In settimana si parlava dell’inno del Sudtirolo. I nostri patridioti volevano che il Consiglio Provinciale ci facesse sopra una legge (insomma: volevano una roba ufficiale) e l’inno prescelto – ovviamente – era quella fialazza inascoltabile su Andreas Hofer. Fortunatamente Luis Durnwalder ha decretato che per cantare un inno non c’è bisogno di una legge: chi ha stomaco per cantare “A Mantova in catene” lo faccia, dunque, senza aspettarsi un timbro dalla Provincia. Giusto così.
Però, poi, mi chiedevo anche: ma è possibile che (proprio volendo trovare un inno) si debba sempre ricorrere a questa paccottiglia polverosa e a riferimenti ottocenteschi? Che palle!
La cosa che mi piace, del pezzo di Glass, qui sopra, è l’atteggiamento ilare dei musicisti, prima che inizino a suonare. Ecco, generalmente associamo l’esecuzione di un inno a facce comprese dall’emozione, a mani appoggiate sul cuore. Invece un inno è tutto sommato una faccenda un po’ cialtronesca, e dovrebbe essere considerata tale. Dunque: meglio nessun inno, ma se proprio si deve almeno un inno che metta di buon umore.
P.S. E quale testo bisognerebbe accompaganre all’inno? Io propongo questa poesia di G. Kofler:
dico Fiè dico Presule
se vuoi dico anche Catinaccio
ma può succedere ovunque
dico Rienza dico Isarco
se vuoi dico pure Adige
ma può succedere ovunque
quest’ombra sulla scrivania
quest’occhiata al vento
con il suo convincente
odore di “evergreen”
***
ich sage Völs ich sage Prösels
wenn du willst sage ich auch Rosengarten
aber es kann überall geschehen
ich sage Rienz ich sage Eisack
wenn du willst sage ich sogar Etsch
aber es kann überall geschehen
dieser schatten am schreibtisch
dieser blick in den wind
mit seinem überzeugenden
geruch nach “evergreen”

8 risposte finora ↓
marco // 19 Aprile 2009 a 14:35
Per l’inno al Sudtirolo non so (si tratta di geopolitica, in fondo)…ma per Bolzano userei quella canzone di Andrea Maffei che parlava della fregola di andare a Monticolo che prende tutti i bravi bolzanini d’estate…
gadilu // 19 Aprile 2009 a 14:35
Ma certo, caro Marco, si tratta di usare un po’ la fantasia… Hai voglia tu se ne troviamo, di inni!
PV // 19 Aprile 2009 a 14:35
Nach meinem Dafürhalten fehlt in Deinem Vorschlag eine der Landessprachen.
gadilu // 19 Aprile 2009 a 14:35
Rimedieremo!
ladinia // 20 Aprile 2009 a 14:35
un pensiero che arriva sempre in ritardo. e quasi sempre come promessa.
Paddo // 20 Aprile 2009 a 14:35
Birra e Strauben, sono questi gli elementi che nell’innio non dovrebbero mancare.
L’inno più rappresentativo. Ora e sempre. « Piattole! // 20 Aprile 2009 a 14:35
[...] Ci si perde in chiacchiere, ma la questione, per noi, è risolta datempo. L’unico inno capace di rappresentare appieno il nostro proverbiale “MIR SEIN MIR” tirolese è Anton aus Tirol, composta da DJ Ötzi. Una soluzione da me anticipata su BlaBlaDemokratie già nel 2007 (per la serie: ogni due anni torniamo sugli stessi argomenti). Tutti la conosciamo. Tutti l’abbiamo canticchiata almeno una volta, dalle feste campestri ai rifugi in quota. Sudtirolesi, italiani, turisti. Dall’Alsazia al Friuli è nota e apprezzata. Un inno alla montagna stereotipata. Al turismo di massa. Insomma, al Sudtirolo (e alle Alpi) del terzo millennio. Cosa c’è di meglio? Noi lanciamo la proposta a tutte le persone di buonsenso, alla società civile, alla Landesregierung come al Consiglio provinciale: Anton aus Tirol sia riconosciuto per legge come inno ufficiale dell’Alto Adige/Südtirol, che sia tradotto in ladino e italiano nonché diffuso obbligatoriamente ad ogni evento pubblico patrocinato dalla Provincia Autonoma di Bolzano. La sottoscrizione parte qui! [...]
L'inno più rappresentativo. Ora e sempre. « [Blaun] – Gesamtsüdtiroler Sovranité. // 12 Luglio 2009 a 14:35
[...] Ci si perde in chiacchiere, ma la questione, per noi, è risolta da tempo. L’unico inno capace di rappresentare appieno il nostro proverbiale “MIR SEIN MIR” tirolese è Anton aus Tirol, composta da DJ Ötzi. Una soluzione da me anticipata su Brennerbasisdemokratie già nel 2007 (per la serie: ogni due anni torniamo sugli stessi argomenti). Tutti la conosciamo. Tutti l’abbiamo canticchiata almeno una volta, dalle feste campestri ai rifugi in quota. Sudtirolesi, italiani, turisti. Dall’Alsazia al Friuli è nota e apprezzata. Un inno alla montagna stereotipata. Al turismo di massa. Insomma, al Sudtirolo (e alle Alpi) del terzo millennio. Cosa c’è di meglio? Lancio la proposta a tutte le persone di buonsenso, alla società civile, alla Landesregierung come al Consiglio provinciale: Anton aus Tirol sia riconosciuto per legge come inno ufficiale dell’Alto Adige/Südtirol, che sia tradotto in ladino e italiano nonché diffuso obbligatoriamente ad ogni evento pubblico patrocinato dalla Provincia Autonoma di Bolzano. La sottoscrizione parte qui! [...]