Il governo e la crisi

Pablo Picasso, i tre musici

Pablo Picasso, i tre musici

Qualche settimana fa, ero ancora al mare, parlai con un signore, anche simpatico, amico del governo di Berlusconi. Non sono uno interessato alle polemiche da spiaggia (litigare con i piedi nell’acqua, tra gli schizzi dei bagnanti, non è plausibile), per cui abbozzai qualche frase di circostanza, svincolandomi dal pericolo di cominciare una discussione infruttuosa. Ricordo però il succo del suo pensiero: se invece di Berlusconi al governo adesso ci fosse Prodi, la “crisi” ci avrebbe ridotti tutti alla povertà. Boh.

Ma davvero il governo Berlusconi ha affrontato bene questa famosa e terribile crisi?

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Filtraggio

Ma le ragioni per cui i libri bruciavano erano le stesse che spingevano le persone a metterli in un luogo sicuro e dunque a collezionarli. Così fa il monachesimo. È probabilmente la ripetuta discesa dei barbari a Roma e la loro abitudine di incendiare la città prima di ripartire che ha sollecitato a trovare un luogo sicuro per i libri. E cosa c’è di più sicuro di un monastero? Si sono dunque iniziati a mettere dei libri fuori dal raggio delle minacce che pesavano sulla memoria. Ma nello stesso tempo, naturalmente, operando la scelta di salvare certi libri e non altri, si è iniziato a fare opera di filtraggio.

U. Eco in conversazione con Jean-Claude Carrière (Non sperate di liberarvi dei libri, Bompiani, p. 29).