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Sul fondo del mare

19 gennaio 2012

Si è cominciato a parlare presto di metafore e di simboli e di miti, a proposito della nave da crociera finita sugli scogli del Giglio. La grande nave riversa su un fianco, immagine-sipario su quel che un tempo fu il paese de “E la nave va”, a sua volta metafora di qualcosa d’altro, anch’esso perduto. Ma le metafore sembrano corde tese tra il sensibile che ci sfugge e l’ultrasensibile che non raggiungeremo mai. E poi sono parole. Non sempre abbiamo bisogno di parole. Invece converrebbe pensare allo sfaldarsi delle corde sotto la gigantesca chiglia squarciata, quelle corde rese ogni giorno più sottili e più esauste dalla muta e incomprensibile profondità del mare. C’è silenzio, in fondo al mare. Tutto questo silenzio.

5 commenti Lascia un →
  1. 19 gennaio 2012 14:35

    forse dovevi fare lo scrittore

  2. gadilu permalink*
    19 gennaio 2012 14:35

    Ma no… io scrivo articoletti. Basta questo.

  3. 19 gennaio 2012 14:35

    No no. Tu scrivi “articolesse” ;-)
    Davvero bello, questo testo.

  4. Superciuk2008 permalink
    20 gennaio 2012 14:35

    Bah

  5. gadilu permalink*
    20 gennaio 2012 14:35

    Porta pazienza, Luigi. Tra un paio di mesi tornano i fiorellini.

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