
Appena sbarcato in Italia l’ha detto:
“I just want to confirm that everything I have heard about him is true — he’s an extraordinary gentleman and a great leader of this country” .
Subito gli adepti del premier si sono scatenati, ribattendo queste dichiarazioni, amplificandole, ingigantendole, immortalandole sui loro blog. Obama! Obama! Obama! L’ha detto pure Obama!
Ma di chi parlava, Obama?
Di quel vecchio comunista di Napolitano.
[Qui]

11 risposte finora ↓
enzopenzo // 9 Luglio 2009 a 14:35
Un presidente statunitense non bianco che loda un comunista? Ma in che tempi viviamo?
incredula // 9 Luglio 2009 a 14:35
Cattivo! Io ci sono cascata!
Matteo Gesualdo Corvaja // 10 Luglio 2009 a 14:35
Il senatore McCarthy e Edgar J. Hoover si staranno rivoltando nelle rispettive tombe
BERTO // 12 Luglio 2009 a 14:35
Sempre i soliti simpaticoni.
Invece di essere fieri di appartenere a un grande Paese qual’è l’Italia. Grande Silvio…
enzopenzo // 13 Luglio 2009 a 14:35
Si può essere fieri di vivere in Italia, ma essere fieri del piccolo silvio…
Alessandro Bertoldi // 13 Luglio 2009 a 14:35
CERTO.
Spesso questo non avviene. Molti sputtanano l’Italia anche attraverso Silvio (“Di Pietro”) per costruire una cattiva e negativa immagine del nostro Paese all’estero.
Anche se le troiate che spara di Pietro fossero vere, pagare 38.000 euro per avere una pagina di giornale dove piazzare il suo faccione e le sue verità è una schifezza…tutto ciò con i soldi del partito e dei rimborsi !!! (PER OTTENERE NULLA)
ciao. BERTO
enzopenzo // 13 Luglio 2009 a 14:35
Non ti passa per la mente che le critiche a silvio b. siano frutto del desiderio di vivere in un paese dove esiste il rispetto delle regole, dove esiste l’accesso ad un’informazione libera, con un dialogo/conflitto politico basato sulle necessità dei cittadini, dove il razzismo sia condannato e non condonato, dove la meritocrazia abbia più peso degli appoggi, dove le tasse siano pagate in base alle possibilità finanziarie (e non in base alla capacità di eluderle), dove la classe politica non sia compromessa con la mafia, dove la donna non sia declinata in funzione del velinismo. Ma soprattutto dove esiste il diritto di critica. Qualsiasi forma di critica nei confronti di silvio è oggetto di un fuoco di sbarramento da parte dei suoi media e dei suoi lacchè ancora prima che si prenda in considerazione la possibilità che ci sia un grammo di vero nella critica. Un sistema che non si critica non è in grado di affrontare i suoi errori. Da quanto tempo non appare un articolo critico di silvio su; ad esempio; il giornale? Silvio fa solo cose giuste e buone? Qualche miinchiata la fa anche lui; no?
Alessandro Bertoldi // 13 Luglio 2009 a 14:35
Qualche!!! certamente.
Non sono mai mancate le critiche nei suoi confronti. Anzi, se Obama guarda un culo (di una 16enne) tutti urlano, che don Giovanni! !! se lo guarda Silvio, è pedofilo e maniaco!!!
NO???
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=365566
superciuk // 13 Luglio 2009 a 14:35
rispetto delle regole in un paese dove il paraculismo e la corruzione sono la norma ? Paghiamo la chiesa cattolica il fascismo ed il comunismo sovietico. Tre regali per l Italia..
enzopenzo // 13 Luglio 2009 a 14:35
@ Alessandro Bertoldi
Non hai capito la mia domanda (scusami del tu ma internet mi rende difficile l’uso della terza persona). Ho visto che citi il Giornale e la mia domanda era da quanto tempo non ospitasse un articolo critico nei confronti di silvio.
Io ho l’abitudine di leggere i giornali inglesi online. Non per leggere le critiche a silvio ma perché sono nato e cresciuto lì, e sento il Regno Unito come una seconda patria. Se si prende il Guardian (simpatizzante del partito laburista) o il Telegraph (simpatizzante del partito conservatore) noterai che ospitano articoli critici sia dello schieramento avversario che del proprio schieramento. Un esempio, facilmente reperibile nell’archivio del Telegraph, è il recente scandalo dei rimborsi spesa dei parlamentari. Questa notizia è stata malamente riportata dai nostri giornali che facevano passare un messaggio del tipo mal comune mezzo gaudio – i nostri parlamentari saranno corrotti ma anche quegli inglesi… In verità i parlamentari inglesi spesso non hanno goduto di questi rimborsi in quanto erano stati respinti da un ufficio apposito. Bastava il fatto che li avessero semplicemente chiesti. Il Telegraph era entrato in possesso delle richieste di rimborso e le ha pubblicate al contagocce, uno o due al giorno, ogni giorno. Avrebbe potuto limitarsi a pubblicare solo quelle concernenti esponenti laburisti (come avrebbe fatto un giornale italiano). Invece ha pubblicato sia laburisti che conservatori, tra i quali conservatori addirittura una collaboratrice del loro quotidiano. Perché? Non avrebbe forse messo in cattiva luce la loro parte politica, o annacquato la critica nei confronti dei laburisti (ragionamento di un giornale italiano schierato). L’idea è che io voglio che i miei rappresentanti siano migliori dei rappresentanti dei miei avversari politici per cui le mele marce vanno eliminate. In Italia invece un’inchiesta giornalistica è fatta passare come un esercizio di propaganda, mentre un’inchiesta della magistratura non fa altro che stimolare i lacchè a gridare: “Giustizia ad orologeria!”
BERTO // 14 Luglio 2009 a 14:35
Ho avuto il piacere e l’onore di visitare London, città comunque rappresentativa di una fetta di Inghilterra. Credo che poche nazioni abbiano un così pesante problema di casta, aggiungo, in proporzione all’Italia è molto più ben gestito visto che il badget di H.M. Elizabeth II è limitato e ben controllato. Per quel che riguarda la politica credo che il problema sia bene o male lo stesso in tutto il mondo.
Non so chi è l’editore del Telegraph, solitamente il giornale segue la linea dell’editore, ma se l’editore non fa politica direttamente il giornale gode di una maggiore libertà.
Tornando al caso de il Giornale, è il quotidiano della Famiglia Berlusconi non può/ non vuole andare contro Berlusconi.
Diciamo che il Giornale è divenuto il quotidiano di Partito (PDL).
A me preoccupa Repubblica che è troppo schierata per non essere un “giornale di partito”. Evidentemente De Benedetti non proprio un baluardo della libera informazione, visto che sfrutta il giornale per rivendicare vecchie sconfitte, ma non essendo un politico la cosa è meno evidente.
Bella schifezza, chi non sa che De Benedetti è stato per anni l’imprenditore/editore nemico di Silvio potrebbe pensare che i giudizi di repubblica siano oggettivi e imparziali, come prendersi gioco del cittadino/lettore.
ciao. BERTO