Sul fondo del mare
Si è cominciato a parlare presto di metafore e di simboli e di miti, a proposito della nave da crociera finita sugli scogli del Giglio. La grande nave riversa su un fianco, immagine-sipario su quel che un tempo fu il paese de “E la nave va”, a sua volta metafora di qualcosa d’altro, anch’esso perduto. Ma le metafore sembrano corde tese tra il sensibile che ci sfugge e l’ultrasensibile che non raggiungeremo mai. E poi sono parole. Non sempre abbiamo bisogno di parole. Invece converrebbe pensare allo sfaldarsi delle corde sotto la gigantesca chiglia squarciata, quelle corde rese ogni giorno più sottili e più esauste dalla muta e incomprensibile profondità del mare. C’è silenzio, in fondo al mare. Tutto questo silenzio.

forse dovevi fare lo scrittore
Ma no… io scrivo articoletti. Basta questo.
No no. Tu scrivi “articolesse”
Davvero bello, questo testo.
Bah
Porta pazienza, Luigi. Tra un paio di mesi tornano i fiorellini.