Gli “immigrati” non tolgono lavoro agli italiani

Che gli “immigrati” non tolgano lavoro agli italiani, bensi, al contrario, siano necessari allo sviluppo complessivo della nostra economia è una dato confermato da ogni studio serio fatto sull’argomento. È dunque inevitabile che anche all’interno dei partiti di maggioranza – almeno tra coloro che non sono completamente rimbecilliti da una vuota e disgustosa propaganda xenofoba – qualcuno cominci ad accorgersene e soprattutto a dirlo.

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/08/19/1060057-immigrati_tolgono_lavoro.shtml

34 thoughts on “Gli “immigrati” non tolgono lavoro agli italiani

  1. Ah, Luigi, vedo ora che nel blog nazional-bolzanino ti è stato pubblicato un commento. Questo:

    L’immigrazione è una questione europea.Quando c’era Prodi si accolsero centinaia di mgliaia di romeni che in altri paesi non potevano entrare. Siamo buoni, siamo belli, siamo generosi. Per cui, tra i peana e gli strombazzamenti di chi di accoglienza ci vive (lautamente..), aprimmo le frontiere. E c’e’ chi le vuole tenere aperte ancora, queste frontiere, che gli altri paesi vogliono tenere ben chiuse.. Per cui si aspetta che il problema lo risolvano gli italiani…
    Sono disgustato. Mi dicono che a Bolzano, in queste ultime settimane, le bande dei simpaticoni venuti da lontano stanno saccheggiando decine di appartamenti. Ho l’impressione che la sinistra non si renda conto che, appoggiando, assieme alla solita, pelosissima, chiesa cattolica, atteggiamenti di cieca, finta, solidarietà quali quelli visti in questi giorni (con il sostegno di studi pilotati dalle solite istituzioni pseudoscientifiche..), l’elettorato si sposterà ancora piu’ a destra alle prossime elezioni. Questo, nel Nord, vuole dire Lega.

    Sbrigo un paio di faccende e poi ti dico cosa ne penso.

  2. Rispondo a D’Ambrosio/Superciuk

    L’immigrazione è un problema europeo. Certo. Ma è anche un problema nazionale, almeno fino a quando esisteranno le nazioni e in particolare nazioni (come l’Italia) che sono “europeiste” sempre e solo a condizione che l’Europa non tocchi le nostre prerogative e risolva i notri problemi. Insomma, conquistiamoci prima una buona reputazione di “europei” e poi appelliamoci all’Europa.

    Che Prodi abbia aperto le frontiere mi giunge nuova. Gli analisti della questione (vedi per esempio il sociologo Dal Lago, che se ne è occupato in un bellissimo libro: Non Persone, Feltrinelli) hanno dimostrato una fondamentale continuità nella politica di sostanziale chiusura nei riguardi dei migranti (riguardati quella straordinaria clip nella quale Berlusconi fa finta di piangere e di mostrarsi addolorato in seguito a un incidente occorso nell’adriatico – al tempo di uno dei governi prodiani – dove morirono parecchie persone).

    Se a Bolzano “bande di simpaticoni” stanno saccheggiando gli appartamenti è un problema di ordine pubblico e come tale va trattato. I delinquenti dovrebbero essere trattati tutti allo stesso modo e io, personalmente, non preferisco quelli autoctoni (che magari ricoprono le più alte cariche governative solo perché si possono pagare buoni avvocati o modificare le leggi a proprio piacimento).

    L’elettorato si sposterà a destra. Possibile. Per evitare che lo faccia non mi pare però opportuno adeguarsi a uno stile di pensiero fondamentalmente razzista. L’integrazione è un processo difficile, ma è anche l’unico.

    Chiudo commentando il tuo richiamo all’Alto Adige, che hai fatto qui sopra.

    Adottando il tuo stile di pensiero (non possiamo aprire le porte a tutti ecc.) una città come Bolzano (letteralmente invasa da emigranti italiani in pochissimo tempo) dovrebbe essere ripulita. Però evidentemente per te l’immigrazione verso l’Alto Adige degli italiani negli anni trenta, quaranta, cinquanta e sessanta non significa molto e, anzi, magari non la consideri neppure immigrazione (ma lo è, a tutti gli effetti). Strano.

  3. riporti il mio intervento. Cosa non ti piace ? Mi sembra evidente che la demagogia buonista porta solo voti alla lega. Dov è l europa quella degli egoismi nazionali delle scuole difesenziali del fare il problema al vicino ? Dove sono i verdi altoatesing quelli che siedono con ellecosta comprendono le ragioni di chi vuole il sistema etnico non parlano egli altri stati vedi austria e germania e poi vogliono le frontiere aperte nel resto d italia..

  4. Cosa non mi piace del tuo intervento l’ho ampiamente scritto. La demagogia buonista è inutile, come qualsiasi altra demagogia.

  5. immigrati…. Migranten oder Immigranten?

    Menschen, die einzeln oder in Gruppen ihre bisherigen Wohnorte verlassen, um sich an anderen Orten dauerhaft oder zumindest für längere Zeit niederzulassen, werden als Migranten bezeichnet.

    Gabriele…. bist du dann auch ein Migrant oder Immigrant?

  6. Non lo so Lorenz. Migrante, immigrato, va bene tutto. Sono comunque una persona molto più intelligente di te.

  7. No guarda, è solo una triste (purtroppo per te) banalità. Basta leggere la roba che scrivi.

  8. Beh, nell’ottica di Mazinga, il discorso non fa una piega, se l’Italia e l’Austria non fossero entrambi paesi europei, legati da accordi e leggi che salvaguardano chi si sposta all’interno di un’area “comune”, anche Gabriele sarebbe un immigratmigranteimmigrantestraniero e probabilmente non gradito particolarmente.. …. Hanno costruito l’Europa, ma devono costruire gli europei e mi sembra che il vento microetnico che spira sia di totale follia. Un’Europa di stati nazionali rispettosi gli uni degli altri e gelosa delle sue peculiarità culturali comuni ed europee è un sogno, il mio sogno giovanile, travolto dalla realtà del cieco capitalismo ignorante e del nazionalismo feroce spolverato di stile americano in economia.
    Chi si sposta, chi parte da un posto per arrivare in un altro chi è? Quali diritti ha? Quali doveri?
    Ogni discorso e filosofeggiare va a ramengo quando si vede la realtà di un paese, l’Italia, dove la sinistra, per decenni, vietava il vietare, protestava contro le carceri, urlava contro la repressione operata dal capitalismo borghese ed americano, ma brindava ai gulag sovietici, castriani, polpottiani e di qualsiasi dittatorello in falce e martello.. Un paese in cui periodicamente vengono regalate amnistie ed indulti, in cui le carceri fanno schifo e sono da ottavo mondo..; un paese in cui costruire nuovi penitenziari degni di un paese civile sembra essere utopia, come utopico è pretendere di avere processi rapidi, certezze delle pene, magistratura indipendente e politici rispettosi degli altri poteri dello Stato e senza macchie… Che dire? I disastri in politica di immigrazione di Prodi e della sinistra (quella di Vendola che voleva aprire a tutti…) sono sotto gli occhi di tutti ed è criminale il non aver voluto aprire gli occhi su quello che stava arrivando dalla Romania (paese al momento con una bassissima quota di reati) e che aveva provocato in altri paesi il naturale non accoglimento immediato delle direttive sulla libera circolazione. Sono dittature feroci gli altri stati in cui si prendono provvedimenti per regolare l’immigrazione e respingere i clandestini? La polemica è inutile. Direi che, caro Gabriele, dovreste farvi un severo esame di coscienza. Cosi’ si va solo in braccio alla Lega o agli estremisti locali..

  9. Direi che ci dovremmo tutti rimboccare le maniche. CI sono delle questioni che non sono di destra, centro o sinistra, ma riguardano la natura in essere di ogni stato edi ogni comunità. Il buon senso aiuta, cosi’ come la consapevolezza di chi si è e di dove si vuole andare, caro Gabriele. QUanto agli italiani, non siamo piu’ negli anni 30 o 50, esiste un’Europa, ma in Alto Adige conta piu’ il gruppo etnico che ogni altra considerazione. Mi sembra che urlare alla minaccia italiana ed alla voglia di stranieri di ogni altra parte del mondo sia quanto di piu’ ridicolo si possa ascoltare..

  10. Es gibt da einen grossen Unterschied zwischen innerstaatlichen Migration und Migration aus Drittländern. Solange man im eigenen Staat auf REISE ist, glaubt man immer im Recht zu sein, egal ob man von Norden nach Süden, oder von Westen nach Osten migriert. Sobald man aber den eigenen Staat, die eigene Nation verlässt, ist man ein Ausländer, ob Deutscher hier, oder Italiener oder Südtiroler in Deutschland spielt dabei keine Rolle. Ein Rumäne, ein Afrikaner, eine Asiat, ist hier bei uns ein Ausländer, ein Sizilianer nicht. Und deshalb verhält sich ein Sizilianer auch anders als ein “Ausländer”, der Sizilianer sieht keinen Bedarf sich anzupassen, da er ja in seiner Nation geblieben ist, seinen Staat nicht verlassen hat, von “Ausländern” wird aber erwartet, dass sie sich der gegebenen Situation anpassen.
    Und die Zuwanderung aus Italien der letzten 90 Jahre hat dazu geführt, dass die Italiener, auch in 2. oder 3. Generation, keinen Anlass sehen, sich den hiesigen Gegebenheiten anzupassen, da sie ja in IHREM Staat sind. Viel werden jetzt sagen: “noi siamo in italia, mica siamo dei negri, noi non ci dobbiamo adeguare a niente!”
    Und da haben wir den grossen Unterschied!!!

    Für mich persönlich ist jeder Mensch hier ein Konkurrent für meine Arbeit, ob es nun ein Südtiroler, ein Sizilianer oder ein Afrikaner ist, macht keinen Unterschied, und wenn ich meine Arbeit gut und mit Einsatz mache, habe ich keine Angst vor der Zukunft!

  11. Paddo, nessuno s’ispira a un movimento con la stella a cinque punte. Bisognava soltanto ricostruire la genealogia di una scritta (quella dell’immagine) che è stata evidentemente progettata in luoghi nei quali il fenomeno della xenofobia si è manifestato (in modo spesso grave) prima che da noi. In questo senso – temo e cito Taibon – hai guardato il dito e non la luna.

  12. Che il Sudtirolo sia Italia, giuridicamente parlando, mi sembra evidente. Che esista anche un’Europa che dovrebbe contenere le differenze, le cosiddette identità, stimolarle ed integrarle anche. Purtroppo il sistema politico eticoeconomico non mi sembra in grado di costruire quel che in tanti vorremmo. Stranieri siamo tutti, da qualche parte, anche quella in cui siamo nati e cresciuti. Il problema è quando alcuni stranieri diventano piu’ stranieri degli altri, incarnando il male.. E’ il caso del Bild dell’italiano per come ce lo presenta Jonny..

  13. Giusto una precisazione da vecchio materialista storico e dialettico. La stella a cinque punte è il simbolo dell’internazionalismo proletario, con ogni punta a simboleggiare un continente.
    Si evitino, per cortesia, coglionerie come “stella a 5 punte = Brigate Rosse”, in tutto e per tutto equivalente all’equazione “croce = Ku-Klux-Klan”.

  14. Gambero, quando Paddo (il peggior blogger dell’Alto Adige) sente l’espressione “internazionalismo proletario” mette mano alla pistola.

  15. Gambero, secondo mne sei stato sin troppo gentile: Paddo, di solito, fa interventi di questo tipo con lo scopo evidente di provocare, ma essendo piuttosto limitato gli riesce male anche questo.

  16. @Gambero Rotto

    “Si evitino, per cortesia, coglionerie come “stella a 5 punte = Brigate Rosse”, in tutto e per tutto equivalente all’equazione “croce = Ku-Klux-Klan”.”

    te le fai e te le dici da solo…
    Te e i pesci pilota che ti seguono a ruota.
    La coglioneria l’hai scritta soltanto tu, perchè non leggo nel mio intervento riferimenti a br ecc. ecc.
    Gli evidenti limiti li avete dimostrati tu e GiaT.
    Voli pindarici i vostri, complimenti.

    P.S. Gadilu, lo squallore del tuo commento è altamente offensivo.
    Non posseggo armi, mi dispiace; evidentemente forse frequenti compagnie sbagliate…

  17. Propongo una colletta per fare un regalo a Concettina (chessò, un rossetto, un abbonamento a Amadeus, ecc.) affinché si riprenda Paddo nel suo salottino…

  18. Sono contento che tu non possieda armi, Paddo. Lo sqallore del mio commento è però inferiore allo squallore del tuo tentativo di deligittimare una scritta (quella che sta sopra questo articolo) pensando che rispecchi l’ideologia nefasta di chissà quale falange comunista. Indipendentemente da chi l’abbia creata, si tratta invece di un punto di vista sempre più necessario, circondati come siamo da persone incilni al razzismo e alla xenofobia. Chiaro?

  19. Ho discusso di questo argomento per la prima volta quando ho conosciuto Riccardo Dello Sbarba, è vero gli stranieri che emigrano regolarmente non tolgono lavoro agli italiani in primis perchè fanno lavori che spesso molti di noi non si sognerebbero di fare e poi perchè quelli che emigrano regolarmente, sono quelli che le imprese richiedono al governo italiano e che poi il governo italiano richiede ai governi di vari paesi del terzo o del secondo mondo… questa gente che arriva nel nostro paese ha già un lavoro mentre tutti i clandestini o comunque chi emigra e non fa parte di questo gruppo di persone (forza lavoro) è in più e logicamente dovendo sopravvivere entra nel mondo della criminalità o comunque del malaffare !!!

  20. Bella e calzante l’Amaca di Serra di oggi.

    Sui giornali di destra, nelle lettere ai giornali di destra, nelle dichiarazioni di politici di destra, nelle telefonate dei radioascoltatori di destra, nei discorsi correnti di molte persone di destra, ricorre con cadenza ossessiva la parola “buonismo” (negli ultimi giorni l’ho letta e udita a grappoli).

    Nata per stigmatizzare sarcasticamente un atteggiamento ipocrita (buonista è colui che si finge buono per convenienza, e magari in realtà è una carogna), la parola è oramai così abusata, così malamente utilizzata, che non significa più niente. Usata come una generica clava, confonde gli imbelli con i coraggiosi (è forse “buonista” un prete che si dedica ai rejetti?), gli ipocriti con i generosi (è “buonista” chi si rivolge al prossimo con fiducia?), i furbi con gli ingenui (è “buonista” chi crede ancora, povero illuso, nella tolleranza?). È una parola di indecente conformismo, pronunciata con astio monotono e scarsa cura intellettuale da persone che avrebbero urgente necessità di riflettere sulle parole, e attraverso di esse sui pensieri propri e altrui. Si sforzino di trovare sinonimi, di approfondire il concetto, sprattutto di distinguersi dal gregge. Convinti di ruggire, belano.

  21. @Gadilu
    “…si tratta invece di un punto di vista sempre più necessario, circondati come siamo da persone incilni al razzismo e alla xenofobia. …”

    Il concetto, Gadilu, è chiarissimo e condivisibile: razzismo e xenofobia sono due fenomeni preoccupanti.
    Per capire come cercare di debellare questi due fenomeni, bisognerebbe innanzitutto cercare di capire quale sia la causa che porti a questi fenomeni stessi.
    Poi bisognerebbe anche capire tutte le sfumature con le quali questi fenomeni si presentano.
    Per esempio, condividi o no l’idea che la xenofobia potrebbe prendere piede anche da atteggiamenti quali quelli di escludere un determinato gruppo di persone dalla vita quotidiana ( vedi per esempio le indicazioni monolingui in Alto Adige )?
    Condividi o no che una certa forma di razzismo possa essere il non accettare un’idea diversa dalla propria?

  22. Le indicazioni monolingui sui cartelli di montagna non escludono un “determinato gruppo di persone”, ma un “determinato gruppo di nomi espressi in una determinata lingua”. Quindi il problema va trattato a questo livello di determinatezza e non generalizzato (in modo indeterminato) parlando di un “determinato gruppo di PERSONE”.

    La mia posizione al riguardo è chiara e l’ho espressa molte volte. Per esempio qui:

    http://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=2858#comment-27144

  23. Wie kann man nur so einen Blödsinn schreiben??
    Es ist doch geradezu unsinnig, einsprachige Schilder in so einen Kontext zu stellen.

    “escludere un determinato gruppo di persone dalla vita quotidiana”
    Was ist die “vita Quotidiana”?? Auch ich wäre ausgeschlossen, aus der “vita quotidiana”, könnte ich kein Wort Italienisch, aber man passt sich an, man integriert sich , und das geht gut.
    Und deshalb kann ein Italiener nicht den Deutschen die Schuld geben, wenn er nicht im Stande ist, unsere Sprache zu lernen!!

  24. Jonny
    “Und deshalb kann ein Italiener nicht den Deutschen die Schuld geben, wenn er nicht im Stande ist, unsere Sprache zu lernen!!”
    Hai assolutamente ragione: non si può allora nemmeno dare la colpa agli italiani, se gli stranieri in italia non riescono ad addattarsi alle nostre regole ed ai nostri costumi.

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