
Un nuovo blog dal e sul Sudtirolo. Eccolo.

Un nuovo blog dal e sul Sudtirolo. Eccolo.
→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized

“Paul la baciò con ardore mentre il gondoliere, complice delle avventure dell’amico, fingeva di guardare altrove, e la gondola, provvista di soffici cuscini, scivolava dolcemente sui canali di Venezia”.
→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized
→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized
Nel suo nuovo libro intitolato Sillabario dei tempi tristi (Feltrinelli), alla voce DEMOCRAZIA Ilvo Diamanti propone un’acuta interpretazione del fenomeno più rilevante di questi ultimi anni (quelli della cosiddetta “seconda Repubblica”):
Dunque, non è solo la politica ad aver appreso e imitato il linguaggio e il format dei media. È vero anche l’inverso. I media hanno adeguato i loro format e i loro linguaggi alla politica.
In questo quadro (che ci presenta una struttura a “chiasmo”) un ruolo del tutto peculiare l’ha giocato e lo gioca Bruno Vespa (oggi è in libreria il suo ultimo volume, praticamente però già uscito quasi tutto a spizzichi e bocconi nei giorni scorsi mediante una studiatissima e nauseante strategia di brevi anticipazioni). Qui un’analisi appropriata.
→ 3 CommentiCategorie: Uncategorized
Ogni tanto mi chiedo, più per diletto che per motivi professionali (e questo la dice già lunga), che tipo d’italiano io insegni effettivamente ai miei studenti. Secondo le direttive (anche questo un termine che la dice lunga) impartite dall’alto dovrebbe trattarsi di una lingua tecnica, calibrata sugli ambiti professionali dei ragazzi. In una classe di lattonieri, ad esempio, si tratterebbe di far apprendere (cioè far comprendere in vista dell’utilizzo) testi come questo:
La lamiera viene generalmente sagomata e piegata mediante l’impiego di piegatrici a bandiera o pressopiegatrici elettriche, oleodinamiche o manuali nelle produzioni artigianali. I canali di gronda, le scossaline, converse ecc… sono prodotte mediante pressopiegatura. I tubi pluviali sono prodotti utilizzando la tecnica della profilatura a rulli. Gli accessori quali gomiti, sostegni, collari ecc… sono prodotti mediante stampaggio.
Dunque, un ragazzo che normalmente non riesce neppure a dire “scusa, sai dirmi per cortesia l’ora?” (si tratta di casi tutt’altro che sporadici) dovrebbe però utilizzare appropriatamente il termine “scossalina”. È evidente che non lo farà mai, anche posto che riesca a memorizzare questa parola per un po’ di tempo.
M’immagino che problemi simili (oserei dire disperanti) si danno in quelle scuole (per esempio i licei) dove si parla (o si dovrebbe parlare) di letteratura. “Ora lungh’esso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquìo, calpestìo, dolci romori” (G. d’Annunzio, “Alcyone”). È palese che nessuno dirà mai “toh! Il sole imbionda…”, guardando dieci pecore (“la greggia”) fuori della finestra del suo bar di riferimento. E allora?
Ritengo che per apprendere una lingua a scuola sia necessario un contesto (extra-scolastico) nel quale mettere alla prova quanto appreso. E per “mettere alla prova” intendo: non avere la possibilità di non farlo, trovarsi per così dire con le spalle al muro. Quali e quanti contesti di questo tipo esistono? Questa è la domanda alla quale bisognerebbe rispondere per poter sperare di insegnare a scuola qualcosa che davvero serva a qualcuno.
→ 24 CommentiCategorie: Uncategorized
Udite udite. Adesso non siamo più a Bolzano, non abitiamo incipriati salottini, ma inavvertitamente siamo sprofondati fin dentro il Canto XVIII dell’Inferno, sullo sdrucciolevole sentiero di Malebolge, i cui argini sono impastati e incrostati (Dante dice “grommati”) da una specie di muffa, causata dalle esalazioni che salgono dal fondo e oltraggiano gli occhi e il naso. Qui (o quivi) stanno i dannati rei del peccato di piaggeria e/o adulazione, come Alessio Interminelli, lucchese e leccaculo. E qui (o quivi) si trova anche Taide, “la puttana che al suo amante, il quale le domandava se avesse grazie / grandi apo lei (“apo” è l’”apud” latino), rispose: “anzi, maravigliose!”. Il mio commentatore annota qui (quivi) che Dante prende una cantonata (o meglio, la fa prendere a Virgilio), in quanto lui, il “sommo”, non conosceva il testo di Terenzio dal quale proviene la citazione (si tratta dell’Eunuchus), ma solo un frammento. Insomma, Dante prende il soggetto “Thais” per un vocativo, e crede che a rispondere sia la donna; donde il quiproquò, e l’obbrobrio che affoga in eterno questa povera cortigiana, la quale, sia detto per inciso, fra le tante colleghe del repertorio comico bolzanino… ups!… latino, è una delle più sensibili e sensate. Ma tant’è…
Ringrazio Vittorio Sermonti per le delucidazioni in proposito (cfr. L’inferno di Dante, pp. 337-338). Naturalmente ogni riferimento a fatti e persone esistenti (sia pure virtualmente) è del tutto casuale. Io mi baso solo ed esclusivamente sui [TESTI].
P.S. Ho scelto la “carnosa” immagine soprastante pensando a quei poveracci che oggi si recheranno in visita agli ossari.
→ 7 CommentiCategorie: Uncategorized

L’exlusive fatalité, l’unique tare qui puissent affliger un groupe humain et l’empêcher de réaliser pleinement sa nature, c’est d’être seul.
(C. Lévi-Strauss – 1908/2009)
→ Lascia un CommentoCategorie: Uncategorized
Ascoltata durante il tragitto Bolzano-Bressanone, stasera, verso le 21.00. Se le ruote trovano le foglie, “je suis fichu”*, ho pensato.
* Cfr. J. Derrida, Il sogno di Benjamin (2002), trad. it. di G. Berto, Bompiani, Milano 2003.
→ 4 CommentiCategorie: Uncategorized