Che bella serata. Grazie Loiny.
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Generalmente ci si passa sopra. Alla parola “etnia”, dico. Chi la usa non sa bene cosa dice, chi l’ascolta non sa bene cosa comprendere, ma ci si passa sopra, forse perché si pensa che questo malcerto concetto possa essere considerato un sinonimo di “gruppo linguistico”. Ma sbagliamo. Non dovremmo passarci sopra. Non dovremmo arrenderci all’uso disinvolto di simili termini. Se leggiamo per esempio questo singolare post [QUI], scritto in margine a una recente visita del Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano in Kamtschatka, non si può fare a meno dall’intervenire. Secondo Lorenz Puff (referente del movimento ST-Freiheit per la città di Bolzano) in Sudtirolo esisterebbero due etnie: tirolese e italiana… (stupefacente: una denominazione geografica – Tirolo - diventa buona per la definizione di un’etnia – l’etnia tirolese! – che includerebbe tedeschi e ladini ma lascerebbe fuori gli italiani). Che dire? Sembra che l’autore si sia scordato che qui da noi esiste almeno un’altra etnia. Quella dei cretinetti (è un’etnia trasversale e plurilinguistica). Alla quale sicuramente appartiene chi afferma cretinate del genere.
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Sandro Bondi - Superciuk
Un singolare carteggio tra Sandro Bondi e Roberto Saviano.
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/bondi-lettera/bondi-lettera.html
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Domenica prossima, 29 novembre, gli svizzeri vanno alle urne per votare con un referendum (da loro funzionano) la proposta della destra nazional-conservatrice che vorrebbe impedire la costruzione di nuovi minareti accanto alle moschee (anche in questo gli svizzeri sono più avanti di noi e la presenza di luoghi di culto per confessioni diverse da quella cristiana non è in discussione). Mi propongo di svolgere una riflessione più ampia su questo tema, intanto un piccolo Amuse-Gueule tratto da un blog interessante: QUI.
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La domenica compro sempre Repubblica e mi leggo subito il fondo di Scalfari. A Scalfari voglio bene, perché ho cominciato a leggere i suoi articoli prestissimo, avevo 15 anni, e il suo giornale ha sicuramente contribuito a formarmi. Quando abitavo in Germania, ricordo, la ricerca di una copia di Repubblica e la sua meticolosa lettura erano un po’ l’unico modo per coltivare la mia identità di italiano all’estero. Ricordo con nostalgia quei momenti, a Brema, ad Heidelberg.
Ho fatto questa premessa per dire che stamani non ho comprato Repubblica, così il fondo di Scalfari l’ho letto in rete qualche minuto fa. Peccato, perché se l’avessi letto stamani avrei avuto per tutto il giorno un sorrisino beffardo stampato sulla faccia.
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/22novembre/22novembre.html
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È probabile che si parlerà per qualche giorno di Gianfranco Fini e della sua esternazione: “chi discrimina gli stranieri è uno stronzo”. A caldo, e un po’ per scherzo, a tutti viene magari da pensare che finalmente il Presidente della Camera è diventato uomo di sinistra e dunque è passato dalla parte della ragione (che sta sempre a sinistra, ci mancherebbe). Altri diranno che proprio per questo motivo Fini sta impazzendo. La verità è un’altra e l’ha messa bene a fuoco oggi Sergio Romano, rispondendo sul Corriere a un lettore che affermava “Fini è libero di cambiare opinione, ma le sue nuove idee politiche di sinistra vada a discuterle con i comunisti e non all’interno del Pdl”. Romano ha risposto così: “Non vedo come un partito della libertà potrebbe mettere alla porta l’esponente della sua ala più liberale senza smentire se stesso” (in realtà lo potrebbe benissimo, una volta acclarato che quel partito è tutto fuorché un partito della libertà e che, soprattutto, la cosiddetta ala moderata conta come il due di briscola). Commentando invece il video che ho postato qui sopra, un utente di destra ha così bollato l’ex massimo dirigente di Alleanza Nazionale: “AHAHAHAH FINI SEI SOLO UNO STRONZO!”
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Forse non dispiacerà all’amico Marco Lenzi, questa sigla di fine delle trasmissioni eseguita da Folon per Antenne 2, in onda dal 1975 al 1984.
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Com’è ampiamente noto, la principale ricetta del successo di Silvio Berlusconi presso una larga parte di connazionali è questa: li subisso di menzogne, che ripeto e faccio ripetere, finché si sarà perso ogni discrimine tra falso e vero, prima, finché il falso sarà preso per vero, poi. In breve: li prendo per il culo. E ci riesce benissimo, a quanto pare. Per sottrarsi a questo influsso malefico dobbiamo attaccarci ai nudi fatti (quelli rimasti) e considerarli alla stregua di una zattera o di una scialuppa di salvataggio. Sulla zattera-scialuppa una vela di carta, scritta e riscritta. Eccola: [leggi]
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