Il partito dell’amore (messicano)

Sfogliando i quotidiani on-line questa mattina, sono rimasto colpito dalla totale assenza, in quelli italiani, di una notizia che invece accomuna quelli francesi, perlomeno Le Monde e Libération: nel Distretto Federale di Città del Messico dal 21 dicembre i matrimoni omosessuali sono divenuti legali grazie alla soppressione di un articolo che prevedeva l’unione tra i soli individui di sesso diverso. Ma già nel 2006, si sottolinea, l’unione civile era stata introdotta dal governo locale nell’Assemblea federale, espressione di una sinistra minoritaria nel paese. Ciò non toglie che un quinto circa dell’intera popolazione messicana godrà del riconoscimento di un diritto che in Italia, giova ricordarlo, è stato espunto dall’agenda politica dopo impacciati tentativi di dibattito al tempo del secondo governo Prodi.

La novità messicana è giudicata molto interessante dai fogli francesi perché avviene per la prima volta in un paese dell’America Latina, anche se in Argentina, Uruguay e Colombia le unioni di diritto civile già sono in vigore. Le prime dichiarazioni delle autorità festeggiano l’evento come un “progresso sociale e culturale”. La destra e la chiesa locale, secondo quanto riporta Le Monde, stanno esercitando pressioni sul sindaco della capitale affinché applichi il veto su quanto deliberato dall’Assemblea. Durante il dibattito in aula, scrive Libération, coppie gay hanno manifestato pacificamente, scambiandosi baci. [rk]

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Natale d’odio?

Mah. Dovremmo a questo punto parlare di un gesto compiuto sull’onda dell’odio scatenatosi nei confronti di Benedetto XVI? E in questo caso chi sono i mandanti morali? Aspettiamo l’intervento dell’onorevole Cicchito, per conoscere tutti i particolari.

Intanto io vi auguro buon Natale.