Non ho altre parole: agghiacciante.

    Qui un link utile per chi volesse conoscere il lavoro di una studiosa seria. Contro ogni tentativo di relativizzazione della responsabilità italiana nei confronti della Shoah.

    http://www.lilianapicciotto.it/home2.asp?idtesto=339&idkunta=185

  18. L unico che relativizza in
    modo ignobile l olocausto sei tu. Quel che
    scrivi e’ apologetico..

  19. Vorrei tanto sapere DOVE e COME io abbia relativizzato l’olocausto. Dicendo che anche gli italiani vi hanno solertemente contribuito?

  20. Mi sembra di averlo scritto chiaramente. Come mi sembra evidente che non ho in alcun
    modo sottaciuto responsabilità e colpe .

  21. Hai sottaciuto e relativizzato. Prima non scrivendo nulla a proposito della responsabilità del fascismo per quanto riguarda l’olocausto, poi arrampicandoti sugli specchi della cronologia con in mano il pallottoliere del revisionista. Sei vergognoso.

  22. Ma scusa, Superciuk. perchè poni tutto questa rilevanza nelle date? 1934 Germania, 1936 Italia. Ma il razzismo, l’antisemitismo e i genocidi non li hanno inventato nemmeno i nazisti. Si sono limitati a “copiare” idee altrui. Allora nemmeno i nazisti erano poi così malvagi, no?
    Nemmeno la cacciata degli Ebrei in Spagna con pogrom annessi fu il primo episodio di antisemitismo, quindi a conti fatti persino Ferdinando d’Aragona non è poi stato così cattivo, no?
    E’ solo una questione di primogenitura, neh? Solo il primo che abbia massacrato ebrei per motivi religiosi era cattivo, gli altri, bene o male non han scoperto nulla di nuovo, hanno solo seguito la prassi, no? Che senso ha allora il museo di Auschwitz, se quella è stato solo l’ultimo atto? Forse qualcuno si potrebbe ammazzare pure oggi, in fondo non saremo di sicuro i primi, vero?

  23. C’è chi si arrampica sugli specchi. E c’è chi al posto degli specchi si arrampica sulla cronologia. Il risultato è lo stesso. Vengono tutti giù a piombo.

  24. E’ scandaloso che si possa creare ancora della polemica su questa tematica, in tutte le direzioni!

    SHOAH comunque, non OLOCAUSTO che significa sacrificio, non fu un sacrificio.

    BERTO

  25. Una cosa non ho ancora capito: la Shoha ricorda le vittime del nazi-facsismo o tutte le vittime delle diverse azioni repressive di stampo razzista, ivi compresi i 12 milioni di Ebrei massacrati da Stalin?

  26. No, in Italia la giornata ricorda solo le vittime della SHOAH non le altre.

    Mentre per le altre… bah se ne fregano, perchè non hanno coinvolto l’Italia, stessa logica per la quale non esiste il reato di apologia del comunismo nel ns Paese.

    Il 10 febbraio vi ricordo comunque le vittime delle FOIBE, 2 volte vittime, vittime dimenticate per oltre 50 anni….

    BERTO 😦

  27. E meno male che non esiste “Apopogia del Comunismo”, sennò dovrei andare ad autodenunciarmi per correttezza morale!

    La giornata della Memoria ricorda in particolare gli ebrei morti nei campi di concentramento nazi-fascisti. Per questo è stata istituita il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche abbatterono i cancelli di Auschwitz.

    Se voi poi, cosa che dubito, vorrete essere così bravi da allargare la riflessione a tutte le vittime del razzismo, del sessismo, dell’intolleranza religiosa e di ogni forma di discriminazione, ben venga. Ma credo ci sia qualcosa di profondamente malato nel tirare in ballo la solita questione ideologizzata delle foibe o degli eroi di Salò ogni volta che si parli delle vittime dell’Olocausto. Se non volete proprio dare ragione a noi, chissenefrega; chiudete la bocca almeno davanti all’orrore che fu.

  28. @FabivS
    Va bene tapparsi la bocca, purchè serva, però, ad aprire gli occhi!
    Guarda, riporto qui un articolo di oggi, e lo riporto intero, perchè inserendo solo il link ho il dubbio che non andrete nemmeno a leggerlo.
    Visto che la Shoha si ricorda solo dei morti di un certo tipo, e visto che si vuole ricordare solo ciò che riguarda casa nostra, ovvero l’Italia, allora ecco servita una notiziuola fresca fresca di oggi:

    TOGLIATTI E IOTTI:NESSUN AIUTO AGLI AMICI EBREI NELLE MANI DI STALIN
    Non di solo aborto fu impregnata la feroce amoralità di Palmiro e Nilde.
    Per onestà intellettuale va precisato che il loro fu vero amore ritmato da passione travolgente, forse l’unica «caduta» negli amorosi sensi da parte dello spietato carnefice di polacchi, tedeschi, spagnoli, ungheresi, italiani.
    Per l’ariana Nilde, Palmiro sacrificò il figliuolo colpito da due malattie insoffribili per gli stalinisti: i problemi esistenziali e l’essere ebreo.
    Aldo Togliatti, ebreo e sofferente, non so se risieda ancora nella stanza 429 di villa Igea di Modena o abbia lasciato questa valle stracolma di lacrime e solitudine per lui. Oggi, dopo 30 anni di reclusione nella clinica psichiatrica – dal 1979, da quando morì mamma Rita -, l’israelita compirebbe 85 anni, avendo goduto soltanto delle tante sigarette «Stop», della «Settimana enigmistica», delle partite a scacchi col morto, nonché delle carezze di Onelio Pini, di Nuccia e degli altri parenti ebrei, i Montagnana.
    Non risulta alcun tipo di interessamento da parte di Nilde Iotti e neppure della figlia adottiva Marisa Malagoli, che pure, essendo professoressa ordinaria nella facoltà di psicologia alla Sapienza, avrebbe potuto, forse, tentare di aiutare il fratellastro.
    Medesima spietatezza denotarono Palmiro e Nilde verso i coniugi Slansky, i due ebrei cecoslovacchi, che accolsero nella loro dacia appena fuori Praga i piccioncini allo sbocciare dell’amore in fuga dall’occhiuto bigottismo del Pci. Rudolf e Josefa Slansky, anfitrioni affettuosissimi, cedettero addirittura il loro letto matrimoniale, dormendo sul divano, pur di regalare un’alcova degna di tanta passione al drudo Palmiro.
    Galeotto fu Slansky, dunque, che era, peraltro, non un comunistello qualsiasi, bensì il segretario generale del Pcc. Purtroppo, Stalin, che, onorando il patto Ribbentrop-Molotov (1939) aveva già fatto omaggio ad Hitler di centinaia di ebrei sovietici, destinandoli al massacro, nel 1950-1951 decise che bisognava ripulire del tutto i partiti comunisti dai portatori insani di sionismo.
    I giudici compagni, fautori e maestri del processo breve, in un solo anno, accusarono, processarono e fecero eseguire le condanne a morte. Resta agli atti della Historia il difensore di Rudolf – legale che piacerebbe assai a certi pm italiani -, visto che si appellò alla corte, chiedendo, tout court, la condanna a morte del suo cliente.
    Su quattordici dirigenti del Pcc, finiti nel tritacarne delle toghe rosse, ben undici furono ritenuti rei d’essere israeliti, ergo nazionalisti borghesi, cioè sionisti, legati all’American Jewish joint distribution committee, nonché alla Massoneria. Insomma, a riprova della contiguità fra nazismo e comunismo, venne riproposto in versione rossa il delirio del complotto plutogiudaicomassonico.
    Il cadavere di Rudolf fu cremato e le sue ceneri, ultimo sfregio, furono gettate nel fango. La vedova, sospetta sionista, venne reclusa per anni insieme ai figli, un maschio e una femminuccia, anch’essi col dna colpevole. Patirono fame e gelo, tanto che Josefa, attraverso un carceriere umano, fece giungere all’esterno un bigliettino rivolto all’amica-sorella, Nilde Iotti.
    La lettera fu regolarmente spedita da Praga e recapitata a Roma. In essa non si chiedeva un impossibile sostegno di tipo garantista, ma soltanto un pacco con sciarpette, calzini, magliette, cuffiette per i due piccini.
    La Iotti fece finta di niente. Josefa si stupì di tanta ingratitudine, eppure, per affetto, s’inventò delle giustificazioni, illudendosi sulla forza duratura dell’amicizia. Nella stagione della primavera di Praga scrisse di nuovo alla donna che aveva spesso ospitato. C’era Dubcek e il comunismo dal volto umano, eppure il viso della Nilde rimase impassibile. Non rispose e non si compromise con la deviazionista di destra. I carri armati del 1968 diedero ragione alla nostra stalinista.
    Quando, nel 1990, Havel Consule, andai a Praga a incontrare Josefa, trovai una donna straordinaria, stremata dalla sofferenza e dalla povertà, più rughe che carne, eppure capace di gioire perché il figlio sopravvissuto alla polmonite era diventato ambasciatore cecoslovacco, nientemeno che… a Mosca. E la bimba, scampata all’inedia e ai brividi, adesso era un’affermata dottoressa.
    Ringraziava il Creatore, continuando a illudersi che la Iotti non fosse un’ingrata. Le scrisse ancora un paio di volte.
    Non ebbe risposta.

    Articolo di redazione de IL GIORNALE

    http://www.ilgiornale.it/interni/togliatti_e_iotti_nessun_aiuto_amici_ebrei_mani_stalin/01-02-2010/articolo-id=418270-page=0-comments=1

  29. Non capisco bene a cosa dovrebbe servire questo articolo postato da Paddo. Forse ad aggravare la posizione degli italiani di fronte agli ebrei? In quel caso va benissimo. Speriamo che superciuk adesso non scriva che i comunisti russi hanno comunque fatto di peggio.

  30. Torno ad intervenire in questa surreale discussione solo perché sento in qualche maniera doveroso manifestare solidarietà a Gabriele, pubblicamente additato quale “revisionista” e non so quant’altro. La pretestuosità dell’accusa (e di certe affermazioni di cui questo thread pullula) non merita che si spenda una virgola per confutarla, ma spiace lo stesso che si approfitti della libertà garantita dalla Rete per attacchi di così basso profilo e per tanto palesi idiozie.

  31. @Paddo:
    non capisco cosa possa spingere la destra moderna a storcere il naso quando si parla delle vittime del nazifascismo. Forse che sotto-sotto siete rimasti sempre gli stessi col “manganello ben nascosto nel gilet”, come si cantava negli anni 70?
    Sia come sia, io, che mi sento appartenere alla sinistra moderna, condanno tutti gli eccessi e gli omicidi compiuti da comunisti, socialisti o anarchici in passato. E d’altra parte non mi vergogno quando se ne parla, perchè è lampante che Bertinotti o Vendola non sono Stalin e Mao. Quindi non mi devo nemmeno prendermi la briga di giustificarli citando le nefandezze compiute dagli altri…

  32. Il razzismo e l’ antisemitismo sono sempre stati elementi presenti nella politica mussoliniana.
    Mussolini già nel 1919 parlava degli “ebrei di Londra e New York che fanno causa comune cogli ebrei di Mosca nel prendersi la loro rivincita sulla razza ariana”.
    Già quando era ancora socialista, offese Claudio Treves e il ministro Luzzatto in quanto ebrei.
    Nel 1921, durante il congresso del PNF, ammonì gli ebrei, dicendo che in Italia l’ antisemitismo non c’ è mai stato, come in Polonia o in Russia, e che gli ebrei dovessero comportarsi bene in modo da non farlo nascere. Questo la dice lunga su come considerasse gli ebrei, i quali, secondo questa affermazione, sarebbero colpevoli in caso di episodi di antisemitismo.
    Nonostante il PNF non fosse ufficialmente antisemita, a partire dal 1931 fu legittimata una corrente antisemita all’ interno di esso, un fenomeno unico nella storia dei partiti italiani.
    Nessun ebreo ricoprì mai un ruolo di rilievo all’ interno del PNF e a partire dal 1935 si iniziò a dimettere tutti i podestà ebrei.
    Inoltre, Mussolini ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo nei confronti del mondo ebraico in generale: non tollerava l’ adesione di ebrei italiani al sionismo (in quanto ne pretendeva la nazionalizzazione e la fascistizzazione) ma allo stesso tempo sosteneva il sionismo come movimento nazionale; appoggiava i sionisti in funzione antibritannica, ma era contrario alla nascita di uno Stato ebraico in Palestina, in quanto la politica fascista era più di orientamento filoarabo.
    E sul razzismo nazista non ha mai espresso una condanna. Riteneva solo inopportuno agire in maniera violenta contro gli erbei e gli dava fastidio che il nazionalsocialismo si concentrasse solo sulla superiorità degli ariani-nordici.
    Le leggi razziali del ’38 sono state introdotte di spontanea volontà, senza nessun tipo di pressione da parte nazista, e nessun gerarca (tranne Italo Balbo) vi si era opposto, nemmeno quelli più critici al “patto d’ acciaio” come Dino Grandi o Ciano.
    Come sempre, in Italia si tende a riproporre la solita frittata del Mussolini buono, in fondo antinazista e che se fosse stato per lui, tutto sarebbe andato diversamente.

  33. Se cominciamo a scavare nella storia dei grandi totalitarismi le opinioni possono coprire i fatti. E i fatti sono dati dalla data di ingresso in vigore delle legislazioni razziste. Poi le opinioni possono essere più o meno condivisibili e condivise come quella di matteo, di cui apprezzo la parte in cui esprime l opinione di condannare certi atteggiamenti Italiani che mitizzano Mussolini e lo rendono un dittatore buono e tutto sommato migliore di tanti altri. Misurare la bontà di una negatività spesso mettendola in relazione con il presente e’ esercizio demagogicoretorico piuttosto diffuso. Si stava meglio quando si syava peggio l ho sentito dire spesso. E non mi piace. La tendenza a banalizzare e ridicolizzare il nazionalsocialismo, magari addossando all Italia, di cui non faceva parte il sudtirolo, ogni nefandezza compiuta nel lager di Bolzano durante gli anni dell Alpenvorland, e’ presente in modo pernicioso in alto Adige e presente in settori di estrema destra e sinistra per i medesimi obbiettivi di gestione del potere ed indirizzo del consenso popolare. Se questa e’ la norma, in questo substrato nasce l opinione alla ellecosta che banalizza e relativizza ed eroizza . Dicendo quello che tanti pensano, in sudtirolo, che la sete di germanicita’ era così forte ed il tessuto sociale così reazionario che anche quei “liberatori” andavano bene. Da parte dei comunisti si e’ avuta
    sempre una mirata politica di propaganda che ha taciuto dei pogrom e dell antisemitismo e del patto molotovribbentrop e delle conseguenze polacche della sciagurata breve comunione d intenti tra i due syperdittatori e si e’ presenta come liberatrice degli ebrei dai Lager.E paladina della libertà dei popoli.

  34. @Matteo
    “Come sempre, in Italia si tende a riproporre la solita frittata del Mussolini buono, in fondo antinazista e che se fosse stato per lui, tutto sarebbe andato diversamente.”

    Per quanto riguarda il mio intervento, non mi sembra di aver voluto difendere Mussolin; sostengo invece che l’antesemitismo era praticato da diverse fazioni, sinistra compresa, e di questa non si parla mai.

  35. Questo è assolutamente vero.
    Ed a posteriori risulta davvero ironico il sentimento di aperta diffidenza, quando non disprezzo nei confronti dei russi che emerge da alcune lettere personali di Karl Marx, se si considera che, quando fu il momento di introdurre le idee marxiste in Russia, ci si premurò di tacere le origini semite del filosofo di Treviri, a causa del profondo radicamento dell’odio antiebraico in quella nazione…

  36. Il (purtroppo) strisciante (ma neanche molto) antisemitismo di una parte della sinistra non è assolutamente sottaciuto né negato, mi sembra, da nessuno che non sia del tutto pregno di ideologia.
    Una cosa è però denunciare l’antisemitismo e le stragi, anche di ebrei, praticate nel passato nei paesi del cosiddetto blocco sovietico. Un altra è celebrare il ricordo di un evento storico che è (per fortuna) un unicum: la distruzione degli ebrei da parte del regime nazifascista.
    Nessuno, appunto, si dimentica o nega i pogrom di ebrei nell’Europa Orientale. Ma non si possono confondere i pogrom con la politica nazista di distruzione programmata.
    È fastidioso vedere che quando si tratta di morti e stragi, c’è sempre qualcuno che vorrebbe mettere su un bel derby, e dire che il risultato è il pareggio. Non è così, e non per questioni meramente quantitative, direi, ma qualitative.

  37. @Paddo
    Non mi riferivo al tuo commento, ma alla discussione in generale, la quale è andata degenerando a causa della diatriba Gadilu vs. Superciuk.
    Ich wollte meinen Senf zum Urthema dazugeben.
    Concordo pienamente con te che sarebbe anche giusto ricordare le vittime ebraiche del comunismo, soprattutto in Unione Sovietica, dove gli ebrei erano esposti a violenze e mobbing di ogni genere.
    Un mese e mezzo fa è uscito a Francoforte un film-documentario dal titolo “Mazeltov”, ritraente la vita e il processo integrativo degli ebrei delle repubbliche ex-sovietiche emigrati a Francoforte a partire dalla caduta della cortina di ferro. L’ antisemitismo, che in Russia è arrivatoi tardi (nel 19. secolo) ma con violenza feroce, è stato pienamente assimilato dai comunisti, i quali vedevano negli ebrei una sorta di quinta colonna al soldo dell’ Occidente già a partire dagli anni ’30.
    Dalla fine degli anni ’60, l’ antisemitismo si è inserito anche nella sinistra estrema europea occidentale, col nome di “antisionismo”, ma coltivando in sostanza gli stessi pregiudizi verso il mondo ebraico provenienti dalla destra estrema razzista o dal cristianesimo integralista.
    Oggi, purtroppo, il livello di antisemitismo all’ interno degli Stati dell’ EU è così alto come non mai dal 1945 e si è fatto largamente strada fra i giovani originari dei Paesi islamici.
    C’ è ancora molto da fare nella lotta all’ antisemitismo.

  38. Credo che l intervento di gatto sia condivisibile con la premessa che ogni intervento esprime posizioni e responsabilità personali. Per cui
    merito suo
    e’ non aver sottaciuto quello che altri, si tratti del nazionalsocialismo in alto Adige o dei pogrom comunisti, per precise scelte personali, danno per sottointeso. Fornendo benzina al fuoco della revisione e dello scontro etnico

  39. No, Superciuk. Tu continui a crearti un nemico su misura e combattere quello. Ho letto con attenzione sia le parole di Gabriele su questo blog, sia le tue sul tuo, e devo dire che la tua polemica è a dir poco pretestuosa, attribuisci a Gabriele idee che non ha mai espresso (e questo è evidente a tutti, basta leggere) né mai avuto (e questo lo posso affermare con sicurezza conoscendolo). Qui nessuno ha mai sottaciuto nulla, nessuno ha covato odio etnico etc. Ripeto, le tue “accuse” sono a dir poco ridicolo, e sfiorano la diffamazione. Gabriele è davvero molto paziente, io mi sarei incazzato parecchio, devo dire. Sono anni che gli attribuisci idee che non ha mai espresso, non perdi occasione di farlo.
    Sono davvero sconcertato da questo tuo atteggiamento, chiunque abbia idee diverse dalle tue (per fortuna sono in tanti) viene ipso facto etichettato come stalinista, mistificatore della storia, nazionalista, a gentile richiesta, insomma. Ti ripeto: sei sconcertante, e pure offensivo e diffamatorio. Ma perché non la smetti? Potresti benissimo esprimere le tue idee senza la necessità di diffamare chio ti pare, attribuendogli idee partorite solamente dalla tua mente o dalla tua, ormai notoria, incapacità di leggere correttamente, senza cadere in volontari o involontari fraintendimenti, un qualsiasi testo.
    E poi, sinceramente: preferisco leggere cosa scrivere Leopold Steurer sugli anni 43-45 in AltoAdige (vedi, addirittura uno di lingua tedesca che denuncia il nazismo dei tiroler: pazzesco, secondo la tua logica, no?) piuttosto che le tue inconcludenti analisi.

  40. Gatto, io non me la prendo perché non ho nessuna stima di lui. Veramente nulla. Che sbrodoli pure i suoi deliri.

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