C’è un limite al servilismo?
Chiede Ricca a Feltri: “c’è un limite all’asservimento?”. Boh, giudicate un po’ voi (la deliziosa antologia è gentilmente offerta dal blog nazionl-bolzanino):
Gianpiero Cantoni - “Per i signori della sinistra, la libertà di stampa e di informazione non è altro che la libertà di insultare, mistificare e calunniare”.
Luigi Casero – “Da mesi il Presidente del Consiglio è oggetto di attacchi durissimi da parte di chi si appella alla libertà di stampa. Vorrei sottolineare che il diritto all’informazione non è il diritto alla contumelia”.
Fabrizio Cicchitto – “Fino a prova contraria il presidente del Consiglio sta ricorrendo alla magistratura per reagire a una campagna di diffamazione. Si tratta di una procedura che, nel passato, molti esponenti del Pd, Di Pietro e alcuni magistrati hanno adottato nei confronti di giornali, di giornalisti e anche di parlamentari del centro-destra”.
Enrico Costa - “Quella del presidente Berlusconi nei confronti del quotidiano L’Unità è un’azione che un qualsiasi cittadino che si ritenga diffamato può attivare andando chiaramente a chiedere che sia sanzionato un comportamento illegittimo”.
Ignazio La Russa – “Mi sono stupito del fatto che dicano che è un atto antidemocratico, dittatoriale, di intimidazione rivolgersi alla Magistratura perché la stessa accerti se il Presidente del Consiglio è stata diffamato. A me sembrava che fossero le dittature a poter censurare autonomamente e i dittatori ad avere il potere di chiudere i giornali a loro piacimento. In una democrazia il Presidente del Consiglio può solo chiedere a un altro potere, cioè alla Magistratura, di valutare se davvero è stato danneggiato. È quello che sta facendo Berlusconi”.
Antonio Leone – “Non si capisce perchè la sinistra protesti contro le querele del presidente del Consiglio quando è proprio la sinistra quella che ha sempre urlato che ci si deve rivolgere ai giudici”.
Beatrice Lorenzin – “La politica ha le sue regole, così come l’informazione, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Certo è che la Bindi, per coprire ‘il gioco sporco’ fatto dall’Unità e dal Gruppo Repubblica-Espresso in questi mesi contro il premier, lo tacci addirittura di misoginia è non solo inopportuno ma anche fuori luogo. Che dire? La Bindi, oramai, ha esaurito anche gli aggettivi nella continua e stancante tiritera contro Berlusconi”.
Maurizio Lupi – “Quelle del presidente del Consiglio non sono querele, ma azioni civili di risarcimento il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’ospedale San Raffaele di Milano”.
Osvaldo Napoli – “L’idea che un cittadino possa essere liberamente insultato e denigrato sulla stampa e, all’occorrenza, mostrare l’altra guancia senza mai reagire, è figlia di una visione malata della libertà di informazione. La querela del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a l’Unità arriva dopo quattro mesi di insulti gratuiti, in cui ognuno si è divertito a lanciare palle di fango contro il premier”.
Erano settimane che non andavo a leggermi Pecoraro. Mal comune mezzo gaudio?
http://tashtego.splinder.com/post/21229750
“hanno leso anche la identità personale presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è”. Non manca qualcosa?
Quel che manca lo aggiungo io: “hanno leso anche la identità personale presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione”. Ma Bonaiuti (o chi per lui) le (presunte, per carità, una loro querela non posso permetterla) disfunzioni erettili del capo non si sogna nemmeno di nominarle.
Propongo che l’Italia si chiami, da ora in poi, “Servia”.
E il motto scritto sul suo gonfalone sarà:
“Ah, Servia-Italia, di dolore ostello”.
….
Non ce la faccio più, Gabriele, veramente, non ce la faccio più. Dammi almeno una ragione per non decidere di spararsi un cockatail di droghe pesanti e salsa Wordchester direttamente nella materia grigia per cercare di sfuggire a tutto ciò.
Almeno uan ragione, cazzo!
Servi che danno del servo agli altri…
Senti, Rossetti: o dici chi sono, e di chi, soprattutto, i “servi che danno dei servi agli altri”, o le faccine te le metti dove puoi immaginarti: chiaro?
Non so se è già stato citato, comunque è una buona lettura:
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-25/delitto-compiuto/delitto-compiuto.html
Bravo Paddo !!!
SERVI, Piero Ricca è un servo di Di Pietro il vs leader…. come credete che si paghi telecamere e volantini ??? non ha un lavoro…
Noi crediamo in degl ideali e crediamo che il presidete Berlusconi sia la persona più adatta a governare… Voi credete in qualche cosa , Ricca ??? bah povera gente…
ah GiaT non ti scaldare troppo fai almeno tu il democratico !!!
Anch’io vorrei sapere di chi sono “servo”. E tanto per dire: di Ricca non me ne importa una cicca, e di Di Pietro men che meno. Allora? Di chi sono “servo” io?
Escusatia non petita….
A GiaT con affetto:
Invece di spargere faccine dovresti ritirare quello che hai detto. Non puoi dare del “servo” così, tanto per fare. Hai capito?
non c’è diffamazione non ti preoccuare Paddo…!!!
Schiatti da motivazioni molto più valide delle mie!!!
mi hanno detto di tutto ma mai dato del servo. Questo onore lo lascio ad altri. Leggo e sorrido. Se l italia dovesse privarsi dei servi dei lecchini dei sepolcri imbiancati e dei paraculi resteremmo in pochi. Ma buoni.:-):-).
comunque ragazzi queste polemiche stanno coprendo di vergogna l immagine dell Italia.
A chi ho dato del servo?
Avrei dato del servo a Gadilu? Non l’ho letto e non lo leggo.
Avrei dato del servo a GiaT? Idem come sopra.
Pure Superciuk si altera, come se avessi nominato lui…
Insomma, allora mi arrabbio anche io: non sono servo!
Io, per esem
non ce l ho con nessuno
Paddo, a chi hai dato del servo dovresti dircelo tu, che hai scritto “servi che danno dei servi agli altri”. Allora? Chi sono qui i “servi”?