Nostalgia del male

In rete si trovano migliaia di siti o di documenti postati da persone che rimpiangono le dittature. Perché? Nostalgia dell’uomo forte, di atti eroici, anche a costo di sorbirsi ad anni di distanza le menzogne della propaganda. Negazionisti di ogni risma, pronti a mettere in campo la costruzione di un ospedale o di una strada come atti assolutori per stragi e massacri di ogni tipo.

48 thoughts on “Nostalgia del male

  1. francamente mi sono anche un po’ rotto le palle di sentirmi ripetere da ogni parte e dalle 100 alle 700 volte al giorno che stalin era un dittatore e che il comunismo è stato ed è un’orrenda dittatura… non tanto perché non sia vero, ma perché quando si insiste troppo sulle cose non si capisce più cosa si voglia davvero dire, dove si voglia andare a parare… allora, perché ripetere in continuazione questa litania? davvero, non rioesco proprio a vederne il motivo. in casa mia, come in moltissime altre case di comunisti, stalin stava sul cazzo già dal giorno dopo del suo funerale. i primi a sapere che era un dittatore sono stati i comunisti stessi (e quelli russi ancora prima di tutti gli altri comunisti d’europa)… sono dunque cinquantasei anni che sappiamo che stalin era un pezzo di merda: che senso ha ripeterlo in continuazione ancora oggi? c’è forse il pericolo di un rigurgito stalinista? di una rivoluzione bolscevica in italia o in europa? vedete in giro degli stalinisti anche voi, come li vede ovunque berlusconi?
    e poi, insomma, dai, basta con questa storia delle dittature da una parte e delle democrazie dall’altra, è un giochino davvero infantile: certo, ci sono estremismi e sfumature di ogni tipo, ma condannare le dittature così, tout court, perché si pensa di vivere in una democrazia fa veramente ridere… bush e sharon non erano forse dei dittatori? e allora siamo sinceri fino in fondo e diciamo che preferiamo vivere nella dittatura sgargiante, tronfia e spettacolare di macdonald’s, omnitel e mediaset piuttosto che in quella grigia, povera e austera di stalin & co. un saluto.

  2. Sai come la penso. In Italia, una presa di distanza tempestiva e senza possibili infingimenti dallo stalinismo (o dal sovietismo) si è avuta tardi, tardissimo, troppo tardi. Questo ha reso possibile ciò che non doveva essere assolutamente possibile (l’uso strumentale dell’anticomunismo fatto da Berlusconi, per esempio, quando il cosiddetto “pericolo comunista” sarebbe stato buono come materiale per qualche barzelletta).

    Ma non era in realtà questo il tema del thread (lanciato dal video). Stalin è solo un esempio. Avrei potuto citare Hitler o Mussolini. Esistono (oggi più di ieri, potenziati dai mezzi della rete) tendenze revisionistiche (non in senso tecnico) che cercano di riabilitare le dittature, tutte le dittature. È un fenomeno abbastanza preoccupante, che a mio avviso esorbita da una “fisiologica” esistenza di imbecilli che si entusiasmano andando un po’ controcorrente.

  3. dei neonazifascisti, di loro sì che c’è da temere, altro che degli ‘stalinisti’ (ma chi sono e dove sono gli stalinisti? boh…). e per favore, a tal proposito, smettiamo anche – altro topic odioso e insensato – di parificare nazismo e comunismo: il fatto che abbiano avuto delle analogie di superficie sotto alcuni aspetti, non autorizza a dire che siano la stessa cosa. sono e restano due cose completamente diverse, anzi opposte. e poi, torno a ripetere, non vorrei che questa preoccupazione, anche in sé giusta, per un ritorno delle dittature, ci distogliesse dai problemi enormi che emergono quotidianamente da questo merdaio in cui viviamo e che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

  4. “Esistono (oggi più di ieri, potenziati dai mezzi della rete) tendenze revisionistiche (non in senso tecnico) che cercano di riabilitare le dittature, tutte le dittature.”

    Gadilu, a me sembra che alla rete, e non solo l’unico revisionismo è sulla storia italica più o meno recente. Il revisionismo e il negazionismo veri vengono sistematicamente effettuati verso il fascismo, sin dalle più alte cariche istituzionali (ricordi il signor B. e le vacanze dorate offerte da Mussolini ai condannati al confino?) e le leggi razziali…al punto che intellettuali del calibro di Gasparri vorrebbero riscrivere i libri di storia. Il fatto è che l’Italia non ha mai fatto realmente i conti con la propria storia più o meno recente, e quindi sulle facili autoassoluzioni e sul pompato mito degli “italiani brava gente2 può innestarsi qualsiasi menzogna revisionista…

    Io né in rete, nè in giro vedo cosacchi o guardie rosse pronte a portare i loro cavalli ad abbeverarsi in piazza S. Pietro…vedo piuttosto pseudo nazistelli imbevuti di svastiche e di ideologie bonsai che picchiano, accoltellano, vedo una realtà dove gli omosessuali hanno vita sempre più difficile in lcune aree, vedo una xenofobia montante e strisciante, vedo guardie padane, vedo su una spiaggia veneta l’inseguimento di extracomunitari fatto con le pistole in pugno tra la soddisfatta indifferenza (ed è quella che mi fa più paura) dei bagnanti…questo vedo.

    E allora di quale fantasma di Stalin si va cianciando? Sono ben altri i fantasmi che si aggirano nel nostro smemorato paese…e poi ci sono i fantasmi nuovi, la crescita delle povertà vecchie e nuove, l’evasione fiscale davvero ben oltre i limiti della decenza, precarizzazione, dismissione di tutto ciò che ha una parvenza di pubblico, come la scuol…e non vado ltre perché l’elenco sarebbe davvero enorme…

    E poi ti sembra che la nostra sia una democrazia nel senso pieno del termine? Pensa alla legge elettorale…li eleggiamo davvero noi i nostri rappresentanti in parlamento? Pensa all’informazione, sempre più monca e reticente dove sempre più fatti “scompaiono”? E pensa a quante leggi varate dai governi del singor B. sono quasi riprese pari pari dal programma di Gelli…Forse sarebbe più lessicalmente appropriato chiamarla regime di maggioranza, che non democrazia…
    E in questo senso potresti anche aver ragione, da questo angolo di prospettiva: il desiderio dell’uomo unico al comando probabilmente è una delle componenti della fortuna elettorale del signor B….

  5. “…ma condannare le dittature così, tout court, perché si pensa di vivere in una democrazia fa veramente ridere.”

    A me no. Non fa ridere per niente.

  6. ecco, bravo, allora se pensi che la cura per l’italia sia l'”antistalinismo” accomodati pure. e mi raccomando, ogni volta che ti trovi a discutere con qualcuno di politica, sventola orgoglioso la bandiera delle democrazie occidentali, il bene contro il male, il paradiso contro l’inferno. “va’, distruggi il male, va’…. goldrake!”. buon lavoro, capitan america.

    ps io sono contro ogni forma di dittatura, quindi non posso andare tanto fiero di quelle mascherate da democrazia. vuoi dirmi ora che sono sempre da preferire alle altre? ovvia, giù, bravo: vorrà dire che saremo un pochino sotto alle altre nella ‘classifica del male’. contento così…

  7. Allora. Vorrei timidamente ribadire che il senso di questo thread non consiste nella riapertura del dibattito sul comunismo (che si è estinto, il dibattito dico, da un’altra parte). È del tutto evidente, almeno per me, che non ha senso equiparare (sottolineo: equiparare) sic et simpliciter “stalinismo e comunismo” (anche se è sempre evidente che lo si possa fare, sotto parecchi riguardi) e tanto meno “fascismo e comunismo” (ma anche in questo caso, senza bisogno di arrampicarsi sugli specchi, è possibile una comparazione).

    Il punto è: perché si ha nostalgia di Stalin? Perché si ha nostalgia di Hitler? Perché si ha nostalgia di Mussolini?

    @ Gambero rotto

    La “fedeltà alla linea” dei CCCP (o di Ferretti) è stata piuttosto labile, mi pare.

  8. Giovanni Lindo Ferretti è finito neo-teo-con ratzingeriano, sappiamo. Per lui una prece, anche se vedo meno incoerenza e ricerca della convenienza nel suo, piuttosto che non in altri celebri salti della quaglia. Ho aggiunto “Manifesto” dei CCCP per via del testo, in cui c’è molto del confuso fascino del socialismo reale. Che è poi quello che da giovane ho conosciuto.

  9. caro gabriele, coloro che hanno nostalgia delle dittature sono evidentemente persone dotate di scarso pensiero critico e che traggono conclusioni sbagliate da premesse giuste. sono persone a cui questa società fa schifo (come fa schifo a me) e che pensano che un ritorno alla dittatura la migliorerebbe… che ti devo di’? i cretini sono di tante specie… vediamo di prendere il meglio dalle cose e di lavorare su quello (cominciando ovviamente da noi stessi): io continuo a considerare la maggior parte delle idee di sinistra migliori delle maggior parte delle idee di destra. tutto qui. anch’io non ho voglia di ‘riaprire’ il dibattito sui massimi sistemi: solo che quando vedo gente che sventola orgogliosa la bandiera americana (come ad esempio quella troja frustrata della moglie di ferrara, che non ricordo come si chiama) provo profonda commiserazione e tristezza. ecco. un abbraccio.

  10. anselma dell’olio, ecco come si chiama (benedetta sia wikipedia…). ‘anselma dell’olio’: che cazzo di nome… 🙂

    meglio majakovskij, no? 🙂

  11. La xenofobia e l’ apologia delle dittature di estrema destra sono un fenomeno che sta dilagando in tutta Europa dagli anni ’90.
    Leggevo oggi che ad Amburgo un gruppo di militanti della NPD hanno picchiato per strada un padre di famiglia africano.
    In Francia, Austria, Belgio e Gran Bretagna i partiti di matrice neonazista hanno ottenuto discreti risultati elettorali e l’ Europa fa finta di niente.
    Io, personalmente, la vedo nera.
    Attualmente, l’ estremismo di destra è molto più vivace dell’ estremismo di sinistra.

  12. L’estremismo di destra è il vero incubo fantasma che si aggira oggi nella fortezza-Europa…e che si va, da noi sempre più saldando alle idee eversive e pericolose della Lega, ad un capitalismo sempre più rapace e al mai morto piduismo…
    Quanto alle domande che tu poni e ti poni, Gadilu, sul perché ci sia tanta nostalgia (io li definirei rigurgiti) di dittatori, bè forse non sarebbe tanto peregrina l’idea di riprendere in mano due testi ormai dimenticati: La personalità autoritaria, e Anatomia della distruttività umana…sono davvero tanto superati Adorno e Reich?

  13. ..la crisi della democrazia che amministra il presente senza un minimo modello di futuro, il
    suo sterilismo, la crisi della rappresentanza; un astratto mercato globale a cui piegarci
    mangiando la frutta che viene dall’ altra parte del globo; il Male che attrae irresistibilmente
    senza che la coscienza possa farci nulla, una certa sopravalutazione del fattore
    culturale in sfavore di quello spirituale, l’attesa di un Evento che nessuno ci spiega non
    essere proprio fare sei al superenalotto, il nichilismo e la volontà di potenza, che sono tutto questo e anche altro. fattori antichi come l’uomo si sommano dinamicamente con lo spaesamento attuale.

    in fondo la dittatura è figlia della razionalità: convogliare tutto il potere in un vertice
    ristretto è un’ottimizzazione indiscutibile, il cui solo pensiero eccita gli animi e scarica le
    coscienze. invece di quel misero pezzetto di potere che ci offre la democrazia, quel
    fogliettino con matita, per mimesi saremo investiti dall’enorme potenza del Potere
    Concentrato, se solo ne sfioriamo le vesti, o ci raccogliamo davanti alla sua effige televisiva.

  14. dovremmo capire meglio la speranza:
    Maria Zambrano identificava la speranza della cultura europea nella speranza di rinascita, e lo faceva in maniera molto convincente

  15. Conosco poco Maria Zambrano… Chiari nel bosco, un suo titolo molto bello, mi pare. O confondo lei con Zanzotto e Heidegger? No, Zanzotto parlava del “galateo”, nel bosco, e Heidegger di cupe Lichtungen…

  16. Ricordi bene, ma il discorso sulla speranza -di rinascita- è in “l’agonia dell’europa”. il discorso verte sulla necessità di rinascita in quanto essere umani con atto culturale e volontario. questa è la speranza della nostra cultura per come l’ha sviluppata la grecia classica e il cristianesimo.

    per contrappunto, dico io, la nostalgia, per come l’ha sviluppata Freud (con una visione mi pare soffocante), è sempre nostalgia del liquido amniotico, della condizione pre natale.

    si configura una beatitudine (speranza ebete) nostalgica che rifiuta l’età adulta, contrapposta all’impegno dell’uomo che, con speranza, aspira alla rinascita nel mondo che, solo dopo atto consapevole, gli appartiene.

  17. Adorno non è affatto superato. Lo stiamo festeggiando nella sua scuola, il ginnasio in cui lavoro, che festeggia il secolo di vita. Adorno, che cercava nella musica quello che la realtà non sempre gli offriva, non era certo tenero con i massimalismi, cara Belfagor…

  18. Matteo ha ragione, ma non mi trova d’accordo quando sottovaluta la realtà dell’impatto culturale, sociale, politico dell’immigrazione. Che in Germania significa tutto ciò che arriva e che non è tedesco, paesi europei compresi. E mediterranei in modo particolare. Il capitalismo non produttivo delle banche, la società senza valori che non siano la ricchezza e la forma, il consumismo nelle varie forme ed evoluzioni, la tecnocrazia europea, una politica senza politici ma con tanti lobbisti, manovrata da interessi economici di vario tipo, una confusa terra di nessuno chiamata identità, fatta di poche certezze, di tanti stereotipi e molte paure ignoranti: se Matteo la vede nera io la vedo nerissima.

  19. Porto al dibattito una semplice testimonianza.

    A 14 anni andai in Germania Est, per un cosidetto scambio culturale. In realtà, era uno scambio unilaterale, visto che i loro, di ragazzini, in Italia non ce li avrebbero mai fatti venire.
    Tuttavia ricordo quel campo estivo come una bella esperienza. Bagni gelidi nel lago al mattino, frugalissime colazioni, partite di pallone, cartoni animati cecoslovacchi, bibite gasatissime, cantare in coro, insomma tutto quello che mi ha fatto commuovere vedendo Goodbye Lenin. Soprattutto, ecco, il primo bacio…
    Dovrei dire anche che, tornato in Italia, la mia piccola corrispondente (Antje, dove sei? che fine hai fatto?) mi chiese gentilmente di moderare i termini del mio trasporto affettivo: la polizia politica leggeva le lettere di due ragazzini di quattordici anni.
    Die Partei der hat immer recht: cantavamo roba del genere. In città, a Dresda, c’erano negozi enormi con dentro un solo televisore. Davanti ai panifici, file lunghissime per il pane. Pane tutto uguale. Una tristezza infinita e, nello stesso tempo, una specie di pericolosa, affascinante pulizia. Un deserto esteriore, rigidamente organizzato, che, nella mente di un ragazzino, lasciava spazio alla costruzione di un mondo interiore più vasto e multiforme. Più libero, nella costrizione.
    Questo, io credo, sia il fascino delle dittature.

    Oggi, se hai quattordici anni e la tua famiglia è un casino e anche la città in cui vivi è un casino. Se cresci in un posto senza storia, in mezzo agli sguardi dei morti viventi, fra vicini di casa che neanche si conoscono, oppure si menano alle riunioni di condominio. Se nessuno ti insegna niente perché nessuno se ne assume la responsaibilità e la fatica, sei pronto per la dittatura. Sì, temo che i tempi siano maturi.

  20. “Qui si impara ben poco, c’è mancanza di insegnanti, e noi ragazzi dell’Istituto Benjamenta non riusciremo a nulla, in altre parole, nella nostra vita futura saremo tutti qualcosa di molto piccolo e subordinato” (Walser)

  21. @ Sim

    Ho cercato su YouTube quella versione dell’inno DDR che voi suonaste a una trasmissione con Sandro Veronesi. Inutilmente. Dovreste provvedere.

  22. @Luigi
    La Germania, grazie agli immigrati di tutti i paesi, e grazie soprattutto agli immigrati dei paesi mediterranei, ha ottenuto un arricchimento culturale considerevole, secondo me. Che ci siano degli ottusi e ignoranti pronti a metterlo in dubbio non lo nego affatto.
    Ma non dimenticare che senza immigrati la Germania avrebbe 15.000.000 di abitanti in meno (questo il dato secondo le statistiche ufficiali sui cittadini aventi un “Migrationshintergrund”) e parecchia forza lavoro in meno.

  23. Per ritornare al tema ufficiale:
    Credo che in tempi di crisi come questi, pieni di incertezze, molti hanno nostalgia o sentono il bisogno di un “uomo forte”, di pugno di ferro. Forse per questo si tende a rivisitare le dittature, specialmente quelle di estrema destra, in chiave positiva, in quanto garantivano “ordine” e “pulizia”. L’ islamofobia dilagante e l’ atteggiamento renitente di molti immigrati islamici danno il resto, portando acqua al mulino di partiti come la Lega, FPÖ, British National Party o Vlaams Belang.

  24. Eine Frage in die Runde.
    Kann mir jemand deutschsprachige Literatur empfehlen, um folgende Fragen zu klären, oder wenigstens zu erklären:
    Warum ist in unserer Gesellschaft der Schein so viel wichtiger als das Sein?
    Warum kauft sich jemand einen Mercedes um 50.000 € auf Raten, um dann beim Eurospin eingefrorenes, drittklassiges Fleisch zu kaufen?
    Warum laufen Menschen mit 1.000€-Anzügen herum, und haben in der Wohnung eine Matratze auf dem Boden liegen, weil sie sich kein Bett leisten können?
    Was macht uns Menschen so “SCHEIN-HEILIG oder HÖRIG”???

  25. @Johnny
    also, ich habe zwar nie Bücher zu diesem Thema gelesen, aber ich könnte Dir eine empirische Studie zum Thema in Frankfurt am Main bieten.
    So wie Du es oben beschrieben hast, läuft es ungefähr in diese Stadt.

  26. Und warum ist das so? Ist nicht der Mensch das Wichtige, oder täusche ich mich da, und es zählt nur mehr die Verpackung?

  27. @Matteo
    Si, ma non solo. Alle Kriegsstrategen (und ich denk auch an Religionen) benutzen Fahnen, Parolen, strenge Rituale, Symbole. I dettagli assumono un’importanza, non solo estetica. I colori, i ritmi… Fa parte del fascino, del voler fare gruppo, di avere un Führer, di sottomettersi a schemi precisi e non dover assumere responsabilità o prendere decisioni.

  28. Das bedeutet doch, dass sich der Mensch selbst entmündigt, in dem er denkt und tut, was ihm andere sagen! Keine Verantwortung zu haben und keine Entscheidungen zu treffen bedeutet doch zu leben wie ein hirnamputiertes Wesen, wie ein Herdentier!

  29. Alcuni passaggi dell’inno DDR mi ricordano un partito italiano ed il suo, di inno (.. di chi parlo…ehehe? )–

  30. @Johnny
    Aber für einige bedeutet es auch eine bestimmte Art von “Freiheit” zu haben.

    Die Neuverfilmung der “Welle” zeigt dies auch auf, wenngleich der Film etwas überspitzt ist.

  31. Natürlich bin auch ich bestimmten Spielregeln unterworfen, man kann ja nicht tun, was man will. Aber unter “Freiheit” verstehe ich, und ich hoffe die meisten Menschen, doch etwas anderes!

    Ach übrigens, ich habe noch keine Vorschläge für meine literarische Fortbildung bekommen, kann mir denn keiner helfen?

  32. superciuk, intendi questo inno

    Andrea Vantini – “A Silvio”, il testo
    Si è detto troppo
    E anche di più
    Si è usata pure la musica contro
    Oggi canto anch’io
    E dico che
    Menomale che Silvio c’è
    Non ho interessi politici
    E non ho neanche immobili
    Ho solo la musica
    E penso che
    Menomale che Silvio c’è
    Ci hanno provato
    scrittori e comici
    Un gioco perverso
    Di chi ha già perso
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    La musica suona senza colori
    Ma i riferimenti sono reali
    Viva l’Italia
    L’Italia che ha scelto
    Di crederci un po’ in questo sogno
    Per questo dico che
    Menomale che Silvio c’è
    Per questo dico che
    Menomale che Silvio c’è
    Canto così
    Con quella forza
    Che ha solamente
    Chi non conta niente
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    Viva l’Italia
    L’Italia che ha scelto
    Di crederci un po’ in questo sogno
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    Viva l’Italia
    L’Italia che ha scelto
    Di crederci un po’ in questo sogno
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    Viva l’Italia
    L’Italia che ha scelto
    Di crederci un po’ in questo sogno
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è
    Presidente questo è per te
    Menomale che Silvio c’è

    oppure questo?

    Forza alziamoci
    il futuro è aperto entriamoci
    e le tue mani unite alle mie
    energie per sentirci più grandi – grandi

    Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci
    nella tua storia un’altra storia c’è
    la scriveremo noi con te

    e Forza Italia
    per essere liberi
    e Forza Italia
    per fare e per crescere

    e Forza Italia
    c’è il grande orgoglio in noi
    di appartenere a te
    ad una gente che
    rinasce con noi

    nella tua storia un’altra storia c’è
    la scriveremo noi con te

    e Forza Italia
    è tempo di credere
    dai Forza Italia
    che siamo tantissimi
    e abbiamo tutti
    un fuoco dentro al cuore
    un cuore grande che
    sincero e libero
    batte forte per te

    Forza Italia con noi !

  33. Mi sono guardata il contributo linkato. Mi è inspiegabile come si faccia a far uscire dalla propria bocca parole del genere, inneggiando ad una persona singola. Boh. Non per soldi, ma per denaro?

  34. Devo dire che quando ho ascoltato l’inno mi è venuta la pelle d’oca pensando al suo riutilizzo, non coperto (credo..) dai diritti di autore… Ogni religione, anche quella forzista, ha i suoi motivetti e canzoni.. E che canzoni….

  35. bella la testimonianza di ms
    anche se mi pare che, più che il fascino della dittatura, quello che ha ha avvertito e ci ha raccontato è la possibilità di raccoglimento e concentrazione che dà un esistenza scevra di merci, una vita povera e concreta, in cui il potere, che è demandato ad altri, non occupa così pervicacemente ogni spazio interiore e di rapporto umano.

  36. Penso che la testimonianza di MS volesse soprattutto dire: quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia…

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