Pagelle

La scuola non è ancora finita, non è ancora tempo di pagelle, ma può essere ugualmente divertente dare qualche voto al termine (?) di un paio di settimane piuttosto movimentate all’interno del corso di studi intitolato “la rappresentazione del contrasto etnico”.

Ellecosta, Oswald: 2. Il vicesindaco di Bolzano si è reso protagonista di dichiarazioni incompatibili con il suo ruolo istituzionale, ha manifestato incomprensione e disprezzo in occasione della festività che ricorda la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, e ha dimostrato di essere rimasto fermo al 9 settembre del 1943 come se fosse incatenato al totem di una purezza etnico-linguistica anacronistica e volgare.

Il Questore Innocenti: 4. Mobilitare 600 agenti per una manifestazione come quella degli Schützen (a Brunico) è stato un gesto inutile e funzionale soltanto alla strategia dei cappelli piumati. Grave inoltre l’autorizzazione data a Donato Seppi, che ha consentito al leader di Unitalia di deporre una corona di fiori ai piedi del monumento contestato.

Seppi, Donato: 2. Il 25 aprile non è la giornata delle Forze Armate, né una ricorrenza che deve essere onorata con corone di fiori deposte ai piedi di monumenti eretti originariamente per celebrare spedizioni di guerra. Inoltre il suo gesto era volutamente provocatorio.

Galli Della Loggia, Ernesto: 5. Il suo editoriale ha sollevato molta polvere, ma dietro la polvere non c’è molto. Una reprimenda alla Svp (accusata di non saper tenere a bada gli agitatori e gli estremisti) – tutto sommato accademia – ma anche una inopportuna sottovalutazione del significato svolto dai  Monumenti fascisti ancora presenti in provincia di Bolzano. Risibile la sua proposta di cambiare la scritta sul frontone del Monumento alla Vittoria.

Frattini, Franco: 3. Inopportuno e velleitario, come sempre. Rimprovera agli altri di soffiare sul fuoco, ma ogni sua dichiarazione è fatta con il lanciafiamme. Vorrebbe mostrare i muscoli, sparla di “rivoluzione morale” degli italiani, ma l’unica proposta che fa è quella di togliere i fucili giocattolo agli Schützen. Penoso.

Durnwalder, Luis: 5. La politica ondivaga non paga più. Se davvero i patrioti in marcia contro i Monumenti rappresentano un problema, è inutile che tolleri all’interno del suo partito moltissimi simpatizzanti di simili gesti (a Brunico c’era la Stockner). Se è per l’Autonomia si decida e metta dei paletti. Sono passati più di trent’anni dall’approvazione del secondo statuto. Tempo per riflettere l’ha avuto.

Ebner, Toni: 9. Il suo editoriale contro Ellecosta farà epoca. Un sussulto di orgoglio democratico, per di più dal pulpito più esposto.

Il PD: 5. Se si va ad una votazione su un tema sensibile come quello della grazia ai terroristi sarebbe bene votare allo stesso modo.

Il PDL: qui dobbiamo distinguere. Biancofiore Michaela prende 2 (ha proposto di sciogliere gli Schützen, riuscendo cioè a far peggio sia del questore che di Frattini). I cosiddetti “moderati/innovatori”, invece, se la cavano con un bel n.c. (non classificati). Stanno aspettando che Del Tenno dica qualcosa per poter prendere una posizione che in realtà non prenderanno mai. Sono destinati al limbo.

I Verdi: 8. Ottima la proposta di legge sui Monumenti. Un’oasi di ragionevolezza in un mare d’idiozie sparate a destra e a manca sull’argomento.

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Il post di oggi è breve

Il post di oggi è breve. Ieri in Francia c’è stata la festa della Liberazione, 8 maggio. Prima di attraversare i giardini de Les Halles, gli alberi in fiore, pieni di bambini di tutti i colori che giocavano e di giovani sdraiati sull’erba, ho avuto il tempo di leggere alcune targhe commemorative dei resistenti parigini, lungo le vie deserte del centro.

E sono tornato con il pensiero al mio paese malato, lontano eppure vicino, dove vengono cacciati rifugiati contro ogni diritto, dove si invoca l’apartheid come soluzione, e dove ci si accapiglia su donnine da promuovere d’imperio a posti di responsabilità.

Ho pensato che sarebbe venuto il momento di avvisare i signori del potere, polverose élites senza vergogna e in doppiopetto, che sono già morti da tempo e che ogni loro sforzo per impedirlo non farà altro che dare esecuzione alla peggiore di tutte le leggi, quella che essi temono di più – più della stessa giustizia – la legge dell’oblio. Il rintocco sta per arrivare, è nell’aria. [rk]