L’egemonia culturale della destra

Sauve qui peut!

Annunci

Popolo della libertà (ma non di stampa)

In un blog che leggo sempre (mentre quelli che ci scrivono, stranissimo, non leggono mai questo) trovo la seguente affermazione:

…magari qualcuno più bravo di me , provi a salvare alcuni salaci commenti rivolti al nostro (ed anche loro, piaccia o meno) presidente del consiglio, poi glie li mandiamo e così l’avv.Ghidini si diverte a cavare loro il pelo…

Non servono troppi commenti. Quando la teoria è empiricamente dimostrata, ormai è una faccenda di corollari…

http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_30/stampa_liberta_italia_ca7191e6-35c7-11de-92cb-00144f02aabc.shtml

Versöhnender, der du nimmergeglaubt

 

Versöhnender, der du nimmergeglaubt
Nun da bist, Freundesgestalt mir
Annimmst Unsterblicher, aber wohl
Erkenn ich … das Hohe
Das mir die Knie beugt,
Und fast wie ein Blinder muß ich
Dich, himmlischer Bote, fragen, wozu du mir,
Woher du seiest, seliger Friede!
Dies Eine weiß ich, sterbliches bist du nichts
Denn manches mag ein Weiser oder
Treuanblickender Freunde einer erhellen, wenn aber
Ein Gott erscheint, auf Himmel und Erd und Meer
Kömmt allerneuende Klarheit.

È strano (alcuni direbbero “blasfemo”) rievocare questi versi di Hölderlin a proposito di Mario Crosta. Ma l’occasione (e con un titolo come questo, che inneggia alla “conciliazione”, quale occasione migliore?) mi è data dalle polemiche degli ultimi giorni, sotto il peso di una cattiva sensazione, quella di trovarci di nuovo ad un punto d’incomunicabilità e diffidenza, profonda diffidenza, tra i gruppi linguistici. Ora, Mario Crosta (depositando i suoi commenti un po’ ovunque) ha sempre avuto il pallino della “riconciliazione”, qualcosa a metà tra il “volemose bbbene” e l’impulso mistico alla felicità dell’umana specie. Instancabilmente si è prodigato e si prodiga, il Crosta, a tentare di mettere insieme persone dagli ideali più distanti: gli Schützen e i post-fascisti, Eva Klotz e Pietro Mitolo, Lorenz Puff e Davide Orfino. E sempre col solito refrain: incontratevi, parlate, andate a bere un bicchiere di vino insieme. L’importante è cominciare. Ma a parte il bicchiere di vino (Crosta è un intenditore, una sorta di profeta di Bacco sul Baltico, da qui anche l’accostamento al poeta di Dioniso), a me piacerebbe però sapere quali effettivi punti in comune – punti politici – potrebbero avere persone così radicalmente diverse. Allora, Mario, me la dai una risposta concreta? Grazie.

Apartheid

A Bressanone, dunque, adesso sono gli italiani ad essere a favore dell’apartheid, a volere la divisione dei gruppi “etnici”. Lo rivela il caso dell’asilo di Millan/Milland. Dall‘Alto Adige di oggi: “Le iscrizioni nelle scuole dell’infanzia tedesche hanno registrato per il prossimo anno un vero boom, tanto da costringere l’amministrazione comunale a prevedere una sezione in più. Dove metterla?”. Una delle proposte: mettiamola nell’asilo “italiano” di Millan. Insorge Antonio Bova (PDL). Dio ce ne scampi! “Siamo contrari per motivi pedagogici”. PER MOTIVI PEDAGOGICI??? Ma non si diceva che mancano spazi nei quali fare incontrare i bambini di lingue diverse, spazi nei quali possano avvicinarsi, in modo ludico, per abbattere i muri, per aprire le gabbie, per entrare finalmente in Europa? Macché. Aria fritta. Quanto più ci dividiamo, tanto meglio ci comprendiamo.