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Un territorio poco adatto ai mega-eventi

2 marzo 2012

Dell’adunata nazionale degli alpini che si terrà a Bolzano dall’11 al 13 maggio si è già detto e scritto molto. In via preliminare ne sono stati soppesati i possibili significati politici. Entusiasti e contrari, in un valzer d’ipotesi e illazioni quasi inevitabili nella nostra piccola provincia. È prevalso il buon senso: le adunate degli alpini, infatti, nonostante l’aspetto militare, richiamano anche la solidarietà (loro sempre in prima fila nelle emergenze), l’amicizia, la passione per la montagna. Da questo punto di vista, è naturale che Bolzano ospiti l’adunata.

Ora, giunti a ridosso dell’avvenimento, si è iniziato più concretamente a parlare di problemi organizzativi. Su questi è opportuno soffermarsi ulteriormente, anche per capire quale tipo di iniziative possano essere accolte dal nostro capoluogo.

Ciò che ci aspetta, infatti, non è un evento, bensì un «mega-evento». Il prefisso indica una dimensione debordante da qualsiasi unità di misura. Un mega-evento è per sua natura affetto da gigantismo, destinato a crescere inevitabilmente oltre sé stesso, a invadere ogni spazio che vorremmo sottrargli, a contestare ogni limite che cercheremmo d’imporgli. È molto lodevole che ogni persona coinvolta nella catena di responsabilità necessaria a garantire il transito e la sosta della marea umana in arrivo — calcoli realistici parlano di almeno 200.000 persone — si prodighi a tranquillizzare i diffidenti. Rimane però il forte dubbio che, in questo come in altri casi, vengano invece sottovalutate alcune domande banali: perché Bolzano e il suo hinterland devono necessariamente essere sottoposti a straordinarie prove di resistenza? Ne hanno la caratura, la vocazione, la possibilità?

Vorrei solo attrarre l’attenzione su quanto è attualmente all’esame di chi sta curando le disposizioni da prendere durante i tre giorni di effettiva sospensione della normalità: blocco totale del traffico; scuole chiuse; dipendenti degli uffici invitati a non recarsi al lavoro; residenti in fuga o consigliati di andarsene. Poi, con un’ulteriore misura a sorpresa che contraddice questa tendenza alla smobilitazione, si chiede che i negozi rimangano aperti oltre l’orario di chiusura. I bar addirittura fino alle tre di notte! È l’immagine di una città che non si dispone tranquillamente a celebrare un evento, ma che cambia ogni sua abitudine e snatura il proprio volto per assumere un passo che non le appartiene.

Insomma, alcune serie questioni sulla sostenibilità degli avvenimenti che si propongono sul nostro territorio dovrebbero essere affrontate e chiarite una volta per tutte. L’adunata degli alpini è solo la punta dell’iceberg che, per quanto possa esser comprensibile sotto vari aspetti, non deve farci dimenticare come il «gigantismo» non si possa conciliare con i nostri spazi.

Corriere dell’Alto Adige, 2 marzo 2012

4 commenti Lascia un →
  1. Mauro permalink
    2 marzo 2012 14:35

    A me l’idea che arrivino 200 mila (ex) Alpini in una zona dove i residenti che più o meno si sentano “legati” al quel mondo saranno sì e no un quarto, mi inquieta un po’. Il clima che poi mi pare si sia creato nell’opinione pubblica di madrelingua tedesca (grazie a diverse dichiarazioni pubbliche di esponenti della destra sud e nord tirolese) con il fantasioso e il volutamente provocatorio accostamento tra alpini e fascismo, non fanno che alimentare la mia inquietudine. Spero di sbagliarmi.

  2. gadilu permalink*
    2 marzo 2012 14:35

    L’accostamento alpini-fascismo è, nella cornice attuale, solo un pretesto propandistico dei soliti tre patridioti sbullonati. Non merita nemmeno un commento. A me non piacciono questi maxi-raduni, di qualsiasi tipo essi siano. Spero non accada nulla e farò tutto ciò che mi è possibile fare per starmene alla larga dai luoghi di riunione.

  3. 5 marzo 2012 14:35

    Lo si può vedere anche come un esame di maturità per la società civile locale.
    Io penso che lo supererà, ossia sono convinto che la società civile altoatesina/sudtirolese sia più matura della sua “avanguardia intellettuale”, come succede un po’ in tutto il mondo (Trentino in primis).

    “A me non piacciono questi maxi-raduni, di qualsiasi tipo essi siano”
    Sono d’accordo.

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  1. Gli alpini hanno trionfato con 3 gol « Sentieri Interrotti / Holzwege

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