Hanno picchiato Berlusconi

Beh, hanno picchiato Berlusconi. Dopo il famoso episodio del treppiede è la seconda volta. Ma a differenza del precedente, adesso l’attentatore pare essere uno che non voleva certamente esprimere una posizione politica. Semplicemente, si è trattato di un individuo ossessionato dall’onnipresenza del capo del governo (sempre sui giornali, sui manifesti, in televisione). Chissà quanti ce ne sono, in giro, di persone come lui. Del tutto inutile quindi spendere parole sul clima di tensione, sul riaffioramento degli anni di piombo e soprattutto sull’odio nei confronti del premier creato da certi ambienti politici (purtroppo verrà fatto, mi par già di sentirli…).

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Da Savinio a Ceronetti (passando per Manganelli)

Uomini che conoscevano e andavano per i mari, di cui si poteva parlare in versi; adesso eccoli là, in cravatta, dei pii lavamacchine, sensibili a quell’unico rettangolo di sporcizia. A mezzogiorno, per pigiarci la Famiglia, il macchinone dev’essere più deterso del culo di Susanna. Dalle fontane le schiume avvelenate si drizzano su trombette senza fiato di svigorita apocalisse.

(La pazienza dell’arrostito, pag. 125).