L’autonomia tra il fuoco e la cenere

In occasione delle celebrazioni per il Sacro Cuore, come noto, sulle montagne che circondano Bressanone è stata fatta brillare nell’oscurità la scritta “Ein Tirol”. Con una mail spedita alle redazioni dei quotidiani locali, il gesto è stato rivendicato da tre persone vicine alle organizzazioni patriottiche (in primo luogo gli Schützen) che hanno lo scopo di tenere vivo “il fuoco” dell’amore per la Heimat, e dunque anche quello di manifestare in modo visibile e spettacolare a chi essa “appartiene”. Una scritta di fuoco ricamata su una montagna corrisponde alla logica del “marchio” (un marchio “a fuoco”) e serve a rendere esplicito un confine identitario che, come ogni confine, risulta al contempo includente (alcuni vi si riconoscono) ed escludente (alcuni non vi si riconoscono). Da qui il solito balletto di prese di posizione al quale siamo abituati da sempre e che sempre saremo costretti a vedere, giacché la controversia che sta alla base di simili fenomeni non è risolvibile (intendo: definitivamente risolvibile) all’interno del quadro istituzionale vigente.

Vorrei cercare di spiegare bene quest’ultimo punto perché purtroppo sfugge ai più. Chi interpreta l’autonomia sudtirolese alla stregua di una soluzione capace di risolvere il contrasto etnico dimentica che essa è il frutto di un compromesso destinato a rimanere tale. L’autonomia non è servita e non serve cioè a sradicare il contrasto, ma soltanto a depotenziarne gli effetti più nefasti, a ridurne le occasioni degenerative. Ovviamente, questo significa che a livello latente (e dunque “sotto la cenere”) permane un serbatoio d’ostilità disponibile. Ma se questa ostilità non fosse disponibile, se l’autonomia, per come è stata concepita, servisse davvero ad eliminarla, avremmo il caso piuttosto paradossale di un dispositivo che rimuove le condizioni della sua stessa possibilità d’esistenza. Cosa inimmaginabile, anche utilizzando la semplice logica.

Letteralmente, allora, i fuochi della scorsa notte (e di ogni altra “notte dei fuochi”, passata e futura) non rappresentano altro che l’emersione rituale e cadenzata di una controversia inestinguibile ancorché, per fortuna, ridotta a una pura dimensione simbolica e per così dire teatrale. Quei fuochi non segnalano la propagazione di un incendio imminente, non meritano la preoccupazione (altrettanto rituale) che si esprime con l’ennesima inutile interrogazione parlamentare, ma devono essere visti come la rappresentazione del contrasto etnico sopravvissuta alla sua estinzione sul piano della realtà. Finché insomma avremo fuoco sui monti non lo avremo in città. E possiamo così continuare a dormire (anche se mai in modo del tutto sereno) sul nostro comodo letto di cenere. 

(Corriere dell’Alto Adige, 26 giugno 2009)

4 thoughts on “L’autonomia tra il fuoco e la cenere

  1. Ho letto questa mattina l’articolo di fondo.
    Gadilu credimi che sono sincero, se ti dico che l’ho trovato mo0lto interessante e che ho pure condiviso molto di quanto dici.
    Personalmente mi da fastidio l’impronta nazionalista che viene data da una certa parte dei tedeschi in occasione dei fuochi del Sacro Cuore; non ho però nemmeno condiviso la reazione di una parte degli italiani a quest’iniziativa: così facendo non si è fatto altro che il gioco di chi voleva provocare e, nel vero senso, “soffiare sul fuoco”.
    La scritta “Tirol” o “Ein Tirol” fatta con il fuoco la si può leggere tutti gli anni, perchè anche negli anni passati la si vedeva in diversi posti. Forse di dimensioni diverse e non così enormi, ma comunque non sono una novità di quest’anno.
    Poi non voglio sbagliarmi, ma qui qualcuno più ferrato nella storia potrà forse darmi un aiuto: siamo sicuri che i fuochi siano una tradizione puramente religiosa?
    Per quanto ne so io, mi sembra di ricordare che qualche secolo fa, quando c’erano i francesi in questa terra, la popolazione avesse fatto un voto, promettendo di ricordare questa festività qualora il Tirolo fosse riuscito a respingere gli occupatori francesi.
    L’origine poi dei fuochi mi sembra derivi dal fato che allora erano utilizzati coem comunizaione e segnalazione, così come avveniva sulle torri di S. Gimignano.

  2. Paddo, in rete non avrai difficoltà a reperire alcune informazioni sull’origine e il significato di questa tradizione.

    Per esempio qui:
    http://de.wikipedia.org/wiki/Herz-Jesu-Feuer

    Anche Carlo Romeo, eccellente storico di questa terra, ha dedicato un volume a questa usanza:

    http://openlibrary.org/b/OL130504M/fuochi-del-Sacro-Cuore

    Non ho difficoltà a pensare che ti sia piaciuto l’articolo, perché penso che descriva un quadro abbastanza equilibrato. Quando scrivo per il Corriere cerco soprattutto questo: equilibrio.

  3. L’Autonomia tra diversità e scambio
    di Alberto Berger – venerdì 26/06/09

    I fuochi nella notte del Sacro Cuore di Gesù si sono prestati anche per far brillare la scritta “Ein Tirol”. Marchio per rendere esplicito un confine identitario. Solo fuoco, simbolo, di una divisione che si vuole mantenere visivamente espressiva.

    E vorrei rispondere a Gabriele Di Luca, che cerca di collocare in una razionalità autonomistica anche queste espressioni, scrivendo: l’Autonomia basa il suo valore, non tanto sull’eliminazione del contrasto identitario/etnico, ma sull’equilibrio “per depotenziare gli effetti più nefasti e ridurne le occasioni degenerative”.

    Secondo questa visione, un algoritmo “contentivo”, non uno stimolo all’evoluzione condivisa.

    Vorrei proporre una diversa dinamica all’Autonomia, intesa come espressione o laboratorio di ricerca e quindi “viva.

    Mi appoggio così ad un ricorrente parallelo tranello dialettico, quando si parla di diseguaglianza, confondendo spesso la differenza tra diseguaglianza e diversità.

    Sono temi oggi di moda nelle analisi sulle motivazioni della crisi economica attuale, ma si riportano anche al tema attuale.

    Il caldo ed il freddo, sono esempi di una diversità naturale, così come le diverse culture, le diverse etnie.

    Il polo negativo ed il polo positivo pure e queste diversità sono il motore dello “scambio” che è motore di vita.

    Queste diversità sono spesso alla ricerca di un loro equilibrato interagire e così raggiungono la massima efficienza nella loro espressione.

    Moto, equilibrio, scambio, non distinzione o “contenimento”.

    E diversità, intesa come espressione naturale ed equilibrata, non deve confondersi con la “diseguaglianza”, che fotografa una sopraffazione, un disagio, spesso a discapito della dignità dell’uomo e di Valori di riferimento, etico-morali, sociali, democratici, liberali, ecc.

    E così quindi l’Autonomia deve essere espressione di rispetto delle diversità, di valorizzazione delle diversità, ma anche di incontro e scambio positivo.

    Senza incontro “il motore non gira”, non vi è scambio termico.

    L’Autonomia positiva e costruttiva non va intesa quindi come rischio di “osmosi” o confusione di caratteri diversi, orgoglio di propria identità, ma come vita e movimento armonico, ricerca di incontro, per trasmettere ed apprendere, per esprimere ed arricchire.

    La scritta “Ein Tirol” come un marchio a fuoco è “statica” e “isola”.

    Meglio sarebbe il poter scrivere “Athesis”, “la terra lungo l’Adige e tra i monti” – “Das Land an der Etsch und im Gebirge”, che valorizza tutte le diversità, le appartenenze storiche, le conquiste nello scambio, la vita di una terra, ricca di Valori e di Vita.

    Alberto Berger – laboratorio Athesis

    http://www.polis.bz.it/content.asp?contentid=2533

  4. Grazie Alberto, è un commento, il tuo, che non confuta quello che ho scritto io, ma che indica una prospettiva. Ti auguro di trovare la forza e la costanza e soprattutto amici per portare avanti queste tue idee.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...