Trasfigurazione

Lo scorso 17 settembre, su SegnaVia, pubblicai un bellissimo articolo del mio grande amico Marco Lenzi su Richard Wright, il tastierista dei Pink Floyd scomparso di recente [rileggiamolo]. Oggi pomeriggio, al “Lido” di Bressanone, mentre dal cielo piovevano contemporaneamente raggi di sole e gocce di pioggia, da un altoparlante lontano si è diffuso ancora una volta il “più bel sol minore di tutti i tempi”. E tutto è sembrato come trasfigurato.

Opportunità e confini

Devo a Walter Kircher (membro del direttivo di Heimat) la segnalazione di un interessante trafiletto apparso sul Dolomiten di martedì scorso. “Italien-Schweiz: Ideen gefragt“, questo il titolo, per segnalare una situazione paradossale. 70 milioni di Euro, messi a disposizione dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (EFRE), e in gran parte inutilizzati per mancanza di idee. Proprio così. Ci sarebbero soldi, un sacco di soldi, da investire in progetti di collaborazione transfrontaliera, ma a nessuno viene in mente di usarli. E questo al margine delle sterili polemiche sui confini e sull’autodeterminazione dei popoli che hanno purtroppo contraddistinto il discorso pubblico sudtirolese nelle ultime settimane.

http://www.interreg-italiasvizzera.it/interreg/index.php?id=5

Elezioni vicine, Europa lontana

Pubblicato in Corriere dell’Alto Adige (29 05 09) con il titolo La diversità misconosciuta

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo si stanno avvicinando, ma la sensazione è che si tratti di un appuntamento molto distante dai reali interessi della gente. In un sondaggio pubblicato pochi giorni fa sul sito http://www.europarl.europa.eu/, ecco come hanno risposto gli utenti alla domanda “Quanto se ne parla in Italia?”: il 4% ha dichiarato che se ne parla molto; il 17% avverte che se ne sta parlando sempre di più; il 55% ritiene che non se ne parla abbastanza (e reclama perciò maggiore informazione); il 24% (non si capisce se la risposta sia ironica o sincera) afferma di non sapere neppure di quali elezioni si stia parlando. Per quanto riguarda il Sudtirolo non esistono dati comparabili, non parrebbe comunque azzardato equipararli al trend nazionale: la disaffezione a temi di carattere extra-provinciale costituisce da sempre una grave lacuna nella coscienza civica e politica della popolazione locale.

Indagare sulle ragioni profonde di questa situazione non è semplice. Quando, perché e in che modo l’idea dell’Europa ha cominciato a impallidire proprio in relazione a quanto essa aveva di più peculiare e prezioso: l’unione di elementi diversi. Il filosofo Hans Georg Gadamer – in un testo programmaticamente intitolato “La varietà europea. Eredità e futuro” – scriveva: “Il compito che si pone ogni momento a ogni uomo è davvero gigantesco: si tratta di tenere sotto controllo i propri personali preconcetti, la sfera egocentrica degli impulsi e degli interessi privati in modo che l’altro non diventi o non resti invisibile”. Non è vuota retorica. Interpretando in senso più largo quella “sfera egocentrica” se ne potrebbe ricavare un perfetto programma politico, autenticamente “europeo”. “È probabilmente un privilegio dell’Europa – prosegue Gadamer – il fatto di aver saputo e dovuto imparare a convivere con la diversità”[1]. Ma chiediamoci adesso che ne è rimasto di un simile privilegio. Chi è in grado di conservarne anche la sola percezione?

Una risposta amara l’ha data Massimo Cacciari: “I luoghi dell’Europa cosmopolita e mediterranea sono tutti tramontati – Istanbul, Antiochia, Alessandria, Damasco, Salonicco, le città del Maghreb, o la Spagna del XV e del XVI secolo, quando iniziò la catastrofe del Mediterraneo come Arcipelago, luogo delle molte isole e delle molte declinazioni dell’Europa. Da tutti questi luoghi (…) non vengono più neppure hostes, ma cacciati, esuli. Ed essi non trovano più ospiti, ma difese, ostacoli o, al più, tolleranti richieste di assimilazione – incontrano, insomma, individui “idioti” che in nessun modo ricordano di essere stati anch’essi stranieri”[2]. È ben triste andare a votare con la convinzione che questa analisi corrisponda al vero.

 


[1]. Gadamer (Hans Georg), L’eredità dell’Europa, tr. it. Torino 1991, pp. 21-22.

[2]. Cacciari (Massimo) / Bettin (Gianfranco), Duemilauno. Politica e futuro, Milano 2001, pp. 106-107.